Toccos e repiccos, ritmare il tempo quotidiano e festivo

22 febbraio 2010

Gianluigi Calesini Sotgiu ritratto con l’anziana madre, zia Antonietta. A fianco, la madrina Caterina Orrù mostra il dolce preparato per l’occasione. Le lezioni di cinema vengono presentate da Sardi di seconda e di terza generazione, una sorta di rito di passaggio, con il neofita accompagnato dai genitori, accolto in festa dai Soci della Comunità

Gianluigi Calesini SotgiuSabato 20 febbraio, presso il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe Gianluigi Calesini Sotgiu, Sardo di 2° generazione, in sostituzione del fratello Maurizio, che non ha potuto intervenire, ha presentato Toccos e Repiccos un documentario prodotto dall’ISRE, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna, nel quale viene evidenziato lo strettissimo rapporto non solo temporale esistente tra la comunità e il campanile, che era, un tempo, parte integrante della vita quotidiana.
Anche lui da ragazzino faceva il chierichetto e ci narra del suo stupore, nel vedere la netta diversità nei modi utilizzati per suonare le campane dai campanari di Ponderano, retaggio delle sue esperienze di gioventù, rispetto alle immagini viste nel filmato, girato in Sardegna.
Era abitudine dei nostri vecchi, tramandare oralmente e praticamente le arti conosciute; i fanciulli che si mostravano più inclini, che avevano orecchio e talento musicale, venivano affiancati ai maestri campanari per apprenderne i segreti e dare continuità alla tradizione.
Quello del campanaro è un mestiere in via di estinzione, infatti, oramai le campane vengono suonate tramite congegni elettronici e non più dalle sapienti mani di esperti che, come abbiamo visto, fin dalla tenera infanzia imparavano a utilizzare questi strumenti, solo dopo aver effettuato un lungo apprendistato, un talento, quindi, che si acquisiva solo con la pratica e la perseveranza.
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Torneo di carte, conoscere, conoscersi e confrontarsi

21 febbraio 2010

Giocare con i fanti – un passatempo per fare amicizia e socializzare – aggregazione tra i Soci di diverse realtà presenti sul territorio – simulazione domestica di tornei cavallereschi – carte da gioco sarde rimandano alle carte da gioco europee

Locandina torneo carteVenerdì 26 febbraio, alle ore 21, nelle sale del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella prenderà il via! il Gran Torneo di carte a Scopa, gara amichevole per rafforzare i momenti di aggregazione tra i Soci e tra diverse realtà associative presenti sul territorio. Alla tradizionale sfida sono stati invitati a partecipare anche i Soci dei Circoli Acli ed Arci di Biella. In palio, prodotti sardi in natura e medaglie.
Il gioco delle carte è un passatempo per fare amicizia e socializzare, una palestra di concentrazione, di conoscenza e di rispetto dell’altro; dalle partite libere ai tornei per conoscere, conoscersi e confrontarsi.
Già dalla sua introduzione, nell’Europa curtese della fine del XIV secolo, lo strumento delle carte ha via via affascinato giocatori popolani che potevano cimentarsi in tornei cavallereschi domestici; veri e propri giochi di simulazione.
Le figure riprodotte sulle carte corrispondono a personaggi storici presenti nell’immaginario ed entrati nel mito: Alessandro Magno, Re di Cuori; Giulio Cesare, Re di Quadri; Carlomagno, Re di Fiori e il biblico Davide, Re di Picche. Si tratterebbe di una versione popolare, declassata e profana delle immaginette religiose riscontrabili nelle bibliche Rachele e Giuditta, due Regine associate alla dea Minerva/Pallade Atena. A questo insieme rimanderebbe l’espressione formulaica: “gioca coi fanti e lascia stare i santi”. Infatti, anche i fanti delle carte da gioco sarebbero un concentrato di sacro e profano: Giuda Maccabeo, Ettore di Troia con due eroi cavallereschi francesi. Continua a leggere…

Brinc@, brincare, saltare il mare della grande Isola

20 febbraio 2010

Brincare, saltare il mare con la musica giovane – confrontarsi, farsi conoscere – far conoscere la grande Isola, quello che sì è e quello che si produce, usi, costumi e linguaggi – dalla Sardegna musica moderna con radici plurimillenarie.

