Biella, Gattinara e Vercelli: Michela Murgia, tour letterario

14 marzo 2010

LocandinaUn evento articolato in tre città: Biella, Gattinara e Vercelli – Venerdì 19 marzo, alle ore 21, nei saloni del Punto Cagliari, in via Galilei, 11, a Biella, incontro con la scrittrice Michela Murgia.
La serata fa parte di un breve tour letterario: tre appuntamenti organizzati dalla Comunità dei Sardi in collaborazione con la Libreria Vittorio Giovannacci di Biella.
Prima di giungere nella città della lana, nel pomeriggio di venerdì 19 marzo, alle ore 18.30, Michela Murgia sarà ospite della città del vino, a Gattinara presso l’Associazione Cuncordu, in corso Vercelli, 260.
Domenica 21 marzo, alle ore 16.30, tappa conclusiva nella città del riso, a Vercelli per illustrare le sue opere nella sede del Circolo Culturale Giuseppe Dessì, in corso Casale, 31/a.
Gli incontri, patrocinati dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Provincia di Vercelli e dalla FASI, la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia, saranno presentati dal prof. Roberto Perinu, guida d’eccellenza per accompagnare in Piemonte la donna di Accabadora.
Continua a leggere…

Michela Murgia dice di sé

14 marzo 2010

LocandinaMichela Murgia, che avremo tra di noi a Biella il prossimo venerdì 19 marzo, dice di sé:
«Sono nata in Sardegna [Cabras], e per quanti indirizzi abbia cambiato in questi anni, dentro non ho mai smesso di abitarla… [E' tornata ad abitare, nel 2010, a Cabras]….
Mi sono diplomata in una scuola tecnica e dopo ho fatto studi teologici, ma questo non ha fatto di me una teologa….
Non mi piace essere definita giovane, a 37 anni essere considerati adulti dovrebbe essere un diritto. Non fumo, non porto gioielli preziosi, detesto i graziosi cadaveri dei fiori recisi, i giornalisti che mi chiedono quanto c’è di autobiografico e gli aspiranti pubblicatori che mi mandano …romanzi che non leggerò mai…. Sono sposata, e questo mi ha reso ….più trattabile, anche se mi rendo conto che a leggere questa biografia non si direbbe…
Nel 2006 ho pubblicato per la ISBN edizioni Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro alla Kirby. Nel 2007 ho collaborato alla stesura del soggetto e della sceneggiatura cinematografica del film Tutta la vita davanti, ispirato al libro.
Ho scritto per Marie Claire, Diario, L’Espresso, Il Manifesto, Formiche, PeaceReporter, Argo, L’Unità, Liberazione, Epoolis DWF e il magazine on line Emigrati Sardi. Ho una rubrica fissa sul settimanale L’Arborense, e collaboro con JobTalk, il blog sul lavoro del Sole24Ore.
Miei contributi sono apparsi sulla Smemoranda 12 mesi 2009 e sul Dizionario Affettivo della Lingua Italiana
Suoi scritti sono pubblicati su diverse antologie, come Cartas del Logu (CUEC, 2007), Questo terribile intricato mondo (Einaudi, 2008), Lavoro da morire (Einaudi, 2009), Sono come tu mi vuoi (Laterza Contromano, 2009), Contos (2009, che accompagna il documentario Passaggi di tempo di G. Cabiddu [Fandango]).
Nel 2008, è uscito per i Tascabili Einaudi Viaggio in Sardegna – undici percorsi nell’isola che non si vede, guida narrativa inserito nella collana Geografie. Continua a leggere…

Efis, il Santo che non ha mai smesso di amare i suoi Isolani

14 marzo 2010

Sabato 13 marzo, nelle sale di Su Nuraghe di Biella, Marinella Solinas ha presentato Efis, Martiri gloriosu, film di Gianfranco Cabiddu prodotto dall’ISRE, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna.

