Autunno, stagione «di mezzo», tempo di fine, tempo di inizio

25 ottobre 2010

Sabato 30 ottobre, ore 21, al Circolo Su Nuraghe di Biella – nuovo appuntamento con i Sapori di Sardegna – Antonietta Ballone di Mara de Caputabbas preparerà “sos papassinos maresos” – come preparare i dolci per allestire il “tavolo dei morti” – degustazione e ricetta

Antonietta Ballone

Antonietta Ballone presenta un cesto con papassinos maresos e piccole forme di pane per provare la temperatura del forno.

Davanti ai nostri occhi sussistono riti e ritmi quotidiani di antica origine, i quali, oggi, vengono dati per scontati o sono del tutto dimenticati o ignorati dai più. Le consuetudini e gli appuntamenti di calendario, in particolare, possono dare luogo ad un tempo non monotono ed uguale a se stesso, bensì a quello che gli antichi Greci solevano chiamare kairós, ossia un intervallo temporale preciso, decisivo ed attivo. Uno di questi aspetti è facilmente riscontrabile con riferimento all’alternarsi delle stagioni e in stretta connessione alla dualità «tempo del lavoro – tempo della festa», un binomio temporale ed, insieme, esistenziale, senza il quale non si avrebbe alcuna Comunità umana.
Cibo, musica, teatro, narrazione e danza, tanto più se realizzati a livelli di eccellenza, costituiscono, in particolare, specie nel mondo rurale e pastorale, lo strumento principe per la socializzazione, per il riposo dalle fatiche del lavoro, per la pacificazione inter-relazionale e, in taluni casi, per la guarigione non solo fisica, favorendo, al contempo, la trasmissione della Tradizione. Infatti «I riti della semina e del raccolto, il battito cardiaco della festa (un tamburo, una corda pizzicata, i colpi dei piedi nella ginnastica della danza) così come la lamentazione funebre costituiscono, al pari della manualità delle massaie e dei saperi empirici dei contadini, il patrimonio genetico di una comunità di destino».
L’Autunno costituisce un tipico esempio di tutto ciò, nel cui fulcro si evidenziano le cadenze e le occasioni umane di quella che può essere definita la stagione ciclica “di passaggio” per eccellenza, caratterizzata da una notevole ricchezza di simbolismi e di costumi locali. Continua a leggere…

Biella vince due volte con Daniele Vercellino e Mariu Secci

24 ottobre 2010
Mariu Secci

Mariu Secci ritratto a Su Nuraghe, l'angolo di Sardegna ai piedi delle Alpi.

Sabato 23 ottobre, alle ore 17, a Santhià (Vercelli), si è svolta la gara podistica provinciale dei 10.000 metri su pista.
Il Primo Premio assoluto è stato conquistato dal biellese Daniele Vercellino dell’U.G.B., Unione Giovane Biella.
Il Primo Premio della categoria MM65 è stato assegnato ad un altro atleta della “Città della Lana”, Mariu Secci, responsabile storico della Sezione Sportiva del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella.
L’atleta sardo, per conquistare il titolo in poco più di 44 minuti, ha indossato i colori dell’ A. S. Gaglianico 1974, Società biellese alla quale partecipano diversi isolani particolarmente attivi nell’organizzazione della prestigiosa gara podistica di montagna del Circolo dei Sardi, denominata Il giro del Bric – Gran Premio Ronco Castello di Zumaglia, inserita nel Calendario del Comitato Provinciale Biella-Vercelli.
Nel 2011 la gara podistica di Su Nuraghe, giunta alla XX edizione, a ridosso dei festeggiamenti dell’Unità d’Italia, si svolgerà domenica 8 maggio, seguendo il consueto percorso tra boschi e sentieri, alla scoperta e valorizzazione del paesaggio alpino compreso nei Comuni di Zumaglia e di Ronco Biellese.
La manifestazione è una ulteriore testimonianza del contributo di amore dei Sardi per il territorio in cui vivono che si somma all’orgoglio di piccole e grandi vittorie sportive conquistate sul campo, a volte taciute o mimetizzate nelle cronache dei giornali, sempre fraternamente condivise con atleti e amici di comuni gioie e fatiche. Continua a leggere…

Un autunno ricco di frutti: Corsi, Incontri e Lezioni di identità

21 ottobre 2010

Corso di Balli continentali – Corso di Filet – Corso di Lingua sarda – Prove di canto – Lezioni di cinema – info e iscrizioni

