16 e 17 giugno festa sarda a Biella, domenica bandiere a Nuraghe Chervu

Biella, bandiere a Nuraghe Chervu

Sabato 16 giugno, ore 21:00, Biella, chiostro s. Sebastiano – Balli e danze, canti e suoni tra mare e montagna – Gruppo Folk “Istellas Lodinas – Lodè (Nuoro) – Coro “Burcina” – Biella – Coro polifonico “Segossini”- Sinnai (Cagliari) – domenica 16 giugno, ore 10:15, Missa Majore – ore 12:00, cerimonia a Nuraghe Chervu – ingresso libero

Domenica 17 giugno, alle ore 12:00, con partenza dal piazzale della Pasticceria Brusa, momento culminate della due giorni della XXIV festa sarda “Sa Die de sa Sardigna” sarà l’Alzabandiera. Sui pennoni dell’area monumentale di Nuraghe Chervu, Carabinieri del Comando di Biella e Agenti di Polizia Penitenziaria della Caserma “Alessandro Salaris” di Biella innalzeranno il Tricolore affiancato dalle bandiere di Piemonte e di Sardegna, dallo stendardo rosso della Città Biella e da quello azzurro della Comunità Europea.
Durante la cerimonia verranno deposti fiori a ricordo di quanti sacrificarono la loro giovane vita durante la Prima Guerra Mondiale, definita anche la IV Guerra di Indipendenza.
Nell’anno 2008 sull’area monumentale chiamata “Nuraghe Chervu”, situata alle porte della Città, così denominata per la vicina presenza del Torrente Cervo, è stato eretto un monumento dedicato “Agli intrepidi Sardi della Brigata Sassari nel comune ricordo dei 13.602 figli di Sardegna e dei 523 giovani biellesi Caduti per l’Unità d’Italia”.
Esso ricorda anche i 3.121 Caduti dell’attuale Provincia di Biella, i 7 fanti “Sassarini biellesi” Caduti e i 6 Biellesi emigrati in Francia Caduti nella battaglia delle Argonne, volontari incorporati nel 4° Reggimento di Marcia del 1° Reggimento Straniero, a fianco dei sei nipoti di Giuseppe Garibaldi. Sulle note della “Banda Musicale Filarmonica Cossatese” e “Dimonios”, l’inno della Brigata “Sassari” intonato dal Coro Polifonico “Segossini” di Sinnai, la manifestazione a Nuraghe Chervu terminerà, per continuare, poi, con il pranzo sociale presso il ristorante “Vida Loca”.

Salvatorica Oppes

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