Calendariu 2015 – Volare alto nei cieli, uccelli tra Piemonte e Sardegna

Calendariu 2015

Su Calendariu 2015 è illustrato da immagini di uccelli presenti alle nostre latitudini. Le fotografie di Franco Lorenzini sono corredate da didascalie dell’ornitologo biellese Lucio Bordignon, attento studioso del territorio.
Sono state raffigurate specie che vivono sia in Piemonte che in Sardegna tranne una specie che si osserva solo in Sardegna, il Gabbiano corso (Larus audouinii), gabbiano marino, col 60% della popolazione italiana che nidifica tra le scogliere della grande Isola e una sola, la Starna (Perdix perdix), che si osserva in Piemonte. Questa era diffusissima nei coltivi del Biellese fino agli anni Cinquanta del Novecento ma, dopo la metà del secolo scorso, diminuì così velocemente che il ceppo autoctono biellese si estinse in pochi anni (ora vivono solo pochi soggetti reintrodotti). A decretarne la fine fu, possiamo dire, l’avidità dell’uomo agricoltore e cacciatore. Il primo si lasciò allettare dai rivoluzionari ma tossici prodotti chimici da utilizzare in agricoltura, che gli consentirono di aumentare la resa della produzione, ma si rivelarono letali per la fauna. Il secondo si lasciò allettare dalle sempre più efficaci armi automatiche che gli permisero maggiori catture, ma assottigliarono sempre più le popolazioni naturali.
In quegli anni nacque un diverso modo di rapportarsi con la natura, dominato dal consumismo e non più dalla parsimonia, che aveva contraddistinto la società umana nei secoli precedenti. Questo sfruttamento portò le sue conseguenze: ne sono drammatica avvisaglia le sempre più frequenti “allerte” della Protezione civile ad ogni pioggia o temporale. L’uomo si è dimenticato delle leggi eterne di “responsabilità ed obbedienza”, insiti nel “coltivare e custodire”, di cui parla il Dio della Bibbia, quando affida ad Adamo l’Eden, la terra-giardino (Genesi 2,15).
Su Calendariu 2015 vuol contribuire a far prendere coscienza che l’uomo può riparare a questi danni anche proteggendo gli uccelli che migrano ad ogni cambio di stagione. Questi sostano in luoghi diversi per accoppiarsi e dare alla luce nuova prole e poi ritornano puntualmente al luogo natìo. Come le rondini, che affrontano lunghi viaggi per svernare lontano, in altri continenti, sorvolando deserti, mari e montagne. Ma non dimenticano la terra in cui sono nate. Il loro viaggio ricorda il migrare dell’uomo. Gli uccelli, come l’uomo, si spostano per necessità, per la ricerca del cibo. Il mondo è la loro casa: non hanno confini o barriere.
L’usignolo (Luscinia megarhynchos), che alleva i suoi piccoli nella frescura dei boschi europei, viaggia verso l’Africa cibandosi dei frutti dell’uomo mediterraneo; si ferma nelle oasi del Sahara per abbeverarsi e infine si rifugia nelle foreste tropicali per passare l’inverno.
Un usignolo nato in Piemonte può sostare in un uliveto della Sardegna; un posto vale l’altro, sono entrambi utili alla sua sopravvivenza. Sardegna e Piemonte, terre di uomini e di animali migranti, hanno negli uccelli migratori i loro antesignani messaggeri di vita, di pace e di convivenza possibile.
Buona lettura e Buon 2015!

Battista Saiu

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