Voci di Su Nuraghe

Santuario di Oropa, Voci di Su Nuraghe dirette dal M° Biagio Picciau

Con l’arrivo dell’autunno, entra nel vivo l’attività del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella con l’attivazione di Corsi, Incontri, Lezioni: momenti di socialità e cultura, di relazione, di formazione e di approfondimento. Momenti sereni da trascorrere in un ambiente sereno, fraternamente, in amicizia.
Nelle settimane passate, sono riprese le “Lezioni di cinema”, tenute da giovani soci di prima e di seconda generazione, “per conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore”; prossimo appuntamento sabato 6 novembre, alle ore 21.
Un altro interessante obiettivo è quello di tramandare cultura materiale. Per questo è stato riattivato il “Corso di filet” (mercoledì, ore 15-17), incominciato dalla decana dell’Associazione zia Antonietta Sotgiu, tenuti dalle insegnanti Paola Antoniotti e Laura Rossetti. (info, contatti e iscrizioni, Grazia: 3294236841).
Le “Voci di Su Nuraghe” – all’interno del Corso di Lingua sarda – si incontrano con cantori di altre formazioni biellesi per le “Prove di canto”, in vista delle prossime festività natalizie. Appuntamenti al Circolo tutti i giovedì, ore 21-23 (info, contatti, Biagio: 3934941503).
Nelle scorse settimane è iniziato anche il “Corso di balli continentali”, con lezioni tenute dal Maestro Alessandro Tropeano. Incontri il venerdì, ore 21-23 (info, contatti e iscrizioni Melinda: 3339505180).
Si tratta di momenti diversi di socialità e condivisione con sguardo attento rivolto alla città e al territorio. In questa prospettiva si inserisce l’imminente apertura al pubblico dell’Ambulatorio Infermieristico Sardo “Dott. Emilia Cavallini”, inaugurato lo scorso mese di giugno, che presto offrirà a tutti un servizio gratuito nei giorni di lunedì e giovedì, dalle ore 9, alle ore 11. Continua a leggere…

Corso di balli continentali e il linguaggio coreutico

21 ottobre 2010

Il ballo e la danza costituiscono una forma di linguaggio – organizzazione, regolazione, propiziazione e perpetuazione di vari aspetti del ciclo vitale – corteggiamento e amore

corso balli

Corso di Balli continentali, un momento delle lezioni

Il Dizionario della Lingua Italiana include tra le sue voci due lemmi dal significato affine nel linguaggio comune, Ballo e Danza. La prima parola, derivante dal verbo tardo-latino ballare, adattamento, a sua volta, del greco della Magna Grecia “ballízō“, indica «l’arte di muovere i passi e conformare l’atteggiamento delle membra secondo determinate regole e seguendo un ritmo musicale». La seconda locuzione, invece, traente la sua origine dall’espressione danzare, italianizzazione del termine franco medioevale di incerto etimo “dancer“, designa «un susseguirisi di movimenti del corpo ritmato e modellato su un testo musicale appositamente scritto allo scopo, e del quale costituisce l’espressione e l’interpretazione figurata». Le due parole, quindi, indicano un’azione umana dal valore espressivo, un insieme di gesti e segni dal valore comunicativo, ossia una condotta dotata di qualità, o meglio, quella che è definibile con la parola «linguaggio».
Si ha, in particolare, a che fare con un linguaggio composito, sensibilmente percepibile, attuato, per lo più, attraverso movimenti del corpo organizzati sulla base di suoni concatenati e funzionalizzati, la musica, a sua volta altra forma umana di “modo d’esprimersi“. In ciò si rivela un’attività caratterizzata dal talento inventivo e dalla capacità espressiva dell’uomo, ossia un’arte intesa in senso ampio, quello che gli antichi Greci solevano chiamare col termine tékhnē, vocabolo capace di denominare la relazione tra mezzi e fine, e dal quale deriva l’attuale parola italiana tecnica. Oggi i termini italiani che, forse, meglio definiscono ai più questi concetti, in relazione al mondo della danza e del ballo, sono le voci del dizionario linguistico coreografo e coregrafia, letteralmente “scrittore e scrittura di coreutica“, cioè dell’arte della danza, come ben evincibile dalla relativa espressione greca “khoreutiké (tékhnē)“. Continua a leggere…

