
Gruppo di lavoro agli spiedi.
Domenica 24 marzo 2013 – 300 persone a tavola per il 23° pranzo benefico sardo preparato da 30 volontari del Circolo Su Nuraghe di Biella in favore dell’Anffas di Gaglianico. Fiori sui tavoli, saluto alla nuova stagione che stenta ad affermarsi, tra pane carasau, vini di Sardegna, acqua “Lauretana” e “coca-cola” offerta dalla ditta omonima, che sorge proprio di fronte, dall’altro lato della strada Trossi.
Ancora una volta, si è rinnovato un momento di festa molto atteso dai ragazzi ospiti delle strutture di Biella e di Salussola, voluto e organizzato in mirabile sinergia da Su Nuraghe e da Anffas. Una giornata speciale presso le accoglienti strutture di Gaglianico, ospiti dell’Associazione Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale e della Cooperativa Sociale Integrazione Biellese.
L’edizione 2013 è stata animata dai Clown Dottore dell’Associazione Naso in Tasca di Biella, con “Smemorina”, “Grisù”, Cincillà e “Barbagianni”, bravissimi “nasi” che hanno parlato e ascoltato gli ospiti, realizzando fantastiche figure con lunghi palloncini colorati, raccontando storie, donando sorrisi, rendendo ancora più grande e partecipata la festa.
Un pranzo, che diventa tradizione condivisa, arricchito dall’adesione dei sindaci Andrea Quaregna di Gaglianico, Carlo Cabrio di Salussola, Donato Gentile di Biella, dalla presenza di Nicoletta Favero, neo senatrice della Repubblica, e di don Paolo Loro Milan, parroco di Gaglianico.
Hanno fatto gli onori di casa Loris Menegolo, Ivo Manavella e Battista Saiu per conto dei rispettivi enti, accogliendo e mettendo a loro agio gli invitati. Continua a leggere…
Sabato 23 marzo, vigilia della domenica delle palme, stupendoci per la generosità e disponibilità, abbiamo ricevuto la gradita visita della delegazione sarda del circolo Su Nuraghe che ha voluto omaggiarci le tradizionali palme intrecciate. Ogni anno, per una tradizione che si sta sempre più affermando, domenica, i sacerdoti celebranti le SS Messe principali del Santuario, usano le belle palme donate dal circolo, per aspergere di acqua santa i pellegrini e i loro rami di ulivo all’inizio delle celebrazioni.
Il gesto della consegna, documentato dalla fotografia, da parte del prof. Saiu, il Sig. Mario Zara e la Sig.ra Caterina Orrù, è avvenuto alla presenza dello stesso Rettore e del sacerdote, collegiale di Oropa, Mons. Salvatore Pompedda nella più assoluta semplicità, ma è stato reso solenne e gioioso dalla inaspettata, ma graditissima presenza, di un gruppo di famiglie pellegrine provenienti da Torino. In più di duecento, con una miriade di bambini piccoli e piccolissimi, hanno voluto prendere parte alla cerimonia.
Berchi don Michele
Giovedì Santo deposizione di “nenneres“, piatti di grano germinato nelle chiese della Diocesi di Biella – Venerdì Santo, partecipazione alla “Via Crucis” di Pettinengo con canti in “Limba” – Immagini della consegna delle palme nella sezione fotografias

Consegna delle palme a mons. Gabriele Mana, alle suore e ai sacerdoti sardi, in vescovado.
Sabato 23 marzo, di primo mattino, una nutrita delegazione del Circolo Culturale Sardo, guidata dal presidente Battista Saiu e dal cappellano di Su Nuraghe, don Ferdinando Gallu, è stata accolta nell’episcopio cittadino da mons. Grabriele Mana, vescovo di Biella. Ad attenderla, i sacerdoti e le donne consacrate di Sardegna che professano e prestano il loro ministero nella diocesi alpina, unitamente ai presbiteri che, durante l’anno, accolgono la comunità isolana per pregare e cantare in Limba sarda.
L’uso di fronde verdi, ricordo dell’entrata di Gesù in Gerusalemme all’inizio della Sua passione, è tradizione diffusa fin dai primordi del Cristianesimo; la consegna delle palme «filadas e picadas», artisticamente intrecciate che i Sardi fanno al vescovo è una consuetudine che a Biella si rinnova e affonda le radici in quella identità cristiana di cui sovente si parla, significata nel gesto della consegna materiale degli oggetti da portare in processione la Domenica che precede la Santa Pasqua.
Segni antichi, come antiche sono le parole in Limba, la lingua materna utilizzata dai Sardi in continuità di fede e cultura con l’antesignano Sant’Eusebio da Cagliari, Patrono del Piemonte, durante diversi momenti dell’anno liturgico. Continua a leggere…

