Oropa, simbolo del Regno sardo nella mazza civica di Biella

23 agosto 2011

Biella conserva nei simboli ufficiali della Città segni della propria identità che rimandano alla Sardegna, grazie all’evangelizzazione di Sant’Eusebio da Cagliari nel IV secolo e al culto di Santa Maria di Oropa “Deipara”, all’appartenenza di Biella al Regno di Sardegna – Per saperne di più: “Studi e ricerche sul Biellese 2011” – saggio “Il puzzle dell’identità, la Mazza civica di Biella” – distribuzione in libreria, in edicola e presso la sede del DocBi/Centro Studi Biellesi.

mazza civica

Mazza civica della Città di Biella.

Domenica 28 agosto, alle ore 9.30, presso il Santuario Mariano Eusebiano Alpino di Santa Maria di Oropa, si svolgerà l’annuale rievocazione della “chiusura e apertura dei cancelli”. La cerimonia pubblica proseguirà con la processione sul sagrato della Basilica superiore e la solenne Celebrazione eucaristica alla Basilica superiore.
Si tratta di un appuntamento significativo per la Comunità biellese che rievoca l’anniversario dell’Incoronazione della Madonna d’Oropa del 1620, avvenuta dopo la grave pestilenza del 1599.
Cinque secoli di fedele identità ai piedi di Maria “Deipara“, Madre di Dio – frutto fecondo della predicazione di Sant’Eusebio da Cagliari, primo vescovo di Vercelli del IV secolo – incoronata “Regina del Monte di Oropa“. Prima della solenne liturgia, concelebrata dal Vescovo di Biella, S. E. mons. Gabriele Mana e dal Rettore del Santuario, Can. Don Michele Berchi, il Sindaco di Biella, Donato Gentile – presenti le massime Autorità locali – procederà alla chiusura rituale dei cancelli d’accesso al recinto sacro. Per l’occasione verrà inalberata la Mazza civica, la maggiore insegna cittadina del potere, portata e scortata dalla Guardia municipale in alta uniforme.
A seguire, presso la “Galleria Sant’Eusebio“, presentazione della Mostra “Oggi devo fermarmi a casa tua – L’eucaristia, la grazia di un incontro imprevedibile“.
Biella è rimasta una delle poche realtà a far ancora uso in Piemonte della mazza civica, l’antica insegna d’onore del corpo decurionale – adottata dopo la concessione delle Patenti ducali di infeudazione del 1660 – in alternativa al gonfalone della Città. Un’usanza abbandonata da molti comuni, rimasta, però, in vigore in alcune solenni manifestazioni come l’apertura dell’Anno giudiziario presso le Corti di Appello e la Suprema Corte di Cassazione o per l’inaugurazione dell’Anno accademico presso le diverse sedi universitarie. Continua a leggere…

Mostra di minerali sardi custoditi al Santuario di Oropa

19 agosto 2011
pannello mostra

Pannello introdurttivo della mostra oropense: La collezione mineralogica di Monteponi.

Apertura fino a domenica 21 agosto – La collezione mineralogica di Monteponi – Mostra documentaria presso l’Erbario del Giardino Botanico – sabato e festivi ore 10,00-12,30 e 14,30-17,00 – ingresso libero

Domenica 21 agosto, ultimo giorno utile per visitare la mostra documentaria: “La collezione mineralogica di Monteponi” esposta presso l’ Erbario del Giardino Botanico di Oropa.
La Sardegna ha legami antichissimi con il Biellese ed Oropa in particolare, attraverso la storia e la vita di personaggi sardi e biellesi.
L’iniziativa oggetto della rassegna si incentra sulla figura di Quintino Sella, arrivato in Sardegna nel 1869 e che, da questo viaggio, ricaverà una Carta Geologica in cui sono censiti i siti minerari dell’Isola.
I materiali esposti nella rassegna oropense sono custoditi negli archivi del Santuario Mariano Eusebiano Alpino di Santa Maria di Oropa. Si tratta di campioni di minerali di proprietà dell’Amministrazione del Santuario e provengono da Monteponi, l’importante sito minerario dell’Iglesiente, a Sud-Ovest dell’Isola. Pezzi rari di una importante collezione di minerali recuperata e restituita al pubblico, recentemente catalogati da Centro Studi WWF del Giardino Botanico di Oropa ed esposti fino a domenica 21 agosto ad Oropa nell’ambito dell’iniziativa: “Tesori nascosti: le collezioni naturalistiche del Santuario di Oropa”.
I minerali giunsero nel Biellese grazie alla donazione di Giovanni Savio, un esponente delle maestranze della miniera che come altri Biellesi andarono in Sardegna per lavorare nelle miniere, uno per tutti l’Ing. Erminio Ferraris, direttore di Monteponi dal 1875 al 1907.
Una collezione da vedere anche per gli interessantissimi e rari minerali provenienti dalla località dell’Isola ora inserita nel Parco Geo-minerario della Sardegna (Geosito UNESCO). Continua a leggere…