Marinella SolinasNell’anno 1652 la Sardegna venne decimata da una terribile pestilenza: a Cagliari la popolazione si ridusse della metà, ovunque era morte e disperazione.
La gente, allora, si rivolse ad un martire di nome Efisio di Elia che venne decapitato a Nora, una località della costa cagliaritana, per non aver rinnegato la fede cristiana. Efisio ci ricorda San Paolo sulla via di Damasco poiché anch’egli, da persecutore, dopo una visione, divenne il più fervente seguace di Gesù.
Efisio fu rinchiuso in un carcere della città dove oggi sorge la Chiesa a lui intitolata e fu trasferito in segreto per evitare che la gente potesse opporsi alla sentenza emessa a suo carico: la decapitazione.
Fu decapitato sulla spiaggia di Nora da un soldato romano nel 303.
Il culto si diffuse in tutta Cagliari e in tutta la Sardegna: la cripta del quartiere Stampace che fu il suo carcere divenne ben presto un centro di grande spiritualità mentre a Nora (luogo del martirio) venne eretta una deliziosa chiesetta che oggi è sepolta dalle acque del mare.
Ma fu in occasione della peste del 1650 che viene descritta anche dal Manzoni ne “I promessi sposi” che Efisio diventato Santo legò per sempre il suo nome a quello di Cagliari e della Sardegna.
Continua a leggere…

Un setaccio delle emozioni, immagini e preziose parole

13 marzo 2010

Giovedì 18 marzo alle ore 18, al Museo del Territorio di Biella verrà presentato Primigenia Bellezza, libro di Andrea Quaregna che raccoglie le opere proposte in mostra alla Cascina Blu (laghetto) del Parco Burcina di Pollone, Biella.

Picchio rossoLa rassegna personale, inaugurata nel mese di settembre 2008, dal suggestivo titolo: il ciel la juta, rimanda al supporto materico su cui sono rappresentati gli animali. Tra i soggetti dipinti, diciassette esemplari hanno il loro habitat naturale sia in Piemonte, sia in Sardegna. Come la natura condivide le proprie ricchezze, Andrea Quaregna, Socio piemontese dell’Associazione dei Sardi di Biella, offre immagini, poesia ed emozioni.
Del soggetto di ogni opera viene fornito il nome scientifico, il termine italiano e le corrispondenti dizioni sarde; nuovo tassello di un progetto più ampio che tende a conservare e promuovere la ricchezza di idiomi presenti nel territorio subalpino, in conformità allo spirito che ha animato il legislatore nella promulgazione della Legge Regione Piemonte n. 12 del 7 aprile 2009. Sarebbe auspicabile riuscire ad completare il vocabolario con i nomi piemontesi che individuano gli stessi animali.
A ciascuna immagine sono associati degli haiku, minuscoli poemi di una manciata di parole: “diciassette sillabe distribuite in tre versi di cinque, poi sette e nuovamente cinque sillabe (5-7-5)“.
Continua a leggere…

Arte antica che si nutre del bene più prezioso: il tempo

13 marzo 2010

CivettaOsservare il lavoro del tempo sulla natura, percepire il trascorrere delle stagioni attraverso la variazione costante dei colori e delle forme degli alberi e delle foglie, immergersi in un mondo dai ritmi lenti, fino a che il cuore si calma ed entra in risonanza con esso.
Non si può dipingere la natura se non si comprende che essa è dentro di noi prima ancora che fuori, non si può cogliere il fremito di un’ala spaventata in un bosco innevato se non si è capaci di farsi parte di quel bosco e trasformare il proprio respiro nel soffio di vento che dà spinta al volo.
Non ci si stupisce di fronte alla bellezza se si è capito che essa ci circonda in attesa di essere ammirata.
Andrea Quaregna, classe 1970, biellese d’origine e pollonese per scelta, ha saputo cogliere, nei suoi quadri, il legame forte e profondo che unisce l’uomo alla natura, riscoprendo in se stesso prima di tutto la capacità di osservare.
Arte antica che si nutre del bene oggi più prezioso, il tempo, l’osservazione presuppone saldezza interiore, affinché il mistero della fragilità della bellezza non ci confonda, e capacità di affrontare le proprie paure, per sanarle attraverso l’arte.
Osservare, amare, alleggerire: sono i verbi di cui si nutre l’arte di Quaregna che, nobilitando la grezza juta, è divenuto poeta di un’arte povera che ha fatto propria.
Continua a leggere…

