Mosaico di alberi e presepi per gli auguri di Su Nuraghe

descrizioneRadicati nella millenaria tradizione dell’Isola, i Soci di “Su Nuraghe” estendono gli auguri di Natale 2022 alla Comunità ospite condividendo immagini natalizie nelle loro case

Con un mosaico di immagini giungano gli auguri del Circolo Culturale Sardo di Biella. Opera composita e condivisa, realizzata con alcune istantanee domestiche postate sui social di Su Nuraghe.

Al centro, la Natività allestita sulla soglia della chiesa dei Santi Grato d’Aosta ed Eusebio da Cagliari di Canton Gurgo di Pettinengo, territorio in cui opera la Comunità sarda, in collaborazione con volontari locali.

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Da “Su Nuraghe” una paròla piemontèisa al mèis, dicembre: “N” come “Natal”

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Dai bei versi di Tavo Burat, biellese, desumiamo un po’ di credenze popolari, che si riferiscono al sole nelle diverse stagioni. La luce, a partire da Santa Lucia si “avvia”, diventa cioè via via più forte: la lus as anandia da Santa Lussìa, ël sol a Natal a eclata e Re con ij Re a s’ancoron-a për marié la tèra bela andurmìa dal mascheugn ëd l’invern, a Pasca chiel a la basa e a la dësvia, a svërliss dru con ël Maj e ’d garlande a l’anzoliva [Tavo] = la luce prende l’abbrivio dal giorno di Santa Lucia (sembrerebbe una contraddizione, poiché la sua festa coincideva con il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno, ma quel giorno è anche visto come il precursore del periodo natalizio e dunque dell’arrivo della luce di Cristo) il sole trionfa fanciullo a Natale e Re con i Magi s’incorona per sposare la terra bella addormentata nel sortilegio dell’inverno, a Pasqua egli la bacia e la risveglia, svetta fecondo con il Maggio e di ghirlande l’adorna.

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“Pensamentos/Pensieri”: Natale di Su Nuraghe in poesia

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Con l’avvicinarsi di una delle feste più sentite, i social del Circolo Su Nuraghe di Biella accolgono messaggi sul Natale. Tra questi, immagini e poesie come quella di Nicola Loi di Ortueri (Nuoro) che ritrae la società del presente attraversata da guerre domestiche e tra stati, dove a soffrire sono sempre gli stessi: donne e popolazione inerme.

Già nell’incipit, di “Pensamentos/Pensieri”, il Poeta indica una possibile via di uscita: Pensende in custas dies de Nadale,/Est su mundu pienu ‘e tristura./ S’omine no ch’imbolat cudda istrale,/Est totucantu una disaùra”. (Pensando in questi giorni di Natale,/È il mondo pieno di tristezza./L’uomo che non getta via quella scure,/È tutto quanto una disgrazia).

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Dicembre 2022, una parola sarda al mese: “P” come “PERA”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche).Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella

PERA, Peres, Peru, Pira, Piras sono cognomi sardi, e sono pure nomi personali antichissimi: principalmente sono dei nomi-cognomi fortemente imparentati dal punto di vista glottologico e semantico.

Ricordo che una tecnica etimologica seria e rigorosa non può fare a meno di proiettare le parole attuali sulle parole più antiche del Mediterraneo, quelle che apparvero nei dizionari più arcaici, quale è appunto il dizionario-vocabolario sumero, principalmente il dizionario-vocabolario egizio.

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Donna umana e divina, poesia di Nicola Loi per Su Nuraghe

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Da sempre preghiera e poesia si intrecciano: cantillate, cantate, declamate o semplicemente recitate, a volte bisbigliate.

In questo filone ben si inserisce “Ave Maria”: sei quartine a rima alternata, inviate al Circolo Culturale Sardo di Biella. Composizioni quotidiane pubblicate sui social di “Su Nuraghe”; porta il numero 861.

Verrà inserita tra i testi del Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, incontri mensili tra il Circolo “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina).

L’ode fa seguito a quella recentemente composta per la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne”. Donne ferite da violenza, vuoi privata, sovente consumata dentro le mura domestiche, vuoi pubblica come quella inflitta a Su Cristos chi as dadu su nadale/Il Cristo che hai fatto nascere”, a far soffrire “sa Mama santa funtana de lughe/la mamma santa fonte di luce”.

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