Conoscere la Sardegna, amarla con «gusto», sensorialmente

20 ottobre 2010

Presentate is papassinas de su Sulcis secondo la ricetta di Narcao – Il Sulcis-Iglesiente è un territorio formato da Comuni ricchi di storia variegata e particolarissime tradizioni e specificità che rischiano di essere cancellate dall’emorragia migratoria – nella Città di Biella risiedono venti famiglie originarie di Narcao

Luciana Ecca Pinna

Gruppo di amici con al centro Luciana Ecca Pinna e is papassinas de su Sulcis

Sapori di Sardegna – sabato 16 ottobre, nelle sale del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella, si è tenuto l’annunciato appuntamento con i “Sapori di Sardegna” e “is papassinas de su Sulcis”.
Luciana Ecca Pinna ha presentato “is papassinas de su Sulcis”, una variante territoriale del Sulcis-Iglesiente, regione storica sud-occidentale della Sardegna, appartenuta al Giudicato di Caralis, formata da due territori: il Sulcis e l’Iglesiene, costituiti da ventisette comuni; ventitré dei quali fanno parte della nuova Provincia con a capo le Città di Carbonia e Iglesias, per un totale di circa 150.000 abitanti.
Carloforte e Sant’Antioco, condividono con Calasetta la presenza di una consistente comunità genovese di relativo recente insediamento, una enclave con lingua, usi e tradizioni genovesi di “Terramanna”, insediatasi in questa estrema parte dell’Isola, conosciuta come “Maurri”; “Maureddhos” sono detti gli abitanti, a significare l’arrivo, fin da un passato ancora più remoto, di nuovi abitatori dalla vicina Africa. Continua a leggere…

Atobiu de su 28 de cabudannu 2010 in su Circulu de Biella

18 ottobre 2010

Is atobius chi feusu teninti sceti s’iscopu po fuedhai e ascurtai su sardu totus impari po du imparai puru mellus totu, no sceti su de sa bidha sua. Fillus nostrus cumprendinti su sardu ma du chistionanta pagu – ocannu puru, in su Circulu de Biella, cursus de limba sarda po is sardus de segunda generatzioni chi tenenta gana de fuedhai mellus

inghiriu de Sant'Efis

Casteddhu, inghiriu de Sant'Efis, femina cun mannugiu de trigu.

Su biri ca a ogni atobiu nou si acciunginti atras pressonas fairi sceti praxeri. Si setzinti cun nosu fintzas dus sotzius piemontesus de su Circulu, Enzo Germanetti e Dabenini Luciano, crosidadosus mi pensu deu, ad ogna manera di si donaus su “benebennius” e si pigara s’acordiu ca si bointi intervènni du fainti in piemontesu, s’italianu oi non si fuedhara.
Depu riconosci ca abarranta aténtus e arrinescinti andi cumprendi mera de su chi naraus, po si fai a biri candu cumprendinti, fatu fatu arrepitinti calincuna cosa in piemontesu.
Su presidenti Batista Saiu, narara ca sene boli smenguai s’importantzia de sa Limba Comuna chi agiurara a si cumprendi mellus a pai, si c’est s’impignu po boli cumprendi ci arrinésceus fintzas cun i limbasa strangiasa, poita ca s’arrexini de is paraulas s’assimbilara prusu de su chi pensaus, fairi s’esémpiu de sa paraula MAHĀ/ ĀTMA usara po Gandhi chi boiri nai: “anima manna”; MAHĀ, manna in sardu; “mega”, in grecu; magnum”, in latinu”, sa matéssi arrexini indoeuropea; certu su presidenti da nau mellus de acomenti du scriu deu.
A nosu chi biveus foras de Sardigna si dispraxiri ca fillus nostrus cumprendinti su sardu ma du chistionanta pagu, trociusu cussusu chi anti tentu sa fortuna de andai a domu de i nonnus ogni istari candu serranta is iscolas e anti imparau beni a fuedhai su sardu. Continua a leggere…

Biella, Mannigos de memoria, «Tengu is maistrus in domu»

