Dalla Marmilla al Veneto, con Biella nel cuore: l’addio a Gesualdo Cicu

descrizioneAll’età di 84 anni, si è spento Gesualdo Cicu, nato a Lunamatrona, piccolo centro della Marmilla, che egli amava definire, con orgogliosa tenerezza, “il paese più bello del mondo”. Ultimo di cinque figli, aveva imparato sin dall’infanzia il valore della responsabilità e del sacrificio, forgiandosi un carattere temprato dalla fatica e illuminato da una dignità silenziosa.

Lascia nel dolore la figlia Lorena con il marito Gaetano, gli adorati nipoti Marica con Anthony e Mattia con Giorgia, e i bisnipoti Liam, Ethan e Ryan; i fratelli Mariano e Luigi, la sorella Carmela Cau con Umberto, insieme ai nipoti e agli amici che gli hanno voluto bene.

La sua è stata una vita segnata dal lavoro e dalla migrazione, esperienza comune a tanti Sardi del secondo dopoguerra. A soli sedici anni lasciò Lunamatrona per raggiungere Cagliari, dove trovò impiego alla mensa universitaria: un primo distacco, vissuto con il pudore e la determinazione di chi sa che il futuro si conquista passo dopo passo.

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Api e ambiente, al via il corso di apicoltura 2026

descrizioneSinergia tra “Su Nuraghe” e apicoltori biellesi per tutelare biodiversità e territorio

Nel solco delle attività di valorizzazione ambientale e culturale che da anni caratterizzano l’impegno del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe”, prende avvio a Biella un nuovo ciclo di iniziative dedicate alla tutela della biodiversità e alla diffusione della cultura apistica. Un programma articolato di appuntamenti che si inserisce nel più ampio progetto “Biodiversità nel Biellese: un dono alla terra di adozione”, promosso dal sodalizio sardo in sintonia con gli obiettivi dell’Agenzia Forestale Regionale Fo.Re.S.T.A.S., struttura tecnico-operativa della Regione Sardegna per il settore forestale e ambientale.

Grazie alla collaborazione con Fo.Re.S.T.A.S., il progetto valorizza le essenze botaniche del giardino mediterraneo in cui è inserita l’Oasi delle Api, casiddos de Nuraghe Chervu, luogo simbolo di incontro tra la tradizione sarda e il territorio biellese. Le piante messe a disposizione dall’agenzia forestale regionale contribuiscono a creare un ambiente favorevole agli impollinatori e a rafforzare il legame tra tutela ambientale e identità culturale.

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“Chie cunfessat sas òperas malas printzipiat sas bonas” / “Chi confessa le opere cattive inizia quelle buone”

descrizioneDìcios e Peràula de Deus / Proverbi e Parola di Dio – immagini e nomi sardi di fiori – Laboratorio linguistico transoceanico – appuntamento mensile tra il Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina).

Il proverbio: “Chi confessa le opere cattive inizia quelle buone” rivela un cambiamento di vita, che, nel linguaggio cristiano, si direbbe “segno di conversione”.La conversione, però, è un cammino spirituale per progredire, giorno dopo giorno, e soprattutto nella Quaresima

Presentada de su dìciu:

“Chie cunfessat sas òperas malas printzipiat sas bonas” isvelat unu cambiamentu de vida, chi, in su limbazu cristianu, si diat narrer’ “signu de cunversione”. Sa cunversione, pèro, est unu caminu ispirituale pro mezorare, die pro die, e pius de totu in sa Caresima.

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L’ultimo viaggio accompagnato dal “Deus ti salvet Maria”: commiato ad Anna Miglietti

descrizioneVerso mezzogiorno di oggi,17 febbraio 2026, si è spenta a Biella Anna Miglietti di 77 anni, nata e vissuta a Occhieppo Inferiore, comunità alla quale è rimasta profondamente legata. Figura stimata e benvoluta, lascia il ricordo di una donna sensibile, generosa e animata da una fede autentica, sempre pronta a offrire il proprio tempo e il proprio cuore al servizio degli altri.

Colonna portante della Cantoria della Confraternita Santissima Trinità e Santa Croce di Graglia, Anna viveva la spiritualità con discrezione e dedizione, partecipando attivamente alla vita ecclesiale e culturale del territorio. Profondamente religiosa, faceva parte del Coro diocesano, del Coro dell’Università Popolare di Biella e del gruppo “Pellegrinando” del Santuario di Graglia, luogo a lei particolarmente caro, meta di preghiera e di raccoglimento.

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Quando le fave sarde incontrano i fagioli biellesi

descrizioneAl Circolo “Su Nuraghe” la “Gran Favata” rivela affinità inaspettate tra due culture apparentemente distanti

BIELLA – C’è un profumo che sabato sera si è diffuso nella sede del Circolo “Su Nuraghe”, un aroma antico che parla di terra, di fatica contadina e di primavere attese durante lunghi inverni. È il profumo delle fave che cuociono lentamente, mescolandosi ai sapori robusti della cotenna, degli zampini e delle costine di maiale. Un odore che racconta storie di emigrazione e di radici che non si spezzano mai del tutto.

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