Dalla rivolta dei Vespri sardi all’impegno delle comunità emigrate: il contributo di un popolo che continua a costruire l’Italia
Martedì 28 aprile 2026, a Biella, la memoria si fa presenza e rito condiviso. La festa di “su Populu sardu”, istituita dal Consiglio Regionale della Sardegna con la legge n. 44 del 14 settembre 1993, torna a vivere lontano dall’Isola, in una terra che da tempo accoglie e custodisce la storia dell’emigrazione sarda. È un filo teso tra Nord e Mediterraneo, tra passato e presente, tra radici e futuro.
Nell’area monumentale del “Nuraghe Chervu”, in via Lago Maggiore, l’alzabandiera – curato dal Nucleo biellese dell’Associazione Nazionale Brigata “Sassari”, intitolato a Emilio Lussu – assume il valore di un gesto corale, in ideale sintonia con le celebrazioni che, nello stesso momento, si svolgono in Sardegna. È il simbolo di una comunità che, pur lontana geograficamente, resta unita nella coscienza e nella storia.

Dalla formazione tecnica alla competizione: la passione che diventa percorso di vita
Chi parte non recide le radici: le conserva, le tramanda e le trasforma in memoria viva.
