Sono nato a Biella, capisco il sardo e parlo piemontese. Faccio il carpentiere da quanto ho finito le scuole dell’obbligo. Ogni mattina mi alzo alle cinque, pranzo in famiglia e la mia giornata termina alle otto di sera. Vivo a Vigliano Biellese con Marzia Girardello, dalla quale ho avuto quattro figli: Maddalena, Matteo, Martino e Manuele: tutti nomi che iniziano con la lettera “M”, in omaggio al nome di mia moglie e a quello di mio padre, Mario, dal quale ho ereditato l’amore forte per la nostra grande Isola. Tornerei al volo a vivere nella terra dei miei genitori. Anche mia moglie verrebbe subito – forse mi precederebbe – a vivere in Sardegna per la gente e per l’ambiente, il clima, la cucina, i gusti, i sapori, un po’ per tutto… Ma i figli, si sa, vengono prima. Per loro il futuro sarebbe troppo difficile. Ci viene una stretta al cuore ogni volta che leggiamo della precarietà e della situazione lavorativa dei sardi che vivono laggiù.
Vacanze estive sempre in Sardegna, programmate per tempo con prenotazioni fatte all’apertura della bigliettazione. Così anche quest’anno ritorneremo sulle spiagge di Porto Pino per immergerci in quelle acque stupende. Andare in Sardegna è sempre una nuova indescrivibile emozione, è sempre una novità osservare i figli crescere, che imparano a nuotare, che diventano grandi e ritrovano gli amici dell’anno prima, accolti dalla terra che tutti noi amiamo. Continua a leggere…
Da Biella a Vigevano per la festa con balli sardi – info, Nanneddu, 3498084835
Sabato 18 febbraio 2012, dalle ore 20.30 alle 24.00, a Vigevano (PV), il locale Circolo “S’emigradu”, organizza con il gruppo folcloristico “Naramì“, presso la sede dell’Associazione, in via Lario, 15, una serata di balli sardi libera e aperta a tutti.
All’interno della struttura, saranno disponibili: musica sarda (hanno dato la loro disponibilità pure un gruppo di canto a tenore); animatori e ballerini esperti come Roberto Carrus e altri componenti del gruppo “Naramì” per insegnare i passi base del ballo sardo e, a fine serata, un buffet offerto dal Circolo, servizio bar con prodotti sardi.
La manifestazione, organizzata in occasione del Carnevale, si rivolge a tutti coloro che vogliono trascorrere una piacevole serata all’insegna delle tradizioni tipiche della Sardegna ed avrà come attrattiva principale il ballo di piazza così come si usa ancora fare in questo periodo dell’anno in diverse parti dell’Isola e, sempre più spesso, presso molte sedi di Circoli Sardi.
Un’occasione di ritrovo, di divertimento nella quale chiunque potrà cimentarsi con il ballo e, se le circostanze lo consentiranno, con canti sardi e muttettos.
Convinti della bontà della proposta, Vi aspettiamo numerosi. Continua a leggere…
Sabato 18 febbraio, ore 21, Biella, Punto Cagliari – Maurizio Ghisu presenta ”Il cibo all’ISRE” di Ignazio Figus e Paolo Piquereddu - ingresso libero
La collaborazione tra il Circolo Culturale Sardo di Biella e l’I.S.R.E., l’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Regione Autonoma della Sardegna, continua anche nel 2012.
Dagli archivi del prestigioso Ente provengono i filmati custoditi nella cineteca e negli archivi di antropologia visuale del “Museo regionale della Vita e delle Tradizioni popolari sarde“, di Nuoro, che verranno presentati in due diversi cicli stagionali.
La prima serie comprende quattro filmati, di cui due brevi: “A casa” di 19 minuti e “Il suono della Miniera” di 12 minuti. In apertura e in chiusura di rassegna verranno presentati: “Il cibo all’ISRE” e “Il re dei poliziotti“, rispettivamente di 110 e 60 minuti.
L’intera rassegna vedrà impegnati sardi di seconda e di terza generazione, nel rispetto della partecipazione di genere: due ragazze e due ragazzi nati fuori dall’Isola. Quattro giovani genitori cresciuti in seno alla Comunità di origine che continuano a frequentare con i loro figli la grande famiglia di Su Nuraghe, partecipando, fin da quando anche loro erano bambini, alle iniziative riservate ai più piccini che, da oltre trent’anni, Su Nuraghe organizza.