Locandina Brinc@Approderanno sui lidi italiani otto delle migliori band del panorama musicale sardo contemporaneo per animare due festival che si terranno in Italia – Sabato 6 Marzo, a Venezia e Domenica 7 Marzo, a Bologna – ed uno in Germania, Giovedì 11 e Venerdì 12 Marzo, a Berlino, con altre tappe a: Vitoria (Es), Madrid (Es), Modena (I), Torino (I), Bruxelles (B), Karlsruhe (De), Amburgo (De), Roma (I), Castiglione Olona, Va (I), Verona (I).
Gli eventi rientrano negli appuntamenti del Progetto brinc@, realizzato grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, dell’Assessorato al Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, dell’Ufficio dell’Emigrazione e dell’Immigrazione. È supportato dalle Federazioni e Associazioni di Sardi emigrati nel mondo: dalla F.A.S.I. (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia) e dalla capofila, la Federazione dei Circoli Sardi in Germania.
Il tour europeo comprende: Italia, Germania, Spagna e Belgio; le band coinvolte sono: Balentia, Bentesoi feat, Nootempo Urban Kombo, Dorian Gray, Getsemani, Lame a Foglia d’Oltremare, Love Boat, Primo Chef del Cosmo e Train to Roots.
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Giovani, adulti ed anziani al Carnevale di Su Nuraghe

15 febbraio 2010

Sabato 13 e domenica 14 febbraio, gran finale al Carnevale dei Sardi di Biella con la presenza del Cucu di Chiavazza (Franco Caucino) accompagnato dalla bella Passerottina (Nicoletta Favero). Attraverso la partecipazione del caratteristico personaggio dell’antico Comune di Chiavazza, le Maschere biellesi hanno omaggiato la Comunità dei Sardi. Immagini nella sezione Fotografias

CarnevaleDa molti anni, nei mesi precedenti, le Maschere biellesi si incontrano nelle sale di Su Nuraghe per organizzare i diversi carnevali che si svolgono nella Provincia di Biella. Si incontreranno ancora, a consuntivo, per destinare le somme raccolte da donare in beneficenza ad Enti ed Istituti biellesi.
Accolti con gioia, i due graditissimi ospiti hanno consegnato i riconoscimenti filatelici alle maschere presenti; le migliori sono state premiate anche con prodotti in natura. Come di consueto, i cesti di prodotti sardi verranno consegnati materialmente sabato 6 marzo durante l’importante appuntamento Feminas 2010, la Festa della Donna di Su Nuraghe.
Una serata trascorsa in serenità ed allegria, animata da Barbara Capizzi e da Andrea Caneparo. Musica bella, coriandoli, stelle filanti e tanti, tanti dolci della tradizione isolana. Le Socie di Su Nuraghe non si sono risparmiate nel dare il meglio di sé con leccornie preparate sia a casa che nelle cucine del Circolo. Continua a leggere…

Un mondo di singolarità di soggetti e di comunità

15 febbraio 2010

Sabato 20 febbraio, ore 21, nelle sale di via Galilei, 11, a Biella, nuovo appuntamento con le lezioni di cinema Su Nuraghe Film, per conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore. La serata verrà presentata da Maurizio Calesini Sotgiu, sardo di seconda generazione.