Dallo spirito animale, alla curiosità animalesca

13 marzo 2010

Anche gli uccelli volano in alto, ma tornano a terra per nidificare e vivere – amplificare il nostro linguaggio con la loro presenza e le loro abitudini.

AironeIl dottor Battista Saiu mi ha consegnato una lista di animali da esaminare e possibilmente commentare. Ma alcuni di questi volatili nemmeno li conosco, come non conoscevo i loro nomi in sardo, per non parlare di quello scientifico. Una lettura difficile e misteriosa. Che cosa dovevo fare? Allora mi sono avventurato in un’indagine etimologica e semantica (una mia antica passione maniacale, purtroppo interrotta da alcuni lustri per mancanza di tempo: la vita condizionata da troppi impegni).
Approfittando di qualche momento disponibile, ho cominciato a rispolverare vecchi volumi ammassati nella mia biblioteca e a sfogliare pagine ormai desuete. La compiutezza è rara, infatti non tutto è stato reperito. Ma la sorpresa sostanziale è stata quella di avere scoperto che circa 2000 anni fa alcuni autori latini conoscevano già questi animali e li citavano nelle loro opere. Una bella soddisfazione. “Nulla die sine linea“, diceva qualche nostro antenato. Nessun giorno senza un piccolo progresso. C’è sempre da imparare. Il nostro idioma ricomincia così a suscitare molto interesse: riemerge come attrazione fatale. E poi, con lo sfiorire dell’età, la ricerca, anche se solo curiosa, è vantaggiosa: impegna molto la memoria che altrimenti “minuitur nisi ea exerceatur“. Certo si scende dallo “spirito animale” (Dante, Vita nuova) alla curiosità animalesca. Ma anche così la senilità diventa vitalità.
Continua a leggere…

Nenneres, oltre le proprie mura di casa

11 marzo 2010

Donare implica condividere, non tenere solo per sédare, donare, mettere a disposizione degli altri, con generosità, le ricchezze possedute – solo con un’attenzione oltre le proprie mura di casa è possibile vivere ed appartenere alla comunità

Nuraghe Chervu, benedizione con il granoIl chicco di grano è uno dei simboli più presenti e pregnanti nella storia delle religioni e delle società. Esso richiama il ciclo della vita, la fertilità della terra ed il cibo, in quanto elemento base per la produzione alimentare. Per queste sue caratteristiche è stato utilizzato iconograficamente in vari culti pre-cristiani di matrice agro-pastorale e, non a caso, si ritrova anche all’interno della Bibbia, nel Nuovo Testamento. Il Vangelo di Giovanni, infatti, al Cap. XII, 24-25, propone a riguardo le seguenti parole: «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna».
Il passo neo-testamentario introduce il lettore al tema della sequela di Cristo ed, in particolare, all’azione di donare. A tale proposito nel dizionario Devoto-Oli è reperibile al lemma “Donare” il seguente significato ordinario: “dare con assoluta spontaneità, liberalità, disinteresse; rifl. attendere con amore e con impegno a qualcosa, dedicarsi“. L’azione indicata dal citato verbo si sostanzia nel passaggio di proprietà di un bene da un soggetto ad un altro senza una compensazione necessariamente diretta di natura commerciale.
Continua a leggere…