In questo caso saranno loro a salire in cattedra, chiamati a tenere le lezioni di cinema “per conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore“. Un momento significativo e importante, che permette di mantenere allacciati i rapporti con la terra madre, attraverso i suoni e le immagini resi disponibili grazie all’ISRE.
È proprio nel segno di questa continuità tra generazioni che, talvolta, durante le serate e nei giorni che le preparano, si assiste ad una reale scoperta-riscoperta dell’identità di appartenenza: autentico rito di passaggio, in cui, oltre ai genitori e agli amici, alle serate di Su Nuraghe Film partecipano i conterranei per assistere ad una effettiva entrata in società nella quale i giovani adulti – attraverso la prova – si presentano e vengono accolti nella grande famiglia allargata, la comunità di origine. Continua a leggere…
Immagini della serata nella sezione Fotografias

Preparazione della favata 2012, cucinieri volontari di Su Nuraghe.
Anche l’edizione 2012 della “Gran favata”, organizzata sabato 4 febbraio scorso dalla Comunità sardo-biellese, ha fatto registrare il tutto esaurito. È stata preparata con cura e meticolosità, impastando farina e sfornando pane casereccio da inzuppare tra legumi, zampini, costine e cotenna di maiale; a coronamento – dopo aver sposato spicchi di pecorino con l’immancabile “pane carasau” e gustato dolcissime clementine dalle fragranze proprie della regione del Sarrabus – l’abbondante assaggio di diverse qualità di dolci serviti a fine pasto.
La riuscitissima serata ha inaugurato il tempo festivo del Carnevale dei Sardi. È stato un nuovo successo dell’impegno e della generosità dei soci attraverso un piatto povero, tipico della tradizione contadina che, dal cuore del Mediterraneo, è approdato alle pendici delle Alpi biellesi.
Il cibo si sa, è frutto di continue contaminazioni, un arricchimento incessante e costante per rendere varie, più appetitose le vivande. Continua a leggere…

Soci di Su Nuraghe e dolci sardi del Carnevale.
Sabato 11 febbraio, attraverso i profumi del Carnevale isolano, anche la Sardegna arriverà Biella.
La locale Comunità sarda darà il suo contributo al ricco calendario della Città dell’Orso messo a punto dall’Assessore agli Eventi e Manifestazioni, Massimiliano Gaggino.
Già dalla mattina, di buon ora, in prossimità della sede del Circolo Su Nuraghe, sarà possibile cogliere le fragranze dei dolci tipici isolani, propri di questo periodo dell’anno: zippulas e cattas, bugie e fatti fritti, diversi nomi per frittelle analoghe ottenute da impasto di farina edulcorata, variamente aromatizzata; tutte rigorosamente fritte – nell’Isola come alle pendici di Oropa – in grasso di maiale.
Le tradizionali “bal d’Ors” di Biella, grandi Krapfen ripieni di crema pasticcera, faranno il paio con le specialità mediterranee isolane e peninsulari. Un felice sposalizio di sapori che, ai piedi delle Alpi, vede uniti Biellesi di antica e nuova recentissima generazione attraverso i caratteristici cibi del Carnevale: favate, fagiolate, dolci di diverse varietà.
Alla sera, alle ore 21, nei saloni di via Galilei, inizierà la grande festa in maschera – con degustazione delle specialità culinarie generosamente preparate dai soci durante la giornata – seguita dalla premiazione delle migliori maschere presenti. L’animazione sarà curata dal ritorno dell’amatissima Jolanda e da saggi dei Corsi di danze sarde e balli “continentali”. Continua a leggere…
Sabato 4 febbraio 2012, alle ore 20, nelle sale di via Galilei, il Carnevale dei Sardi di Biella inizia con la “Gran favata”, piatto tipico della tradizione contadina, che dal Mediterraneo, attraversa le Alpi.
In Sardegna, le fave sono cucinate con carne di maiale, finocchi selvatici, verdure di stagione e, a seconda di ingredienti, preparazione e località, prende il nome di “fae cun lardu“, “cun funuju“, “a piscadura“.