Filippo Monteleone consegna il grande uovo a Luigi Puddu.
Domenica 17 marzo – Nell’ambito della festa “Aspettando la primavera“, il Circolo Antoniminesi e Calabresi di Biella, di via Camplasso, ha indetto il “1° Concorso amatoriale dolce tipico calabrese” a cui hanno aderito quindici partecipanti con la preparazione di dolci della tradizione culinaria calabrese, “realizzati da ricetta originale dei vari luoghi o modificata secondo fantasia ma con almeno un ingrediente principale comunemente usato in Calabria“.
La Giuria, con a capo Piero Romano, presidente del Circolo ospite – formata da Francesco Piemontese, presidente del Circolo Amici della Puglia; da Antonio Oliveto, presidente della Comunità Lucana; da Battista Saiu, presidente di Su Nuraghe; da Carlo Bessone, pasticcere, e da Anna Bagnasco, accompagnata dal marito, Dino Gentile, sindaco di Biella – ha premiato tre dolci vincitori, nell’ordine: “Girasole dal cuore calabrese“; “Dolce Calabria all’arancia” e “Gemellaggio ‘bunet’ al peperoncino“.
Dopo l’assaggio sia dei dolci premiati sia di tutti quelli presentati a concorso, la consegna di targhe ai vincitori e ai rappresentanti delle comunità etniche presenti nel Biellese. Oltre alle rappresentanze delle comunità strutturate, molti i Biellesi di adozione che hanno accolto l’invito dei Calabresi: Campani, Abruzzesi, Siculi, Veneti, Lombardi e Laziali. Continua a leggere…
Corso di teatro articolato in otto lezioni – coinvolti bambini e adolescenti da 5 a 16 anni di età – rappresentazione sabato 27 aprile 2013, giorno di “Sa Die de sa Sardigna”, festa nazionale del Popolo sardo.

Costumisti, genitori, attori, e piccoli attori di Lebertade, libertad, libertà, armati di spade, con le insegne dei quattro Giudicati sardi.
Immaginate di fare un corso di teatro avendo come gruppo di allievi i componenti di una famiglia. Immaginate, davvero in poco tempo, otto incontri, di allestire un momento teatrale dove genitori, figli e parenti vari (più qualche conoscente e amico) collaborano sia davanti che dietro le quinte per raccontare un momento della loro storia famigliare. Giocare al teatro in una comunità come quella sarda in Biella, vuole dire questo. Le donne anziane preparano i costumi e cucinano per la cena dopo le prove, i genitori aiutano i figli a portare in scena la parte e i figli (dai cinque ai sedici anni) giocano, si divertono e imparano un pezzo di storia della loro comunità.
Quando tra adulti mi capita di mettere in scena un testo in modo più o meno professionale, nascono, tra gli elementi del gruppo, amicizie e rapporti che a volte proseguono anche dopo la breve vita dello spettacolo. Quando questo accade ci si compiace di come il teatro sia un’esperienza di crescita comunitaria, di forte impatto sociale. Qui la comunità c’è già, ci sono già i rapporti e l’esperienza teatrale è pretesto per il divertimento, un momento ludico dove la condivisione del tempo e dello spazio è vissuto con quei valori che vorremmo esistessero in ogni famiglia. Poco importa l’episodio storico narrato (il tentativo del popolo sardo di ottenere una forma di autonomia sotto il dominio spagnolo, da qui il titolo “Libertade, libertad, libertà”), la qualità dell’allestimento o come si articola il testo messo in scena; qui un gruppo di persone ha voluto fare festa usando il gioco del teatro e questo a me personalmente basta e mi gratifica quanto un allestimento scenico importante. Continua a leggere…