Nenneres, chicco di grano, caduto in terra, muore e dà frutto

10 marzo 2010

14 marzo, domenica di Laetare – ore 16.30, Santa Messa ad Oropa – Deus ti salvet Maria e i Gosos, lodi a Maria in lingua sarda – 1.000 sacchetti di grano distribuiti nelle Parrocchie della Diocesi di Biella – istruzioni per la semina – testi e preghiere del Cappellano di Su Nuraghe don Ferdinando Gallu

Oropa, nenneresUn modo un po’ diverso, ma attivo, interessante, di prepararsi alla festa di Pasqua?
È il germoglio di grano da portare alla chiesa la sera del Giovedì Santo.
Come fare: metti il grano in un bicchiere o in una scodella e versa acqua fino a coprire tutti i chicchi.
Il giorno dopo, prendi un colino o un colapasta e cola i chicchi di grano; mettili poi dentro un piatto.
Copri il piatto con una scatola, in modo che non prenda luce.
Dal terzo giorno in poi: controlla la crescita del grano e, se necessario, con lo spruzzino mantienilo umido (non sommerso dall’acqua, perché ammuffirebbe).
Il pomeriggio del Giovedì Santo porta in parrocchia il piatto con il grano germogliato, servirà per ornare l’altare in cui si conserva la Santa Eucaristia, il Corpo del Signore Gesù Cristo.
Il Sabato Santo ritira il piatto e metti i germogli di grano nella terra del tuo giardino, vedrai che crescerà e farà delle belle spighe. Continua a leggere…

Feminas, manifestazioni di identità nella vita del presente

8 marzo 2010

Gruppo di donneSabato 6 marzo, alle ore 21, è stata inaugurata la Mostra fotografica Feminas, Piemonte fiorito. I fiori dell’inverno, allestita nei saloni della Biblioteca del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella.
Andrea Del Mastro Delle Vedove, Assessore alla Cultura della Città di Biella, unitamente a Davide Eugenio Zappalà, consigliere di maggioranza della Provincia di Biella, hanno portato i saluti delle rispettive Amministrazioni. Ufficialmente, in fascia tricolore, Mirko Rosso, Sindaco del Comune di Maglione, Torino, ha inaugurato la rassegna.
Alcune fotografie riguardano proprio Maglione, comune cerniera tra le Province di Biella, Vercelli e Torino, ultima propaggine biellese in territorio canavese. In occasione della festa patronale di San Maurizio, a Maglione, nell’arco di tre giornate si snodano diverse processioni con le “matarille”, giovani ragazze che portano sul capo composizioni floreali alte oltre un metro. Al loro fianco altrettanti giovani armati di alabarde avvolte in grandi mazzi di fiori da cui discendono cascate di nastri multicolori.
Continua a leggere…

Comunità ancorata ai cardini di Sardegna e di Piemonte

8 marzo 2010

inaugurazione mostraPartecipata serata di festa, densa di significati, Sabato 6 Marzo scorso presso i locali di Su Nuraghe. La Festa della Donna 2010 è stata una di quelle tipiche occasioni attraverso le quali la comunità dei Sardi di Biella ha avuto modo di mettere in atto tutte quelle potenzialità insite nella propria natura e nel copioso numero dei propri membri ed affiliati. Una comunità dinamica, in continua evoluzione, ma sempre ancorata ai cardini del luogo di vita quotidiana e di lavoro, il Piemonte, ed al territorio di origine, la Sardegna, entrambe culle di cultura e di originalità che sommate moltiplicano la possibilità di condividere. Condivisione, infatti, è probabilmente la parola più idonea per descrivere il filo conduttore che guida le attività degli ultimi tempi del Circolo: un concetto che indica il non tenere solo per sé quanto si possiede, ma che comporta un dare, un donare, un mettere a disposizione degli altri, con generosità, quelle ricchezze possedute, anche perché solo con un’attenzione oltre le proprie mura di casa è possibile realmente vivere ed appartenere alla grande comunità di vita del territorio.
Continua a leggere…