La favata sarda, così come la diffusissima fagiolata piemontese, testimonierebbe il permanere di antiche ritualità popolari connesse al morire e al risorgere stagionale; un vero e proprio banchetto funebre beneaugurale, testimoniato in Sardegna dalla presenza di fave connesse al culto dei morti e fagioli, i succedanei proteici utilizzati in Piemonte. Il consumo collettivo e la pubblica distribuzione rimanderebbero all’antico refrigerium, tradizionale rito di ridistribuzione, attuato, in questo caso, nel tempo sospeso dell’attesa della nuova primavera.
Durante la serata, inoltre, sarà possibile gustare specialità dolciarie della tradizione isolana: le gustose zippulas e cattas, preparate dalla generosità dei soci.
La preparazione degli eventi contempla sempre momenti di fatica, meno gravi se svolti comunitariamente. “Piccoli gesti” che rendono grande la Comunità e particolarmente gustose le feste che i Sardi di Biella organizzano. Continua a leggere…

Area monumentale di Nuraghe Chervu innevata, Monumento ai Caduti.
Domenica 29 gennaio, si è svolta sotto la neve la cerimonia dell’Alzabandiera presso l’area monumentale di Nuraghe Chervu. Organizzata dal Nucleo di Biella dell’Associazione Nazionale Brigata “Sassari”, intitolato al Capitano Emilio Lussu, quella di stamani è stata una celebrazione particolarmente suggestiva con la neve che cadeva a larghe falde imbiancando ogni cosa.
Resi gli onori ai Caduti sardi e ai Caduti biellesi che la pietra ricorda, è stata poi deposta una corona di alloro adorna del Tricolore e di un fiocco bianco-rosso, i colori delle mostrine della “Sassari”: «Su biancu est fide pro no zedere … su ruju est s’amore pro sos mannos», come recitano alcuni versi: “Il bianco è la fede per non cedere… “il rosso è l’amore per gli antenati“.
Successivamente, la commemorazione è continuata presso la Basilica di San Sebastiano con la Santa Messa officiata da padre Accursio. Alla fine del rito religioso, la lettura delle “Motivazioni delle Medaglie d’Oro al Valor Militare” concesse alle Bandiere di Guerra dei Reggimenti storici (151° e 152°) della Brigata “Sassari”.
In contemporanea, a Biella come a Sassari, è stato ricordato un anniversario glorioso della storia italiana scritto con il sangue dagli eroici fanti della “Sassari”, ricordato nei libri di storia come la Battaglia dei “Tre Monti”. L’importante vittoria delle armi italiane, giusto vanto della gente sarda, segna la ripresa operativa e morale dell’Esercito Italiano dopo le infauste giornate di Caporetto. Continua a leggere…
29 gennaio 2012 – Allocuzione del Responsabile Fiduciario del Nucleo di Biella «Cap. Emilio Lussu dell’Associazione Nazionale Brigata “Sassari“»

Basilica San Sebastiano, gruppo di partecipanti alla cerimonia della Sassari.
Celebriamo il 92° Anniversario della battaglia del Col del Rosso, vittoria grandissima ottenuta con gravi sacrifici dalla Brigata Sassari, la prima della riscossa dopo Caporetto.
Due parole sui perché della Cerimonia. Innanzitutto per sventolare quel Tricolore che sempre ha guidato, giustificato ed onorato l’estremo sacrificio del soldato italiano. Poi, per onorare il dolorosissimo contributo pagato dai nostri Diavoli Rossi e dalle nostre Famiglie per obbedire agli ordini della Patria.
Quindi per riaffermare che tutto ciò che oggi siamo ci è stato donato col sangue, con le lacrime e col sudore dai nostri Patres e Mannos e che noi abbiamo il dovere, sacro, di contribuire a formare quella Italia Libera, Democratica e Bella che per essi era solo un lontano, affascinante miraggio. Infine, ricordare che ognuno di questi Eroi aveva madre, sposa, sorelle e figli, che hanno durissimamente patito per il loro generoso sacrificio. A queste meravigliose persone vada il nostro più profondo rispetto. Continua a leggere…

Giorno della Memoria a Su Nuraghe, Mirko Cherchi e Ludovica Pepe Diaz.