Locandina del filmIn cartellone Toccos e Repiccos – Campanari in Sardegna, un cortometraggio prodotto dall’ISRE, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna (2000), regia di Ignazio Figus, durata: 89 minuti.
Toccos e Repiccos si propone di documentare quanto ancora resta in Sardegna del mondo dei campanari. Un mondo che non è solo di singolarità di soggetti, ma anche di comunità, luoghi, abilità tecniche, ricorrenze religiose e quotidiane ancora immersi nei tempi lunghi scanditi dal suono delle campane.
Le riprese iniziate nel 1998, sono state realizzate a Paulilatino, Barrali, Suelli, Senorbì, Lodè, Jerzu, Bonorva, Orotelli, Irgoli, Galtellì e Onifai. Il film, stigmatizzando la nostalgia per un mondo che pur persistendo non pervade più la vita quotidiana della maggior parte dei paesi della Sardegna, ripropone anche la citazione di una delle ultime edizioni del Festival dei Campanari, mostrando, in aggiunta a quanto già documentato, la maestria degli esecutori provenienti da Aritzo, Siniscola, Loculi, Dorgali, Ruinas, Abbasanta, Sedilo e Torpé.
Nitido nel racconto delle immagini quanto sobrio nei suggerimenti interpretativi, il documento persegue, secondo una costante di precedenti lavori cinematografici del regista, l’ambizione di renderci la realtà che documenta secondo il peculiare punto di vista dei soggetti protagonisti.
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Francobollo di Sa Sartiglia al Carnevale di Su Nuraghe

9 febbraio 2010

francobolloSabato 13 e domenica 14 febbraio, verrà dato in premio alle migliori maschere che parteciperanno al Carnevale degli adulti e a quello dei bambini organizzato da Su Nuraghe di Biella la Tessera Filatelica che contiene il nuovo francobollo Sa Sartiglia di Oristano, che verrà emesso dalle Poste Italiane il giorno 12 febbraio 2010.
Con lo stesso francobollo, già ordinato in migliaia di esemplari, verrà affrancata la corrispondenza di marzo inviata ai Soci del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella. Un nuovo omaggio che arricchisce ulteriormente la conoscenza dell’Isola attraverso i piccoli preziosi foglietti dentellati di carta colorata.
La vignetta del francobollo dedicato a Sa Sartiglia di Oristano raffigura la storica giostra cavalleresca Corsa alla Stella, mentre il personaggio principale, il Componidori, rappresentato in abiti tradizionali caratteristici sia del Gremio dei Contadini che di quello dei Falegnami, galoppa lungo la via della Cattedrale di Santa Maria Assunta, che svetta sullo sfondo.
Completano il francobollo la leggenda “ORISTANO – SA SARTIGLIA” e la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,60″. La grafica è opera della bozzettista è Tiziana Trinca.
A commento dell’emissione verrà posto in vendita il bollettino illustrativo con articoli a firma della Dott. Angela Nonnis, Sindaco di Oristano e Presidente della Fondazione Sa Sartiglia.
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Origini della Sartiglia di Oristano

9 febbraio 2010

vestizione di su componidoriLa tradizione vuole che, al fine di scongiurare durante il Carnevale le continue sanguinose risse che avvenivano fra arborensi e soldati aragonesi, che naturalmente erano circondati di odio da parte dei locali, pieni ancora di livore per la sconfitta subita e la libertà perduta [i quali] coglievano l’occasione del trambusto carnevalesco per accoltellare e stecchire i dominatori.[1] La lungimirante intuizione del canonico Dessì (1543), nel tentativo di rappacificare Sardi e Aragonesi, contribuiva alla cristianizzazione dell’Isola rimuovendo le violenze consumate durante il periodo di Carnevale. La presenza degli odiati Aragonesi forniva “materia prima” e pretesto per il mantenimento di riti arcaici di propiziazione dell’annata agraria attraverso il sacrificio umano. Generalmente, le vittime designate venivano individuate tra i forestieri. Nel caso dell’Arborea, la cattura e l’uccisione di soldati aragonesi, responsabili della cocente sconfitta avvenuta nelle campagne di Macomer pochi decenni addietro (1478), soddisfacevano a due esigenze: propiziare la fertilità del nuovo ciclo vegetativo ed eliminare fisicamente il nemico. Ostilità e rancore antichi, originati dalla “licentia invadendi”, la licenza di invasione, concessa nel 1297 [2], da Papa Bonifacio VIII a Giacomo Secondo di Aragona, data in cambio di un consistente censo feudale annuo. Il pontefice dava al sovrano d’Aragona il consenso affinché quelle terre potessero essere occupate con la forza, senza tener conto delle entità statali che in quei territori già esistevano. Ventisei anni dopo, l’infante Alfonso IV costituirà per conquista (1323-1326) il Regnum Sardiniae et Corsicæ, escogitato a suo tempo dal pontefice, attraverso l’occupazione dei territori del Cagliaritano, della Gallura e di parte del Logudoro. Continua a leggere…

