Biella sale ad Oropa: quando i simboli diventano carne

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La processione del 3 maggio 2026 per lo scioglimento del voto del 1599

C’è qualcosa di antico e di vivo, insieme, nel gesto di una città che si mette in cammino all’alba. Domenica 3 maggio 2026, Biella ha ripercorso ancora una volta la strada che sale verso il Santuario di Oropa, onorando un voto che affonda le radici nel terrore della peste del 1599 – quando i Biellesi, prostrati dal flagello, promisero alla Vergine di salire in processione al suo monte se il contagio si fosse fermato. La pestilenza cessò. La promessa rimane.

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Maggio 2026, una parola sarda al mese: “S” come “SAN PIETRO”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

SAN PIETRO. Potrei durare cento pagine ad illustrare i numerosissimi qui-pro-quo persistenti (o inventati ottusamente) nell’isola. Rassicuro il lettore che sto terminando con quest’ultimo toponimo. L’isola situata nel corno sud-occidentale della Sardegna è dotata di tre spiagge d’approdo, mentre il resto ha scogliere spesso altissime. Nel Medioevo l’isola fu per gran tempo in mano ai pirati musulmani, e fu ripopolata da italiani soltanto per intervento di Carlo Emanuele III, che vi condusse dei Liguri di Pegli originari dell’isola tunisina di Tabarka. Dal nome del re deriva quello dell’unico villaggio: Carlo Forte ‘Forte di Carlo’ (per le difese costruite in luogo eminente).

I Fenici la chiamarono Enosim, Inosim; i greci Ἱεράκων νῆσος ‘Isola degli sparvieri’ (Tolomeo); i romani Accĭpitrum insula ‘isola degli sparvieri’. È fama che l’appellativo greco-latino attenga a un piccolo migratore, il Falco della Regina, che nidifica nelle inaccessibili scogliere, specialmente a Nord.

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Sardegna e Biellese: a San Giovanni d’Andorno si rinnova un legame secolare

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Domenica 10 maggio 2026, alle ore 17.00, il Santuario di San Giovanni Battista d’Andorno torna a essere luogo dell’anima e della storia, crocevia silenzioso dove si intrecciano destini, memorie e spiritualità. Qui, tra le pietre antiche e l’eco delle montagne biellesi, si rinnova un appuntamento non solo liturgico: l’incontro tra la Sardegna e il Biellese.

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Da “Su Nuraghe” una paròla piemontèisa al mèis, Maggio 2026, «G» come «GARÀUDA»

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Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” che fanno capo al Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella. garàuda è parola che accompagna il quinto mese dell’anno 2026 come la si ritrova in “Gribàud”, Gianfranco Gribaudo e nella ricca produzione letteraria di “Tavo Burat”, Gustavo Buratti Zanchi.Continua a leggere →

Dal Veneto a Biella. Da ogni Comune una voce, al “Nuraghe Chervu” un solo racconto

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Arrivano da lontano, eppure parlano una lingua comune. Sono le “pietre di memoria” che, una dopo l’altra, continuano a giungere da ogni parte d’Italia, andando a comporre il lastricato dell’area monumentale del “Nuraghe Chervu”. Un’opera che non nasce dall’alto, ma prende forma passo dopo passo, grazie alla partecipazione condivisa di comunità, istituzioni e associazioni, in un intreccio di storie, luoghi e identità.

Nel giorno del Primo Maggio, senza enfasi ma con sobria intensità, il Tricolore è stato innalzato: un gesto semplice, quasi quotidiano, e proprio per questo profondamente autentico. Un segno che richiama i valori della Repubblica, fondata sul lavoro, e che trova nel ricordo delle generazioni passate una radice viva.

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