Sabato 28 marzo, ore 21.00, il “Rigoletto” di Verdi a Biella, Teatro Don Minzoni – ingresso libero

Sette attori in scena per rappresentare il Rigoletto – musiche di Giuseppe Verdi, testi di Francesco Maria Piave – tratto dal dramma di Victor Hugo, Le Roi s’amuse (“Il re si diverte”), oggetto della censura austriaca, ai tempi del Regno di Sardegna, il futuro Regno d’Italia.
Dei sette, quattro sono Sardi di seconda e di terza generazione, nati cioè lontano, fuori dall’isola.
La proposta, prontamente accolta dal Consiglio Direttivo del Circolo Culturale Sardo di Biella, nasce dalla pianista M° Valentina Foddanu, Rappresentante di Base di Su Nuraghe.
Il nonno era nato a Pozzomaggiore, in provincia di Sassari, arrivato a Biella un secolo fa, subito dopo la Grande Guerra, a comandare le carceri del Piazzo.
Ispiratore del progetto, il baritono Cristian Brusa, piemontese da generazioni, amante, fin da bambino, della musica lirica, grazie alla nonna paterna che lo ha allevato a pane e spartiti. Commesso in panetteria, musicista nel resto del suo tempo, Cristian ha dato vita a una piccola compagnia di artisti che con lui condivide l’amore per il bel canto.
Dopo molte porte sbarrate, quella dei Sardi si spalanca ad accogliere i giovani che bussano, introducendoli nell’articolata vita associativa, mettendo a disposizione la sede per le prove, coinvolgendo nel progetto altri associati che entrano in relazione con loro. Capita così che, a 98 anni, il socio decano Ilio Burruni di Ghilarza (Oristano) accetti di raffigurare le scene, realizzando il ritratto del Duca di Mantova, impersonato dal tenore Edoardo Melis, Sardo di terza generazione con nonno paterno di Jerzu, in provincia di Nuoro: tutti i personaggi sono in scena nei costumi in forma pittorica.
In scena, ritroviamo altri due Sardi di seconda generazione: il soprano Paola Melis, originaria di Belvì, paesino del centro della Sardegna, e il tenore Loris Falvo, la cui mamma è di Alghero. Al loro fianco, i ritratti del basso Giuliano Grappeggia, del baritono Mattia Pauluzzo e quello della soprano Valeria Matteazzi.Continua a leggere →


Con la neve marzolina che copriva di nuovo candore i cortili di Oropa, i Sardi di Biella si sono recati ai piedi della Madonna nera. Il pellegrinaggio si rinnova nella “Domenica di Laetare”, giorno in cui la Chiesa sospende la penitenza che prepara alla Pasqua. Per l’occasione, in sintonia cromatica col rosaceo dei paramenti sacri del sacerdote, i Sardi hanno indossato gli abiti della festa, entrando processionalmente in chiesa al suono delle launeddas. Accompagnati dagli antichi strumenti musicali isolani, davanti all’antico sacello eusebiano, sono stati intonati i gosos, lodi in limba mama, in lingua materna, dove Maria è invocata come “consoladora”, consolatrice.
Circondato dall’amore dei suoi familiari, è mancato Remido Crepaldi di 83 anni. Ne danno il triste annuncio i figli Daniela e Maurizio con le rispettive famiglie unitamente a tutti i parenti.