Lingua madre sulle tracce delle parole dallo Spagnolo al Sardo

Donne del grano a Nuraghe Chervu

Martedì 26 maggio, ore 21:00, appuntamento con il Laboratorio linguistico di Su Nuraghe. Collegamento transoceanico con il Circolo sardo “Antonio Segni” di la Plata (Argentina) – Tra i testi, la poesia “Trattiènde peràulas” composta da Roberto Canu di Ozieri per Su Nuraghe di Biella in cui vengono presentati prestiti e trasferimenti linguistici dallo spagnolo al sardo

Trattiènde peràulas” (proprio così, con la “e”, perché, in ozierese, è molto più usato il termine “pèraulas”, anche se la versione “paràulas”, con la “a”, non è del tutto inutilizzata) non ha alcuna velleità linguistica, ma vuole essere solo un piccolo compendio, in versi, dei lasciti e/o, se vogliamo, di alcuni parallelismi riscontrabili tra la Lingua sarda e la Lingua spagnola.Continua a leggere →

“Truddas e tazzeris”, mestoli e taglieri nel mosaico di Su Nuraghe

mosaico con mestoli e taglieri

Attività sociale quotidiana del Circolo Culturale Sardo di Biella in tempo di pandemia.

Nuovo mosaico realizzato con le immagini di mestoli, taglieri, lavori perlopiù di intaglio su legno e sughero, inviate dai soci del Circolo Culturale Sardo di Biella. Il pensiero richiama alla mente le poesie studiate a memoria nei primi anni di scuola. In particolare quella dedicata a Desulo, del poeta Antioco Casula, meglio conosciuto come “Montanaru” (Desulo 1878-1957).Continua a leggere →

“Libertà/Libertade”, poesia di Nicola Loi per il laboratorio linguistico di Su Nuraghe

frontone della Certosa di Calci

Martedì 26 maggio, ore 21:00, appuntamento con il Laboratorio linguistico di Su Nuraghe

Sul frontone della Certosa di Calci, il vasto complesso monumentale che sorge a pochi chilometri dalla città di Pisa, è riportata la frase «O beata solitudo, o sola beatitudo», vale a dire: “O beata solitudine, o sola beatitudine”, attribuita a San Bernardo di Chiaravalle. Il motto latino che esalta la perfetta serenità spirituale che si può trovare soltanto nel silenzio, ben si adatta alla presentazione della poesia di Nicola Loi Libertade/Libertà, inserita tra i testi del laboratorio linguistico“Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant” organizzato dal Circolo Culturale Sardo di Biella per imparare a leggere e scrivere in lingua materna.Continua a leggere →

Casa Sardegna, orti e giardini isolani ai piedi delle Alpi biellesi

La Sardegna negli orti, nei giardini e nei balconi biellesi

Attività sociale quotidiana del Circolo Culturale Sardo di Biella in tempo di pandemia.

Le restrizioni che si protraggono nel tempo hanno permesso alla Comunità sarda che vive all’ombra del Mucrone di sperimentare nuove forme di socialità, strategie per stare insieme, sebbene in forma virtuale. Con il “tutti costretti in casa e distanziati”, sì è così sviluppata una maggiore familiarità con i nuovi dispositivi informatici, principalmente con il cellulare sempre più impiegato, non solo per comunicare tramite la voce, ma anche attraverso immagini e brevi filmati. In queste condizioni, anche i meno esperti – nati ancora quando la televisione era in bianco e nero e non erano necessari decoder per vedere i programmi – hanno adattato i loro telefonini per condividere immagini della quotidianità e dell’ambiente circostante, scavalcando, così, i muri di tante solitudini.Continua a leggere →

Poesie in sardo e in piemontese per imparare a leggere in lingua materna

Cytisus villosusMartedì 26 maggio, ore 21:00, verrà presentata la poesia “Sas abbas de maju/le acque di maggio/j’eve ’d magg”, di Nicola Loi di Ortueri (Nuoro). L’opera contemporanea che parla del presente è inserita tra i testi del Laboratorio linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant” organizzato dal Circolo Culturale Sardo di Biella per imparare a leggere e scrivere in lingua materna. Appuntamento mensile in collegamento on-line su Skype tra Su Nuraghe di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata.
Se il Sardo è la seconda lingua parlata in Italia da circa un milione e mezzo di persone, a rischio è il Piemontese nelle sue diverse varianti, Biellese compreso. Anche per questo, la poesia di Nicola Loi, curata in italiano da Roberto Perinu e Battista Saiu, su indicazione dell’autore, è stata tradotta in piemontese letterario nella trasposizione dij Brandé, a cura di Sergi Girardin, di Caraglio (Cuneo). A corredo delle opere letterarie, vengono presentate immagini di piante ed endemismi botanici con il nome scientifico, italiano e sardo.Continua a leggere →