Statua di Francesco Ciusa, un tesoro sardo al Museo di Pettinengo

Pettinengo, Museo delle Migrazioni, Sa Mama de su mortu

Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo – via Fiume, 12, visitabile anche a ferragosto – Aperto tutte le domeniche dalle ore 14:30 alle ore 18:30 – Info e prenotazione: Idillio, 3343452685 – Ingresso libero.

È Sa Mama de su mortu, copia in marmo della celebre opera realizzata dall’artista nuorese Francesco Ciusa, la protagonista indiscussa del Museo delle Migrazioni di Pettinengo. Testimone delle fitte relazioni tra la Sardegna e il Biellese, la Madre dell’ucciso – presentata per la prima volta nella versione in gesso alla Biennale di Venezia nel 1907 – raffigura un’anziana signora, raccolta su se stessa, intenta a vegliare sul proprio figlio, morto ucciso poiché coinvolto in una faida. Un’opera certamente singolare rispetto ai canoni artistici dell’epoca che tendevano a privilegiare il nudo, ma molto apprezzata poiché in grado di raffigurare e offrire, con rigore e attenzione al dettaglio, uno spaccato della vita e della ritualità sarda, specificatamente quella de sa ria (veglia funebre).
Ma quale è il legame con Biella? Nell’aprile del 2017, è stata rinvenuta presso il giardino di una villa di industriali biellesi, la “Malpenga”, una copia marmorea de la madre dell’ucciso realizzata quando Ciusa era ancora in vita e, pertanto, di un valore unico. Grazie alle ricerche di Franca Rita Porcu e di Giuliana Altea, oggi sappiamo che, qualche anno dopo rispetto la presentazione alla Biennale di Venezia, l’artista sassarese Giuseppe Biasi fa il suo arrivo a Biella. È, con tutta probabilità, merito suo – nonché degli ottimi rapporti che intratteneva con Ciusa – se la versione marmorea di Sa Mama de su mortu è arrivata nel nostro territorio. Proponendosi come mediatore, Biasi avrebbe infatti favorito l’acquisto dell’opera da parte dell’industriale biellese Vittorio Buratti. Dal 1942 al 2017, la madre dell’ucciso è rimasta custodita nel parco di Villa Malpenga, mentre è oggi esposta e fruibile all’interno del Museo delle Migrazioni, Cammini di storie e di Popoli di Pettinengo, proprietà extraterritoriale della Regione Autonoma di Sardegna in Piemonte, a dimostrazione del legame persistente tra il Biellese e la Sardegna.

Silvia Bigando

Nell’immagine: Pettinengo, Museo delle Migrazioni, Sa Mama de su mortu.

Etica ed estetica nella poesia di Tore Spanu per Su Nuraghe

Pozzomaggiore, nuraghe Cae

Poesia in sardo, in piemontese e in castigliano per il Laboratorio Linguistico tra Biella e La Plata (Argentina) – prossimo appuntamento intercontinentale, martedì 25 agosto 2020, alle 21:00 ora italiana, ore 16:00 dall’altra parte dell’oceano –all’incontro sarà presente Alessandra Zedda, assessore al Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna.Continua a leggere →

Donne del filet di Su Nuraghe, pizzi e fiori per la Madonna della neve di Campra

decorazione floreale e tovaglia a filet dell'altare maggiore della Chiesa di Campra

Durante la stagione estiva le “Donne del filet” del Circolo Su Nuraghe si tengono costantemente in contatto tra di loro attraverso il gruppo di WhatsApp, condividendo notizie, attività, commenti, fotografie: tra queste la foto della chiesetta di Campra, a Graglia, dove il 5 agosto si è celebrata solennemente la festa della Madonna della Neve.
Maria Teresa, che da anni si occupa della cura della chiesa, l’ha riccamente addobbata con composizioni floreali basate (come negli anni scorsi) su splendide ortensie bianche a pannocchia, che coltiva appositamente nel suo giardino a pochi passi dalla chiesa. Per l’occasione la Mensa è stata allestita con la tovaglia a filet realizzata due anni or sono da Nuccia, altra componente del gruppo, col ricamo dell’invocazione: “Vergine Santa, prega per noi”. La Confraternita di Graglia, a cui quest’ultima appartiene, ha curato tutta la parte religiosa e logistica della Novena e del giorno della Festa.Continua a leggere →

Casa Sardegna a Biella, 300 anni di storia comune, Agosto

Biella, benedizione lastricato di Nuraghe Chervu

Nel 300° Anniversario dell’unione tra Piemonte e Sardegna, le immagini di Nuraghe Chervu, pubblicate in Su Calendariu 2020, edito dal Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella, ci accompagnano con cadenza mensile tra pagine di storia locale e nazionale

Nuraghe Chervu: luogo di memoria, comunità e partecipazione – Piemonte e Sardegna sono unite tra di loro da storie di uomini e da momenti di fede. Secondo la Tradizione, Sant’Eusebio da Cagliari, primo vescovo di Vercelli nel IV Secolo, è il fondatore del culto mariano di Oropa. Tuttavia, anche altre sono state le figure che nei secoli hanno legato l’Isola alle Terre Subalpine. Lungo questa memoria si è mossa l’iniziativa di costruire alle porte di Biella l’area di “Nuraghe Chervu“. L’area monumentale, in onore ai Caduti della Grande Guerra, Sardi e Biellesi e, più in generale, Italiani, è sorta nel 2008, in occasione della ricorrenza del 90° anno dalla fine del conflitto ed in vista delle celebrazioni del 2011 per l’Unità d’Italia. Subito emerse una proposta di sensibilizzazione delle nuove generazioni con il concorso “Disegna un nuraghe“, cui parteciparono oltre 700 studenti piemontesi ed isolani.Continua a leggere →

Pietre della memoria a Nuraghe Chervu. Il contributo di Gazoldo degli Ippoliti

Gazoldo degli Ippoliti, Gianluca Fabbri, Nicola Leoni e Roberto Zoccoli

Gazoldo degli Ippoliti, 3000 anime in provincia di Mantova, offre la sua pietra di riuso alla Città di Biella per contribuire alla realizzazione del vasto monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale in “corso d’opera” presso Nuraghe Chervu. La lastra porta inciso il nome del Comune e il numero dei suoi Caduti durante la Grande Guerra, ovvero 51.
Il contributo di vite dato da Gazoldo durante la guerra del ’15-’18 è stato calcolato sommando i combattenti, i dispersi in combattimento, i morti in prigionia e i morti per malattia e ferite. Subito dopo la guerra moltissimi orfani e vedove, rimasti senza risorse, richiesero sussidi e pensioni. Per ricordare i suoi Caduti e per dare un aiuto concreto ai più bisognosi, il Comune fece costruire un asilo per l’infanzia a essi dedicato, con il contributo dell’intera popolazione. Nel 1925 Vittorio Emanuele III venne a inaugurare il monumento eretto sulla piazza del paese e a visitare “l’Istituto Orfani di guerra 1915 – 1918”, presso il Municipio. «Tale visita – si legge nel sito web del comune lombardo – restò memorabile nella storia di Gazoldo».Continua a leggere →