18 ottobre 2010

Su metru est istetiu imparau po mesu e is tronas – cun s’Unidate de s’Italia, cando su Rennu Sardu est diventadu Rennu Italiano, pro tottus est intradu “in vigore” su Sistema Metricu Decimale

sa pesa

Pray (Biella), Fabbrica della Ruota, sa pesa

Dogni’ unu est maistru in s’arti sua. In su chistionai nostru su fueddu “maistru” bolit nai chi cussa prassona fait calencuna cosa cun abilidadi e cumpetenzia: maistr’e muru, maistr’ e iscola, maistr’e pannu, maistr’e carru, maistr’e musica e… maistru improdda candu calencunu, ciaputzu, impiasteri, si pònit a fai unu traballu senz’e nisciuna cumpetentzia e siguranza.
Maistrus in domu non bolit nai chi ci siant is picaperderis e is manorbas po pesai murus, arrebussai o arregiolai. Podit essi chi siant sceti po imbarchinai ma, sempri maistrus funti. Po iscrufi su titulu de maistru abisongiada a fai, po tempus meda su tzaracu, su scienti de unu maistru. Custa custumàntzia fiat arreconnota e arregulada in is usantzias de su logu. S’incumentzada a piciocheddu piticu e a bortas, calincunu maistru ‘oliat essiri pagau po su tempus chi depiat imperai po imparai s’arti a su scienti. Su primu traballu de su tzaracu ‘e su maitr’e linna fiat, in prus de tenni sa butega sempri limpia de sa burrumballa, fai su foghixeddu in su bandoni po callentai s’acuacotta. Su primu ingarrigu de su tzaracu ‘e su barberi fiat a frigai saboni. Pigada unu paghedd’e crem’e braba de s’iscatuledda, dda poniat in su pinzellu e a pustis de dd’essi assuabbau beni incumentzada a insabonai sa faci de su crienti. Po su tzaracu de su maist’e muru s’ingarrigu fiat de dd’assisti sempri e de non ddi fai ammancai carcina in sa gaveta. Su scienti de su sabateri, a printzipiu, fiat casi nudda, depiat sceti castiai su maistu e nd’ ascurtai s’ammaistramentu. Sempri, perou, s’arti s’imparàda castiendi, provendi a fai, torrend’a fai su chi si isballiàda, finzas a arribai a una sigurantzia in s’arti. Continua a leggere…

Bambini poveri, nuova solidarietà nel nome di Enrico Maolu

16 ottobre 2010

Venerdì 22 ottobre – alle ore 20 cena e incontro con padre Joseph Elavanal – durante la serata la famiglia di Enrico consegnerà a Padre Joseph ELAVANAL l’importo solitamente destinato alle bomboniere di nozze di due giovani sposi del Circolo Su Nuraghe di Biella.

Enrico Maolu

Benares/Varanasi, Enrico Maolu, sulle rive del Gange.

Nei prossimi giorni sarà ospite dell’Associazione Padre Renzo Zola di Viverone (Associazione di volontariato per la diffusione del “sostegno a distanza”), Padre Joseph Elavanal, allievo di Padre Renzo, direttore del B.R.E.D.S (Bangalore Rural Educational And Development Society), Istituzione Salesiana di Bangalore, in Kerala, India del Sud.
L’incontro ha lo scopo di offrire a tutti la possibilità di conoscere il progetto che la benemerita Associazione biellese sostiene ed ascoltare una breve presentazione in cui Padre Joseph illustrerà alcuni dei tanti altri progetti finalizzati all’educazione dei bambini di strada.
Claudia Rolla, Presidente dell’Associazione Padre Zola fa sapere che strong>Venerdì 22 ottobre – alle ore 20 è stata organizzata una cena nella sede, Camping La Rocca – via Ghigliotta, 39, Viverone, alla quale è possibile partecipare confermando l’adesione entro martedì 19 ottobre p.v.
Durante la serata la famiglia di Enrico Maolu consegnerà a Padre Joseph Elavanal l’importo solitamente destinato alle bomboniere di nozze che due giovani sposi del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella hanno deciso di devolvere per i bambini poveri dell’India, ripetendo il gesto imparato da Enrico.
Per la cena, offerta minima 10 Euro (bambini omaggio)
Info e prenotazioni: 0161/98416 – 349/5706309 – e.mail: info@padrerenzo.org Continua a leggere…

Sapere che gli altri esistono attraverso un «gesto» gratuito

16 ottobre 2010
Enrico Maolu

Khajuraho, Enrico Maolu, bambini della Scuola primaria induista del Bramino Ram Prakash Sharma.