Partecipanti al laboratorio di danze e balli sardi.
Venerdì 15 e sabato 16 marzo – Tradizioni musicali e danze isolane hanno caratterizzato il fine settimana biellese con la partecipazione della comunità sarda ai festeggiamenti in onore di San Giuseppe presso l’antico sacello di Riva. Una suggestiva colonna sonora ha accompagnato la breve processione al suono delle launeddas, antichi strumenti a fiato continuo, unici nel panorama musicale mondiale, e il canto dei “goccius”, le lodi in onore del “Patriarca poderosu“, proposti dalle “Voci di Su Nuraghe“, su invito della “Pia Unio a Transitu Pro Morientibus Adiuvandis” di Biella.
A sera, poi, una grande festa “in famiglia” nelle accoglienti sale di Su Nuraghe per trasferirsi con il cuore e con la mente nell’amata Isola, grazie ai suoni, alle melodie e a momenti coreutici intercalati da canti corali e cibi della tradizione. Un laboratorio musicale articolato in due intense giornate, con musiche, danze e balli sardi accompagnati dalle launeddas di Matteo Muscas e di Maurizio Caria e dall’organetto diatonico di Tore Agus. Continua a leggere…

Partecipanti alla conferenza ritratti con al centro il prof. Federico Zorio.
La vigilia del 17 marzo, in occasione della nuova festa ufficiale nel calendario civile italiano denominata “Giornata dell’Anniversario dell’Unità d’Italia“, il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella ha accolto nelle sale del “Punto Cagliari“, la conferenza del prof. Federico Zorio, che ha parlato di: “Grande Guerra, Caduti biellesi della Brigata “Sassari”, Caduti sardi presenti nell’ossario-sacrario del cimitero di Biella“.
Dopo le parole di saluto, il presidente Battista Saiu ha letto i nomi dei Caduti biellesi della Brigata “Sassari” e dei Sardi seppelliti nell’ossario-sacrario di Biella.
“La storia è come un albero – ha affermato Saiu – formato da chioma, fusto e radici: queste nostre radici affondando nella terra, nascoste e invisibili, sono facilmente dimenticabili. Così è per le centinaia di migliaia di giovani vite sacrificate nelle battaglie risorgimentali e nelle trincee della Grande Guerra: 650.000 morti, 1.000.000 di mutilati, invalidi e feriti. 523 sono i Caduti nella sola città di Biella durante i 1.263 giorni di conflitto. Oltre 3.000 i morti nel territorio dell’attuale Provincia di Biella“. Continua a leggere…

