Da “Su Nuraghe” una paròla piemontèisa al mèis, Giugno 2026, «I» come «Invern / inver»

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Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” che fanno capo al Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella. Invern / inver è parola che accompagna il sesto mese dell’anno 2026 come la si ritrova nella ricca produzione letteraria di “Tavo Burat”, Gustavo Buratti Zanchi

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Le lingue del cuore che salgono al cielo: a Pettinengo il Rosario unisce Sardegna e Piemonte

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A Pettinengo continua a risuonare la eco gentile delle preghiere innalzate in lingua materna sarda e piemontese tra le mura dell’antico oratorio dedicato a San Grato d’Aosta e Sant’Eusebio da Cagliari. Il mese mariano appena concluso ha rinnovato una consuetudine che va ben oltre il semplice rito religioso, trasformandosi in un’esperienza di comunità, memoria e condivisione.

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“Su Nuraghe” e scuola: fili che uniscono mondi

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Studenti del “Quintino Sella” di Biella consegnano al Museo delle Migrazioni di Pettinengo un mosaico di culture, lingue e tradizioni familiari – Attraverso i costumi tradizionali la scoperta del valore dell’ascolto e dell’incontro – Ogni identità è una ricchezza

Mercoledì 28 maggio, nell’aula 210 dell’Istituto Tecnico Industriale “Quintino Sella” di Biella, si è svolto un significativo momento di approfondimento culturale dedicato agli studenti della classe seconda dell’indirizzo Tessile, Abbigliamento e Moda. Relatore dell’incontro, intitolato “Il vestito come rappresentazione”, è stato Battista Saiu, antropologo responsabile del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo, realtà culturale nata per custodire e raccontare le vicende delle migrazioni, degli incontri tra popoli e delle identità che si trasformano nel tempo.

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Addio a Salvatore Canneddu: dal silenzio dei pascoli di Mamoiada alle corsie dell’Ospedale di Biella

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Tra i fondatori del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe”, seppe custodire lontano dall’Isola i valori della Sardegna più autentica: lavoro, accoglienza, fede e memoria.

All’età di 91 anni si è spento a Biella Salvatore Canneddu, originario di Mamoiada, uomo schivo e laborioso, appartenente a quella generazione di emigrati sardi che lasciò l’Isola portando con sé dignità, sacrificio e memoria delle proprie radici.

Era giunto nel Biellese nel settembre del 1963, quando la necessità di garantire un futuro alla famiglia lo aveva costretto ad abbandonare la sua terra e le greggi allevate tra i silenzi della Barbagia. Da pastore divenne operaio nelle lavanderie dell’allora Ospedale degli Infermi di Biella, affrontando con umiltà e determinazione un mestiere duro e invisibile, ma essenziale. Negli anni in cui la lavanderia del nosocomio utilizzava ancora l’acqua della roggia che scorre sotto l’antico ospedale cittadino, Salvatore seppe distinguersi per precisione, serietà e instancabile dedizione, fino a diventarne responsabile.

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“Isculta, abbaida e caglia” / Ascolta, guarda e taci

descrizioneDìcios e Peràula de Deus / Proverbi e Parola di Dio – immagini e nomi sardi di fiori – Laboratorio linguistico transoceanico – appuntamento mensile tra il Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina).

Il proverbio: “Ascolta, guarda e taci” consiglia di essere attenti e prudenti, per prevenire situazioni difficili, specie in certi ambienti. La Parola di Dio conferma i primi due verbi e sostituisce l’ultimo con il comando di Gesù: “predicatelo sui tetti”.

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