Viaggio in Sardegna… sulle tracce di Quintino Sella

19 agosto 2011
Carta geologica della Sardegna

Quintino Sella, Carta geologica della Sardegna.

4-9 ottobre 2011: “In viaggio … sulle tracce di Quintino Sella”

Da martedì 4, fino a domenica 9 ottobre è possibile recarsi in Sardegna, grazie alla collaborazione del tour operator I sentieri di Anthora.
“In viaggio… sulle tracce di Quintino Sella” è un Viaggio naturalistico nella terra di Sardegna, dalle miniere di Monteponi (oggi inserite nel Geopark UNESCO della Sardegna), sino a Punta Lamarmora (Parco Nazionale del Gennargentu) passando per l’Oasi WWF di Monte Arcosu ed altre meraviglie naturali dell’Isola…
Scarica il programma del viaggio.
Inoltre, fino al 2 ottobre è possibile percorrere l’ itinerario geologico permanente dedicato alle rocce della Valle Oropa, presso il Giardino Botanico di Oropa, Strada alla Teleferica, Oropa-Biella.
All’interno del Giardino Botanico, il percorso sulle vicende geomorfologiche della conca di Oropa si arricchisce di una esposizione geologica all’aperto.
La mostra dei minerali di Sardegna è a ingresso libero, mentre l’ingresso al Giardino Botanico per l’esposizione geologica… ed il viaggio in Sardegna sono a pagamento. Continua a leggere…

Quintino Sella scienziato e gli studi sulla mineralogia sarda

19 agosto 2011
Sellaite

Miniere di Monteponi, Sellaite, collezione di minerali ad Oropa.

Giunto all’Università di Torino diciassettenne (dopo aver superato con lode gli studi classici), il giovane Quintino si impone una rigidissima disciplina di lavoro con i professori C.I. Giulio (meccanica) e G. Plana (analisi), senza per questo dimenticare, “uomo delle due culture”, la storia e la letteratura. Mandato, fresco di laurea, a specializzarsi dall’Università di Torino in Francia (École des Mines), rientrato nel 1852, diventa Professore di geometria applicata all’Istituto Tecnico di Torino (poi trasformato in Scuola di Applicazione per Ingegneri). Successivamente, ottiene la cattedra di mineralogia alla Facoltà di Scienze di Torino e Ordinatore del Museo Mineralogico.
Gli studi di Quintino Sella si sviluppano in Cristallografia Teorica e Morfologica: tra il 1854 ed il 1861 si concentra gran parte della sua produzione scientifica, poi abbandonata per gli ormai pressanti impegni politici (fu Ministro delle Finanze dal 1864 al 1873 nei governi Rattazzi, La Marmora, Lanza), manifestando anche un serio interesse per l’applicazione della tecnologia. Va ricordata l’invenzione della cernitrice elettromagnetica per separare i cristalli di rame dalla magnetite. Continua a leggere…

Quintino Sella, sulle tracce sarde dello scienziato biellese

19 agosto 2011
pannello mostra

Il Biellese e la Sardegna, da Sant'Eusebio agli immigrati sardi, 1700 anni di storia comune.

