Un ponte d’amore tra Sardegna e Biella

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Poesia, identità e tradizione nel segno di san Valentino al Circolo Su Nuraghe

Nella poesia di Nicola Loi di Ortueri, inviata al Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella in occasione della ricorrenza di san Valentino, si coglie con chiarezza come l’impiego della lingua ancestrale si riveli strumento espressivo attuale, capace di parlare nella contemporaneità e della contemporaneità, con accenti di intensa partecipazione emotiva e civile.

La festa del 14 febbraio, ormai stabilmente inserita tra le ricorrenze civili più sentite dagli innamorati, affonda le proprie radici in una trama di tradizioni, che intrecciano devozione cristiana e memorie dell’antichità.

San Valentino, vescovo e martire del III secolo, venerato come patrono degli innamorati, è figura storica e simbolica al tempo stesso: la sua memoria si sovrappone e, in parte, si sostituisce agli antichi Lupercali romani, riti di fertilità e rinnovamento stagionale. La Chiesa istituì la celebrazione del santo proprio per orientare tali consuetudini verso un orizzonte spirituale, trasformando il significato della festa in una testimonianza di amore inteso come dono, dedizione e fedeltà.

La tradizione popolare ricorda il coraggio del vescovo di Terni – San Valentino – che avrebbe celebrato matrimoni nonostante il divieto imperiale, difendendo fino al sacrificio estremo il valore dell’unione affettiva e familiare. In questa prospettiva, il significato profondo della ricorrenza supera la dimensione commerciale e consumistica per restituire all’amore la sua dimensione più autentica: legame che unisce, sostiene e orienta le esistenze.

Proprio a tale dimensione si richiama la lirica di Nicola Loi, nella quale l’amore è presentato come forza generatrice capace di dare senso al vivere. «Cando creschent in coro sos fiores, / e ponet in cuss’ora diciosìa», scrive il poeta, evocando l’immagine di un cuore fiorito che genera gioia e rinnovamento. È un sentimento che, quando si radica e si consolida, diviene capace di superare le stagioni avverse dell’esistenza: «Duas animas d’amore pienas, / faghent caminu, manu in sa manu. / Afrontant dogni bene, cun sas penas, / su fritu ierru e tebidu ’eranu». Due anime colme d’amore, dunque, percorrono insieme il cammino della vita, affrontando con coraggio e complicità le prove e le gioie, il freddo dell’inverno e la dolcezza della primavera.

La composizione poetica, nella rivisitazione curata da Roberto Perinu, confluirà nell’antologia del Laboratorio linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”. Si tratta di un progetto didattico e culturale che promuove l’apprendimento della lettura e della scrittura nell’idioma materno contemporaneo, rafforzando il valore della lingua quale veicolo di identità, memoria e dialogo intergenerazionale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio laboratorio linguistico transoceanico che unisce idealmente il sodalizio biellese al Circolo Sardo “Antonio Segni” di La Plata, in Argentina, attraverso incontri periodici sulla piattaforma digitale. Un ponte simbolico e culturale tra comunità geograficamente lontane, ma profondamente unite dalla poesia, dalla lingua e da quella fiamma identitaria che, da secoli, continua a riscaldare e illuminare il cammino dei Sardi nel mondo.

Battista Saiu

Nell’immagine, rosa dal giardino alpino di Valle San Nicolao

 

 

Santu Balentinu

Oe est sa festa manna ‘e sos amores,

Su chi naschet in s’umana zenia.

Cando creschent in coro sos fiores,

E ponet in cuss’ora diciosìa.

Arrivant de beranu sos colores,

S’ispera ‘e frutos, de sa noa cria.

Totucantu da-e cando esistit mundu,

Est unione da-e su profundu.

 

E ligat pius sogas e cadenas,

E trazat pius de undas d’oceanu.

Duas animas d’amore pienas,

Faghent caminu, manu in sa manu.

Afrontant dogni bene, cun sas penas,

Su fritu ierru e tebidu ‘eranu.

E sa die de santu Valentinu,

Naras gratzias a su bonu-destinu.

 

Augurios amigos e amigas,

A chie s’amore dat serenidade.

Ca dat valore a tota sas fadigas,

E no isolvet mancu a tarda edade.

Cussu valore in coro aprigas,

Lu gosas e lu lassas pro eredade.

Ca est s’amore ch’est semper cun tegus,

Mai pro nudda ti lassat a segus.

 

Nade cun allegria: “amore meu,

Augurios mannos e cumpridos”.

Bales pius de su mundu intreu,

Pro te totu sos prados fioridos.

Sa die umpare siat in recreu,

Pro esser’ dogni die pius unidos.

E tue a mie istringhes a su sinu,

Nendemi: “bonu santu Balentinu”.

Nigolau Loi, santu Balentinu 2026

 

San Valentino

Oggi è la festa grande degli amori,

Quello che nasce nell’umana genia.

Quando crescono in cuore i fiori,

E mette in quell’ora gioia.

Arrivano di primavera i colori,

La speranza di frutti, per i nuovi nati.

Tutti quanti da quando esiste mondo,

È unione dal profondo.

 

E lega più (di) funi e catene,

E trascina più di onde d’oceano.

Due anime d’amore piene,

Camminano, mano nella mano.

Affrontano ogni bene, con le pene,

Il freddo inverno e tiepida primavera.

E il giorno di san Valentino,

Dici grazie al buon destino.

 

Auguri amici e amiche,

A chi l’amore dà serenità.

Perché dà valore a tutte le fatiche,

E non finisce neppure in tarda età.

Quel valere in cuore aprico,

Lo godi e lo lasci in eredità.

Perché è l’amore che è sempre con te,

Mai per nessun motivo ti lascia indietro.

 

Dite con allegria: “amore mio,

Auguri grandi e compiuti”.

Vale più del mondo intero,

Per te tutti i prati fioriti.

Il giorno insieme sia un recreo,

Per essere ogni giorno più uniti.

E tu mi stringi al seno.

Dicendomi: “buon san Valentino”.

Nicola Loi, san Valentino 2026

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