Sabato 28 gennaio, nei saloni della Biblioteca Su Nuraghe di Biella, dopo il breve saluto del presidente Battista Saiu che ha rammentato come anche per la Comunità dei Sardo-biellesi sia dovere morale e civile il ricordo attraverso la celebrazione del “Giorno della Memoria”, gli attori che fan capo al Circolo Culturale Sardo hanno dato voce ad alcuni documenti riguardanti la Shoah, testimonianze e letture di lettere di Ebrei dai campi di concentramento. I documenti presentati sono stati raccolti nel libro “Le mie ultime parole“, a cura di da Zwi Bacharach. L’iniziativa “per non dimenticare” è stata patrocinata dalla Comunità Ebraica di Vercelli, Biella, Novara e Verbano Cusio Ossola.
Durante la serata sono state proiettate immagini e testimonianze registrate di sopravvissuti all’immane massacro che, oltre al popolo ebraico, ha interessato le popolazioni nomadi Sinti e Rom, Testimoni di Geova, portatori di handicap, malati mentali e omosessuali.
Tra le testimonianze visive, la lapide apposta all’ingresso della Sinagoga di Biella a ricordo di alcuni Ebrei biellesi trucidati e di cui trascriviamo il testo:
“In ricordo delle vittime della Shoah 1943-1945
Ecco le lacrime degli oppressi che non conoscono consolazione.
Ada Ovazza Vitale con il marito Eugenio e i figli Sergio ed Aldo, i suoceri Cesare e Celesatina e la madre Elvira Vitale Ovazza, Salomone Tedeschi, Giuseppe Weinberg.
Nessuno dimentichi i nomi e le vicende di coloro che in questa Sinagoga partecipavano alla vita religiosa della Comunità Ebraica di Biella.
Posti ai margini della vita pubblica, privati nel 1938 dei diritti e delle civiche libertà dalle leggi razziali fasciste.
Furono, tra il 1943 e il 1945, talvolta vilmente traditi e consegnati alla mostruosa macchina dello sterminio di massa nazista trovando la morte“. Continua a leggere…
Martedì 31 gennaio 2012, ore 21, a Su Nuraghe – incontri mensili “in Limba” – Atobiu-arrexionara de su mese de Gennarxu – invito a parlare la lingua materna – ingresso libero

Costumi sardi.
Sa pichetada de bravus piccioccus e sa picchettara de is balentes.
Est passara de pagu Paschixedda e mi criei ca si presentara pagu genti, invecisi cind’est prusu de atras bortas du notaus cun praxeri e cumenciaus s’arrexionara in sardu tra amigus.
A Brai pregontaus de cumenciai, abetaus a intendi de ita si oiri chistionai s’ari abituau a contisceddus chi si praxinti e ascurtaus totus cun praxeri mannu.
Brai si contara de una picchettara fatta candu fura piccioccu s’urtimu ‘e s’annu e chi arregorara comenti chi dessiri fatta una xira fairi, invecisi funti passaus prusu de sessant’annus, biau su xorbeddu suu, d’arregorara totu, chini doi fura, ita ianta papau, abui e de chini enta comperau sa cos’e papai, da contau aici beni chi candu ari acabau s’est partu ca di fustus nosu puru a cussa pichettara.
Brai su chi contara a pustis du scriri puru, aici chini nu a potziu essi presenti du poriri liggi a sighiri custu scrittu si boiri, ca no sindi pentiri, si du nau deu.
Eisi cumprendiu ca si narara “picchettara” una xena chi decidenta de fai tra amigus, comperanta su chi serbera e a pustis pracenta su chi enta spendiu, du fainti in donia logu, ma de is interventus chi funti sighius est sartau a foras ca non fura sempri aici, ci fura un’atra manera de fai is picchettaras, prus pagu gloriosas, ma chi triganta a scaresci cussas puru.
Da cumbinanta sempri candu portanta in corpus na scantu tassas de binu in prusu, amigus chi po spassiu, po scimproriu, po spavalderia, po fai dispettu a calincunu.
Cuncordanta de fai is comperas in is ortus, in is cortilis, in is campus, a scuriu e chi non sind’essinti acataus i meris ca sa cosa fura prusu baratta; a bortas funta gattus de bixinau, conillus allenus – poita funta prusu bonus de is suusu – calincuna borta sparessera finzas calincunu bestiolu chi su meri costumara a lassai troppu solu, si non tenera prusu de un annu fura prusu apretziau. Continua a leggere…