Un profondo valore formativo, didattico- morale traspare dai versi della poesia “Unu contu/Un racconto”, che Nicola Loi di Ortueri (Nuoro) ha composto per “Su Nuraghe” di Biella.
Attraverso immagini, che affondano le radici nel remoto e pur presente mondo mitico isolano, personaggi e luoghi riaffiorano come “antigas Janas”, “antiche fate” dell’universo fantastico, oppure “Che cuddos omines de sos nuraghes”, “quegli uomini dei nuraghi”.
A questi si alternano immagini bucoliche come “sas baddes pienas de laore”, “le valli piene di grano”, annaffiate da sudore e da fatica, che “ant dadu dignidade a custa terra”, “hanno dato dignità a questa terra”.

Il Comune di Montemurlo ha risposto all’invito della Prefettura di Prato ed ha inviato a Biella una pietra di riuso, proveniente da un’antica pavimentazione di Villa Giamari, che servirà per completare il lastricato di “Nuraghe Chervu”, l’area monumentale dedicata alla Brigata Sassari e ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Il numero riportato sulla pietra – per Montemurlo 63 – indica i caduti della Grande Guerra che ogni Comune ha sacrificato nella lotta per l’unificazione del territorio nazionale. La pietra scelta è particolarmente significativa per la comunità montemurlese, perché proviene da Villa Giamari, storica villa-fattoria del territorio e oggi sede della biblioteca comunale e degli uffici cultura, politiche sociali e scuola.
Presentazione del libro di Guido Donati, “Di lui… solo più una medaglia?”, al Museo delle Migrazioni di Pettinengo (Frazione Gurgo, Via Piave n. 12), alla presenza dell’autore intervistato dal prof. Dino Gentile.