Il legame con la Sardegna

Ma c’è anche un altro filo che si dipana dal Quintino Sella scienziato e politico: il rapporto che lega il biellese con la Sardegna. I legami tra il nostro territorio e l’Isola sono molto antichi ed intensi: vuole la tradizione che Sant’Eusebio da Cagliari, nel 345 nominato primo vescovo del Piemonte sulla cattedra di Vercelli, e successivamente eletto protettore dei Piemontesi da papa Giovanni XXIII, di ritorno dall’esilio in cui era stato confinato a Scitopoli (Palestina), portò con sé tre statue nere della Madonna, una venerata nella cattedrale di Cagliari e le altre due in Piemonte, a Serralunga di Crea (Alessandria) e ad Oropa (Biella). In quest’ultimo luogo si trovano il Santuario omonimo, oggi protetto da una Riserva naturale regionale ed il Sacro Monte, dichiarato Patrimonio UNESCO dell’Umanità nel 2003.
Nel 1718, con il passaggio del Regno di Sardegna ai duchi di Savoia, i rapporti tra il Piemonte e l’Isola si sono ulteriormente intensificati, come testimoniato dal coinvolgimento di molti biellesi, quali Filippo Ferrero Fieschi della Marmora (1719-1789) e Vittorio Ludovico de Hallot des Hayes, conte di Dorzano, nativo di Cavaglià, entrambi viceré di Sardegna.
Amico e studioso concretamente legato alla Sardegna fu il generale Alberto Ferrero della Marmora, che scrisse probabilmente l’opera più famosa tra i resoconti di viaggio dell’Ottocento. Il suo ”Voyage en Sardaigne”, sarà da subito non solo un modello ma anche uno stimolo per i viaggiatori successivi che raggiungeranno l’isola. Il ”Voyage”, impreziosito da 19 tavole illustrate, è nel complesso una straordinaria descrizione paleontologica e geologica, fisica e politica della Sardegna, con accurate ricerche sulle sue produzioni naturali e le sue antichità. Ad Alberto Ferrero è dedicata la vetta più alta del Gennargentu, “porta d’argento”, Punta La Marmora di 1.834 metri.
Quintino Sella arrivò nell’isola nel 1869, al seguito della Commissione parlamentare d’inchiesta guidata da Agostino Depretis, la cui visita avrebbe portato alla stesura della Relazione sulle condizioni generali dell’Isola, in cui era monitorato lo stato della Sardegna.
Dalla visita alle miniere di Monteponi (Iglesias), Quintino trarrà spunto per delineare il quadro preciso della situazione delle miniere sarde, argomento sviluppato all’interno della relazione da lui presentata alla Camera nel gennaio 1871, nella quale pubblica la Carta Geologica dell’Isola di Sardegna (Torino 3 Maggio 1871), in cui sono censiti i siti minerari dell’Isola.
Proprio da Monteponi provengono i campioni di minerali, di proprietà dell’Amministrazione del Santuario, custoditi dal Centro Studi WWF del Giardino Botanico di Oropa recentemente catalogati, esposti fino al 21 agosto ad Oropa nell’ambito dell’iniziativa: “Tesori nascosti: le collezioni naturalistiche del Santuario di Oropa”, recuperate e restituite al pubblico. Continua a leggere…

È morto Gavino Faedda di Bonorva, una vita da emigrante

17 agosto 2011
Gavino Faedda

Gavino Faedda

Biella, 16 agosto – Si sono svolti stamani, nella gremitissima chiesa di San Biagio, i funerali di Gavino Faedda di 79 anni.
Lo annunciano con profondo dolore la moglie Giovanna Cossu, i figli Lucia con il marito Alfredo, Salvatore, Nicoletta con il marito Roberto; i nipoti Maichol, Laura e Alex; la sorella Angela con i figli Roberto, Caterina e Stefania con le rispettive famiglie; la consuocera Annamaria, cugini, cognata, nipoti, pronipoti, unitamente a parenti ed amici tutti.
La cara salma è stata inumata nel cimitero urbano di Biella.
Originario di Bonorva (Sassari), era nato a Tunisi dove il padre Salvatore era partito nei primi anni del Novecento per lavorare nei giacimenti di fosfati e lignite del bacino minerario di Redeyef.
Negli anni Trenta la famiglia rientra in Sardegna e Gavino può trascorrere la prima giovinezza nella sua amata Terra isolana.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, deve emigrare ancora e, questa volta, per sempre.
Nel 1958 arriva a Biella dove lavora come muratore e carpentiere presso importanti imprese locali. “Ha lavorato sempre come un mulo”, ricorda Giovanna, la moglie, la compagna dell’intera vita.
Anch’ella di Bonorva, si erano reincontrati a Biella; dal loro amore sono nati i tre figli e la numerosa discendenza di nipoti e pronipoti. Continua a leggere…

I Sardi e le radici cristiane europee di cui molti parlano e troppi tacciono

10 agosto 2011

Lunedì 8 agosto conclusi a Bollengo i cinque giorni di festeggiamenti in onore del patrono del Piemonte sant’Eusebio da Cagliari, primo vescovo di Vercelli – la terra di Sardegna ed il Piemonte si incontrano ancora attraverso pastori buoni, figli di Eusebio nelle fede e nella carità, nel silenzio di chi potrebbe e dovrebbe parlare – immagini nella sezione Fotografias.