17 Marzo 2013, bandiere a Nuraghe Chervu innevato.
Domenica 17 marzo 2013, a Biella, bandiere a Nuraghe Chervu per ricordare il 152° anniversario del passaggio dal Regno di Sardegna al Regno d’Italia, alla Repubblica Italiana.
Nell’area monumentale che sorge alle porte della Città in ricordo dei Caduti sardi e dei Caduti biellesi della Grande Guerra, conosciuta come la IV del Risorgimento, sul pennone centrale è stato issato il Tricolore, affiancato dalle bandiere di Sardegna, di Piemonte, d’Europa e della Città di Biella.
Il 9 marzo 2012, dopo i festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Consiglio dei ministri del Governo Monti su proposta del sottosegretario alla comunicazione e all’editoria, istituisce la “Giornata dell’Anniversario dell’Unità d’Italia“: il 17 marzo diventa così festa ufficiale nel calendario italiano, con celebrazioni che avverranno ogni anno pur rimanendo giorno lavorativo.
In un comunicato di Palazzo Chigi, il Governo spiega l’istituzione della festa: “il 17 marzo è una data dal forte valore simbolico per l’Italia e rappresenta quindi il punto di arrivo nel percorso dell’unificazione nazionale e, al tempo stesso, il punto di partenza del cammino verso il completamento dell’unificazione del Paese. È in questa data che centocinquanta anni fa, nel 1861, è stato proclamato il Regno d’Italia. Per questo motivo la nuova solennità civile quindi non comporta riduzioni degli orari negli uffici e nelle scuole perché rappresenta la sintesi di un anno intenso di celebrazioni ed eventi, quello appena trascorso, durante il quale si è celebrato il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, con una vasta partecipazione della società civile e delle Istituzioni. Crea inoltre un’occasione nuova per tenere viva nella società civile e nelle istituzioni la memoria dell’anniversario“. Continua a leggere…
Immagini della festa nella sezione Fotografias
A Biella, nelle prime ore del pomeriggio di sabato 16 marzo 2013, dalla sede di Su Nuraghe, con in testa lo stendardo processionale raffigurante Santa Maria di Oropa e Sant’Eusebio da Cagliari, si è snodato un coloratissimo corteo diretto verso il sacello di San Giuseppe di Riva.
Ad attenderli a metà strada, davanti alla chiesa di San Rocco, la Croce processionale retta dai Confratelli dell’Associazione Pia unione del Transito, presieduta da Gabriele Prola. Assieme ai componenti l’Associazione di Apostolato per la preghiera in soccorso dei morenti, “Pia Unio a Transitu Pro Morientibus Adiuvandis” di Biella, la salita verso il luogo sacro.
Con passo solenne, l’ascesa verso l’antico sacello, accompagnati dal suono delle “launeddas” di Matteo Muscas e Maurizio Caria e da “su sonette”, l’organetto diatonico di Tore Agus, per partecipare alla novena del Patriarca Giuseppe, padre putativo di Gesù e alla santa Messa, officiata da don Piergiuseppe Bona, canonico del Capitolo di Santo Stefano di Biella, decorata dalle “Voci di Su Nuraghe”, dirette dal M° Biagio Picciau e da Giacomo Canu.
Alla fine della celebrazione liturgica, dopo aver intonato i “Goccius de Santu Zuseppi“, le Lodi di San Giuseppe, un breve concerto di canti e musiche in onore del Santo sposo della Vergine Maria, protettore della famiglia, dei lavoratori, dei morenti, della Chiesa universale e del Concilio ecumenico Vaticano II.
La festa continua: domani Martedì 19 Marzo, Santa Messa presieduta dal Vescovo di Biella, Mons. Gabriele Mana, con fiaccolata conclusiva (ore 21.00) e processione con la statua del Santo. Continua a leggere…

Sardi e Sindaco di Biella ad Oropa davanti al sacello eusebiano.
Domenica 10 marzo, la Comunità sardo-biellese si è ritrovata ad Oropa, nell’antica basilica eusebiana, ai piedi della Madonna nera per la celebrazione della Santa Messa presieduta da mons. Salvatore Pompedda di Ozieri, collegiale di Oropa, presente il cappellano di Su Nuraghe, don Ferdinando Gallu. Molti i fedeli che hanno voluto partecipare, alcuni raggiungendo a piedi l’antico santuario; anche il sindaco Dino Gentile, accompagnato dalla moglie, è salito a piedi da Biella.
In sintonia cromatica con i paramenti rosacei del sacerdote, propri della IV Domenica di Quaresima detta di “laetare”, “rallegrati”, che per un giorno sospende il periodo penitenziale, sono stati indossati gli abiti tradizionali della festa quale forma visibile di partecipazione. Le “Voci di Su Nuraghe” hanno cantato la Santa Messa con antiche melodie in “Limba” sarda. Alla fine, davanti al sacello esusebiano, il canto dei “Gosos“, le Lodi a Maria “mama de Oropa, consoladora“, consolatrice.
Tra le intenzioni, la preghiera per l’elezione del nuovo Papa e il ricordo di tutti coloro che sono morti lontano dalla terra in cui sono nati. Continua a leggere…