Sardi e Veneti migranti custodi d’identità di origine e di adozione

Coro Burcina

Giunta a termine la campagna di raccolta dati nell’ambito del progetto “Museo delle migrazioni, Cammini e Storie di Popoli”, sostenuto da Regione Piemonte e Regione Autonoma della Sardegna, sviluppato dal Circolo Culturale Sardo di Biella, con al centro lo studio di beni immateriali presenti sul territorio. Con l’assistenza di Idillio Zapellone, custode del Museo delle Migrazioni di Pettinengo, Battista Saiu e l’antropologo visuale Luca Ghiardo hanno effettuato scandagli su riti e consuetudini sociali che documentano e sollecitano processi di partecipazione, di inclusione e di conoscenza: riti religiosi e laici, pratiche sociali collettive legate ai cicli di vita e dell’anno, episodi significativi della vita culturale delle comunità, di specifici gruppi sociali e di singoli cittadini, quali testimoni della storia e della cultura dei luoghi.
In evidenza il ruolo svolto dalle parrocchie nella formazione culturale in generale e, in campo più specifico, nell’insegnamento del canto e della musica. Tra le numerose formazioni corali biellesi, molti coristi si sono formati all’ombra del campanile. La presenza nel gruppo di ricerca della linguista Chiara Meluzzi ha permesso di impostare anche un tentativo di salvaguardia del patrimonio linguistico e culturale dell’area alpina del Biellese, in particolare per quanto riguarda le migrazioni “interne” alla penisola italiana che hanno interessato questa zona Nord Piemonte a partire dal secondo Dopoguerra. Queste migrazioni hanno coinvolto sia singoli lavoratori sia interi gruppi familiari provenienti da Veneto, Sardegna e, in anni più recenti, dal Mezzogiorno d’Italia. In tutti i casi si trattava di migrazioni permanenti, non stagionali, con la prospettiva, quindi, di restare a vivere sul nuovo territorio, cosa che si è puntualmente verificata. Curioso il diffuso fenomeno di “appaesamento”, con gli emigrati di ieri divenuti custodi di riti e consuetudini locali e della parlata della terra di adozione.

Simmaco Cabiddu

Nell’immagine: Coro “Burcina”, gruppo di affinità partecipante al progetto di Su Nuraghe.

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