Bollengo sant'eusebio

Bollengo, Festa di Sant'Eusebio 2011, foto di gruppo alla fine della processione con al centro il parroco don Piero Agrano e i sindaci di Bollengo e di Maglione in fascia tricolore, gli Alpini, le axente e le matarille con gli alberi rituali in testa, i ragazzi della leva 2011, il presidente della Pro Loco, Grazia Ceresa, la delegazione dei Sardi del Biellese e dell'Eporediese.

Bollengo, domenica 7 agosto, il momento centrale della festa si è incardinato nella celebrazione della Santa Messa officiata dal Parroco don Piero Agrano, seguita dalla tradizionale solenne processione con le reliquie dei santi portate a spalle dai coscritti della leva di quest’anno.
Il sacro corteo ha percorso in senso antiorario il centro abitato. Musiche, canti e preghiere con Banda musicale, Cantoria parrocchiale e popolo; presenti il sindaco di Bollengo, Sergio Ricca con il vicesindaco Grazia Ceresa ed, eccezionalmente, il sindaco di Maglione, Mirco Rosso con il vicesindaco Pier Giacomo Ferraro, accompagnati dai rispettivi gonfaloni comunali; impeccabile l’organizzazione, grazie alla Pro Loco, al Centro anziani e all’Associacione Alpini di Bollengo; significativa la presenza in abiti tradizionali dell’Isola dei soci del Circolo Sardo “Sa Rundine” che ha sede proprio nel Comune di Bollengo e dei conterranei del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe“, provenienti dalla vicina Biella.
Il Piemonte della postmodernità, terra di missione del sardo Eusebio nel IV secolo – con realtà pedemontane come Lessona di cui abbiamo dato conto – ha celebrato con grande solennità la 1.640a ricorrenza della festa di Sant’Eusebio. Eusebio, e non solo in Piemonte, è espressione concreta di quelle radici cristiane europee di cui molti parlano e in troppi, anche tra i Cristiani, tacciono. In alcune località, come Bollengo d’Ivrea, le commemorazioni si sono protratte per un’intera settimana. Continua a leggere…

Eusebio da Cagliari, Eusebio di Vercelli, un patrimonio comune

10 agosto 2011

Bollengo di Ivrea – Domenica 7 agosto, Festa patronale di Sant’Eusebio

stendardo processionale

Bollengo, stendardo processionale raffigurante sant'Eusebio da Cagliari che porta la Madonna ad Oropa, sorretto dai fucilieri di Su Nuraghe di Biella all'uscita della processione.

Celebriamo oggi la festa patronale di Sant’Eusebio. La domanda ineludibile è questa: che senso ha fare memoria di un santo, di una figura così lontana da noi nel tempo e nello spazio? A meno che Eusebio sia soltanto un nome, che serve ad indicare tutt’altra cosa.
Eusebio è stato evangelizzatore e pastore in Piemonte. Porta dentro al suo ministero qualcosa della genialità e delle caratteristiche della sua terra d’origine, la Sardegna. Per gli amici sardi, è soprattutto Sant’Eusebio da Cagliari, per noi è il protovescovo di Vercelli, patrono di tutto il Piemonte. Ma … si tratta della stessa persona!
La scelta delle letture ci permette di delineare la figura del “pastore” della Chiesa, allora come nei secoli successivi, allora come oggi! Il Vescovo Eusebio è stato sentinella per il suo popolo. Attenta e vigilante soprattutto nel segnalare i pericoli che incombono, le difficoltà in cui possiamo imbatterci. Preoccupata della fede della sua gente, della sua crescita, ed anche dei rischi cui va incontro … Oggi la fede è spesso considerata una posizione, un atteggiamento così interiore, così personale, da non potersi giudicare, correggere, far crescere … Ma la fede ci ricorda Eusebio è anche un patrimonio comune, che condiviso, unisce, crea comunione, intesa, sensibilità collettiva …
Il pastore è sentinella e guida per altri. Anche su questo punto, la figura del pastore può apparire datata, fuori moda, superata … Ciascuno pretende di far da guida a se stesso, senza dipendere da nessuno, senza legarsi ad alcuno … Eppure, al di là delle posizioni di un “libertarismo” sfrenato, per il quale l’unica cosa che conta è la libertà individuale, senza alcun freno dall’esterno, c’è ancora bisogno di punti di riferimento sicuri, di una parola che consigli e orienti in maniera disinteressata, della capacità di fare un pezzo di strada insieme, di un confronto sincero, di un riconoscimento di un’autorità che sia anche autorevolezza, fondata sulla coerenza e la testimonianza della persona … Eusebio ha ispirato e fondato la sua missione di pastore sulla figura e la parola di Gesù; per Lui ha accettato la persecuzione, l’esilio e, forse, anche il martirio… Continua a leggere…

