Negli occhi e nel cuore una magnifica città e l’orrore di Auschwitz

Martedì 22 ottobre, ore 21 a Su Nuraghe – serata con proiezione di immagini del viaggio a Cracovia – presentazione del ‘palpitun‘ di pere, dolce della tradizione biellese, preparato e offerto da Silvana Piola – ingresso libero

Davanti al campo di Auschwitz-Birkenau

Davanti al campo di Auschwitz-Birkenau.

Dopo un avvio avventuroso, la gita sociale in Polonia, organizzata dal Circolo Su Nuraghe, si è svolta nel migliore dei modi, grazie anche all’ottima pianificazione di Gianni Cilloco. Giovedì 10, alle ore 17.30, sotto un forte temporale, il gruppo di 16 soci, su due pulmini, ha lasciato Biella alla volta dell’aeroporto di Bergamo. La perturbazione atmosferica che imperversava anche in Lombardia ha innescato una serie di inconvenienti, che ha portato un ritardo di ben quattro ore nella partenza del volo, con conseguente arrivo in albergo a Cracovia alle 4 del mattino. Dopo un paio di ore di sonno, è iniziata la prima di due giornate intense e ricche di emozioni. Già nel tragitto verso Auschwitz, un filmato sui fatti storici che hanno portato alla tragedia dell’Olocausto ha favorito la riflessione ed ha aiutato ad entrare nello spirito adatto ad affrontare quanto si sarebbe visto ed ascoltato durante la visita al campo. Accompagnati dalla guida Margherita, che ha accompagnato tutti i passaggi con parole efficaci ed accorate, ognuno ha compiuto il suo pellegrinaggio nel ricordo di quegli orrori inenarrabili, tra il cortile della morte, le celle di punizione, le montagne di scarpe, occhiali, capelli, le camere a gas e i crematori, le fotografie… La riflessione è proseguita tra gli spazi immensi di Birkenau, lungo le rotaie che portavano direttamente alla morte un numero impressionante di persone. Nel cuore di tutti è rimasta la domanda: perché? Perché il mondo, che sapeva dell’esistenza di simili orrori, non li ha fermati?
La riflessione su quel terribile periodo storico è proseguita nel pomeriggio con la visita al Museo Schindler: un mirabile allestimento curato nell’edificio che ha ospitato gli uffici dello stabilimento in cui Oskar Schindler aveva fatto lavorare gli ebrei della famosa “lista”, salvandoli da morte certa. Sotto l’abile guida di Magda, il percorso, attraverso documenti, ricostruzioni, filmati, fotografie, effetti sonori, ha fatto rivivere la costrizione del ghetto, le discriminazioni, le persecuzioni…
Sabato mattina la nostra guida Alexandra ha accompagnato il gruppo a visitare le miniere di sale. La discesa progressiva, fino a più di 100 metri, in un mondo magico di sale, cappelle, gallerie, statue, laghetti, è stata accompagnata dalle parole di Kosma, che ha illustrato la vita nella miniera, attiva fin dal medioevo e diventata meta turistica da Nicolò Copernico in poi. Le imponenti architetture di legno, la splendida chiesa, dove è stata collocata anche la statua (naturalmente di sale, come tutto il contesto) di Papa Giovanni Paolo II, gli splendidi bassorilievi, i lampadari (di legno e cristalli di sale) hanno destato la meraviglia di tutti.
Nel pomeriggio, dopo un’abbuffata, a costo molto contenuto, in un affollato locale tipico, la gita si è conclusa con la visita al centro storico di Cracovia. Sotto un sole ancora caldo, insolito per questo periodo, che traeva bagliori dorati dalle foglie degli alberi e metteva in risalto i particolari architettonici, è stato bello ammirare il castello, la Cattedrale, la Piazza del Mercato, e godere di uno spaccato di vita, diversa dalla nostra. La Polonia è un paese giovane, dinamico, dove si vede ancora molta povertà, ma si nota anche la volontà di migliorare e la capacità di vivere e divertirsi insieme. Matrimoni con semplici cortei a piedi, bravi suonatori ambulanti, venditori di tutto un po’, rimarranno a lungo negli occhi e nel cuore dei partecipanti al viaggio.

Agostina Becchia

1 commento

  1. Gradevole, scorrevole alla lettura, puntuale il commento al viaggio. Complimenti per averne fornito una avvincente descrizione, in particolare per la discesa alle miniere di sale (pratica tuttora in vigore anche in Austria ove la manodopera è interamente polacca, come integralmente polacca o quasi è la manodopera delle miniere di talco in Valchisone), l’immancabile “abbuffata a prezzi contenuti”, le riflessioni sull’olocausto (quasi in simbiosi con l’italico starnazzamento pro – priebke), l’apprezzamento sulla ”povertà” della Polonia. La domanda, che rivolgo più a me stesso che ad altri, è se “povertà” sia il termine più adatto. A mio sommesso avviso l’arricchimento della persona non passa solo attraverso la capienza del bancomat. Il sapere apprezzare la semplicità di vita, il godimento in comune – magari con perfetti sconosciuti – delle cose belle e buone, proprio perché essenziali ed istintive, supera ogni traduzione monetaria. Il richiamo ai suonatori ambulanti mi pone l’obbligo di accostarli ai virtuosi delle launeddas, o, per tenerci in zona, ai suonatori di zufolo locali. Zufolo ricavato da rami di nocciolo selvatico facendone scorrere la corteccia.
    Un cordiale augurio di buon fine settimana a tutti.

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