Lo scorso mese di Settembre si è tenuta a Torino la VI Edizione di «Torino Spiritualità», festival socio-filosofico dedicato, quest’anno, al tema «Gratis. Il fascino delle nostre mani vuote». Un’occasione per riflettere sui diversi significati del dono, del gesto gratuito, delle azioni che non aspettano nulla in cambio. Varie sono le motivazioni che hanno spinto gli organizzatori alla scelta di tale argomento e diverse sono le riflessioni che ne possono derivare.
La socialità contemporanea risulta essere soggetta al fenomeno della «scomparsa dell’altro», all’interno di un contesto dinamico di rapidi cambiamenti e di realtà virtuale ed elettronica. Luigi Zoja, psicoanalista e scrittore di fama internazionale, in un suo intervento, ha evidenziato un calo della solidarietà nella società occidentale, anche a causa della tecnologia: sebbene l’uomo abbia per natura bisogno di relazioni, infatti, oggi la ricerca di rapporti umani si canalizza attraverso la tecnologia e, ovviamente, così facendo, si perde il contatto diretto con le persone.
Tale fenomeno ci riconduce al problema della felicità oggi. Le sintetiche analisi sopra menzionate, infatti, evidenziano come nel mondo contemporaneo domini una falsa idea di compagnia nella rete, la quale, in fin dei conti, attraverso una molteplicità di contatti elettronici, finisce per sostanziarsi in una sorta di solitudine e di indifferenza mascherate. In un certo senso, alla luce di ciò, nel mondo del benessere materiale potrebbero ben riecheggiare come attuali gli strali del rimprovero che Friedrich Nietzsche rivolgeva ai cristiani oltre un secolo fa: «dovrebbero cantarmi canti migliori perché io impari a credere al loro redentore: più gioiosi dovrebbero sembrarmi i suoi discepoli!». Continua a leggere…

Biblioteche, tesoro di comunità e di integrazione

14 ottobre 2010

La biblioteca Su Nuraghe partecipa ad Ottobre, piovono libri 2010. I luoghi della lettura – mese dedicato al libro – le biblioteche sono la nostra storia e il nostro futuro, la “culla” dove «ogni cultura, attraverso le parole, continua ad appartenerci».

inaugurazione biblioteca diocesana

Biella, inaugurazione Biblioteca diocesana, sala di lettura: mons. Delmo Lebole e Biagio Picciau, ritratti tra le bibliotecarie Antonella Iacono e Stefania Santà, Patrizia Bellardone e il can. Giuseppe Bona.

La recente inaugurazione della Biblioteca Diocesana di Biella e l’iniziativa locale, ad impulso civico, intitolata Ottobre, piovono libri 2010. I luoghi della lettura, offre l’occasione per qualche riflessione sullo stato attuale del mondo dei libri e dell’accessibilità della cultura a più persone possibili. Tanto più in una città che ha visto storicamente la famiglia Sella, soprattutto con lo statista Quintino, promotrice dell’apertura e dell’incentivazione del servizio della locale Biblioteca Civica.
Un grido d’allarme ed, insieme, alcuni raggi di speranza, scuotono ed illuminano l’attuale quotidianità del panorama culturale nostrano. Un contesto nel quale, a parte le occasioni estemporanee di buona volontà e di generosità privata che «fanno di necessità virtù», l’impoverimento intellettuale generale si delinea essere una pericolosa e costante prospettiva cui porre doverosamente rimedio.
Le Biblioteche pubbliche, luogo di cultura e, oggi, possibile “piazza” di integrazione, sono sempre più sottoposte alla mannaia dei tagli ai bilanci degli Enti Locali, nonostante i sacrifici economici già patiti negli ultimi tre anni. E ciò nonostante «le biblioteche di quartiere siano (n.d.r.) le vere biblioteche, dove va la gente che lavora, sono il maggiore investimento in cultura che possa fare una comunità», come segnalato da Angelo Guglielmi, critico letterario.
Mauro Guerrini, Presidente dell’A.I.B. (Associazione Italiana Biblioteche), ha affermato, in relazione a ciò, che «non è solo un problema di aggiornamento culturale, ma di democrazia. Le biblioteche sono i luoghi della socialità, dell’integrazione, della ridistribuzione del sapere. In un piccolo centro sono spesso l’unica risorsa contro il “digital divide”, in una città offrono un punto d’incontro fra generazioni e culture. Strozzarne la vitalità danneggia tutta la società, non è solo un fastidio per i lettori. Guai a superare la soglia critica». Continua a leggere…