Lessona, successo per la festa patronale di Sant’Eusebio

8 agosto 2011

Alcune immagini della festa nella sezione Fotografias

Borgata Sant'Eusebio di Lessona

Borgata Sant'Eusebio di Lessona, frazionisti ritratti sul sagrato della chiesa di Sant'Eusebio all'uscita della Santa Messa.

Martedì 2 agosto gli abitanti della frazione Mozzetto di Lessona hanno festeggiato S. Eusebio, patrono e titolare dell’oratorio della loro borgata.
È una chiesa che risale al cinquecento, intitolato al Santo evangelizzatore Eusebio.
Nato in Sardegna è stato il 1° vescovo di Vercelli ed è stato nominato “Patrono del Piemonte” dal Papa Buono.
Nel 1969 Don Franco Picco, fondatore dell’Istituto Giovanni XXIII, lo scelse come luogo di culto per la celebrazione della Santa Messa domenicale per i suoi ospiti e per tutti gli abitanti che lo desideravano.
Da sottolineare anche l’appuntamento annuale, sempre in questo oratorio, del Circolo “Su Nuraghe” per l’intonazione di “Su Rosariu Cantadu” guidato da Don Ferdinando Gallu cui partecipano tanti Lessonesi.
Quest’anno gli abitanti del Borgo hanno voluto festeggiare in modo particolare questa giornata con un programma ricco di eventi:
alle ore 17.30 Don Ferdinando Gallu, cappellano del Circolo “Su Nuraghe” e Don Renzo Diaceri, parroco di Lessona, hanno concelebrato alla presenza di un folto numero di Lessonesi e del Presidente del Circolo “Su Nuraghe” Battista Saiu accompagnato da alcuni soci in abiti tradizionali sardi. Continua a leggere…

Persone di fede politica opposta uniti nel nome di Eusebio

8 agosto 2011
messa lessona

Lessona, oratorio di Sant'Eusebio, interno, concelebrazione eucaristica con don Ferdinando Gallu e don Renzo Diaceri.

Preparate oltre 50 torte – gli utili della festa dedicati ad opere di conservazione del locale oratorio – un successo che ha coinvolto volontari che fanno riferimento a più associazioni del paese

Ancora grazie, cari amici Sardi della vostra partecipazione alla serata di festeggiamenti a Sant’Eusebio titolare dell’oratorio della nostra frazione a Lessona.
Se la vostra presenza ha impreziosito la giornata, l’adesione di cosi tante persone ci ha inorgoglito oltre ogni previsione. Si trattava infatti di una scommessa nata per battuta lo scorso anno, in ritardo comunque per essere attuata, ma ripresa nella primavera di quest’anno con convinzione.
È stato un successo perché ha coinvolto volontari che fanno riferimento a più associazioni del paese dopo un intero mese di pesante impegno, perché ha raccolto frazionisti e non, vecchi e nuovi, famiglie intere e qualche giovane, perché hanno aderito amici che solitamente non partecipano alla vita “festaiola” del paese.
L’ obiettivo annunciato di dedicare gli utili ad opere di conservazione del locale oratorio non ha impedito alle persone di fede politica opposta di aderire con entusiasmo all’iniziativa e, coloro a cui abbiamo chiesto una torta per limitare le spese hanno acconsentito per un totale di oltre 50 torte.
Hanno così tutti quanti, a diverso titolo, confermato l’entusiasmo e la condivisione dell’iniziativa.
Grazie ancora alla comunità sarda di “Su Nuraghe”, a tutti i partecipanti e… a tutti noi!!
A tutti pace, serenità e… alla prossima!! Continua a leggere…