A manu tenta, solidarietà tra cultura ebraica e cristiana

8 febbraio 2010

ballu a manu tentaA Biella, la Caritas ha raccolto 23.654,70 Euro – È stato consegnato a don Ferdinando Gallu il frutto della sottoscrizione Un Euro per Haiti, promossa dal Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe – Affisso in bacheca il resoconto della colletta.

La maggior parte dei sottoscrittori, versando offerte destinate a persone che non conoscono, hanno voluto rimanere anonimi; piccoli segni che, in qualche modo, rimandano al concetto ebraico di benevolenza, beneficenza, piuttosto che alla nozione cristiana di carità e compassione.
Alcuni comportamenti e vocaboli sardi rimandano al Giudaismo; in Sardegna, non a caso, il “venerdì” è detto “chenapura”, cena “purile”, senza lievito, azzimo come il pane preparato nel giorno di precetto ebraico.
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Le pietanze sono l’eredità, il passaggio di bocconi e di cure

8 febbraio 2010

Gran favataDopo la Gran favata di sabato 6 febbraio, la festa di Su Nuraghe continua.
Sabato 13 febbraio, alle ore 21, nuovo appuntamento con il Carnevale degli adulti.
Durante la serata verranno premiate le migliori maschere e i gruppi mascherati ai quali verranno consegnati cestini ricolmi di prodotti sardi. Una nuova occasione di serenità all’insegna del cibo con degustazione di dolci tipici della tradizione isolana.
I festeggiamenti si concluderanno domenica 14 febbraio, ore 15, con il Carnevale dei bambini.
Saranno i ragazzi e gli adolescenti del Circolo Su Nuraghe ad organizzare l’intrattenimento dei più piccini; i giovani e i giovanissimi saranno i protagonisti dei giochi di animazione per far divertire i bambini, per scoprire il piacere nella gioia dell’altro.
Immancabile, anche in questa occasione, la distribuzione di cattas e zippulas, dolci caratteristici del Carnevale di Sardegna.
È sempre bello ritrovarsi; lo ancor di più a tavola quando i cibi che mangiamo sono quelli che abbiamo conosciuto da piccoli, che ci hanno fatto crescere e diventare grandi. Continua a leggere…

Solidarietà degli emigrati sardi agli operai dell’ALCOA

5 febbraio 2010

Gli emigrati saOperai Alcoardi organizzati nell’Italia continentale nei circoli della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI) hanno seguito con crescente preoccupazione l’evolversi della situazione degli operai dello stabilimento dell’ALCOA (fabbrica di alluminio) di Portovesme fin da quando alcuni dipendenti nel novembre scorso sono saliti in cima a un silos (a circa sessanta metri di altezza dal suolo) dello stabilimento nell’area industriale per protestare, a nome di tutte le maestranze, contro la prospettiva di chiusura della fabbrica.
Abbiamo apprezzato le parole di solidarietà espresse dal Papa (domenica scorsa, all’Angelus) ai lavoratori dell’Alcoa, che ormai da tre mesi lottano per impedire la fermata della fabbrica, ribadita anche nell’ultimo vertice del 7 gennaio dalla proprietà americana. La chiusura dello stabilimento dell’ALCOA rappresenterebbe un colpo micidiale al già debole tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente: non a caso al sit-in a Roma hanno partecipato rappresentanti di tutte le fabbriche in crisi del polo industriale di Portovesme: oltre ad Alcoa, Eurallumina, Portovesmesrl, Rockwool e Otefal, ex Ila. Continua a leggere…