Na paròla piemontèisa al mèis: “an muanda” come “a baita”

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Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi”.

Dal lessico ricchissimo del poeta Barba Tòni Bodrìe, perfetto bilingue piemontese-occitano, ricaviamo un lacerto che esemplifica la sua straordinaria gamma lessicale legata alla montagna e alle usanze della sua gente: non ha scordato neppure una parola del suo idioma infantile e ne fa ampio uso nei suoi versi. Da tenere a mente qui parole come “an muanda” (“a baita”), “aramba” (“accanto”), “splanghe e splùe” (“fiamme e faville”) e la danza popolare chiamata “almanda” (“alemanna):

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“Quattro Mori” esposti a Biella per “Sa Die de sa Sardigna”

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Ogni popolo celebra la sua festa nazionale. “Sa Die de sa Sardigna”, “Il Giorno della Sardegna”, è la festa del Popolo sardo, popolarmente nota come “sa die de s’acciappa”, la storica “acchiappata”, che rimanda alla pacifica cacciata del 28 aprile 1794 del viceré Vincenzo Balbiano (1729 – 1799), “su visurrey baiocu”, “il viceré orbo”, imperioso e taciturno, e di scarsa visione politica.

Quel giorno, venne imbarcato con la sua corte a Cagliari su tre navi appositamente noleggiate: una veneziana, dove prese posto il viceré, con le ingenti personali masserizie trasportate da una ventina di carri a buoi; una ragusea ed una spagnola, per il resto di funzionari, militari e altri forestieri.

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Alzano Scrivia invia a Biella pietra di memoria per “Nuraghe Chervu”

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Da Alzano Scrivia comune di 365 abitanti in provincia di Alessandria, arriva la “pietra di riuso”, pietra di memoria con inciso il nome del comune ed il numero dei Caduti Alzanesi che hanno versato il loro sangue per la Patria nel conflitto mondiale del 1915/18.

 

“Nell’aderire all’iniziativa proposta dal Circolo Culturale Sardo, condivisa dalla Città e dalla Prefettura di Biella, inviamo la pietra di riuso che sarà da Voi posta sul selciato del monumento “Nuraghe Chervu” in Biella con altre arrivate da ogni parte d’Italia” – scrive il sindaco Adolfo Guagnini. Vuole essere un ricordo significativo al sacrificio della propria vita che anche gli Alzanesi hanno donato alla Patria”.

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Maggio 2022, una parola sarda al mese: “F” come “Fadda”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella

FADA, FADDA cognome sardo nonché nome comune. In origine i cognomi furono esclusivamente nomi personali, e derivarono in massa dai nomi comuni. Questo fatto è ovvio. Infatti si sono sempre attribuiti ai figli i nomi più belli che la natura o l’ambiente socio-economico potessero evocare. Così fu in tutto il mondo. Al riguardo non deve trarre in inganno la tradizione – anch’essa planetaria – di attribuire ad ogni maschio un soprannome il quale, pur non rasentando l’oscenità, marcava tuttavia certe caratteristiche fisiche dell’individuo, oppure le attitudini, le trame, le follie. Ad esempio, ad Austis c’è ancora una famiglia soprannominata Piccasoddu(letteralmente, ‘che incide monete’), soprannome che si tramanda evidentemente dal ‘600, allorché l’esoso ed indecente dominio degli Spagnoli immiserì gravemente l’Isola e costrinse parecchi coraggiosi a battere moneta in clandestinità. Ma non sono rari i soprannomi come Settibokki ‘golosone’, o Piscia-a-middài ‘piscia a metà’ riferito ad uno sofferente di prostata.

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Visita gratuita all’Oasi delle Api “Casiddos di Nuraghe Chervu” di Biella

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A Biella, la Oasi delle Api “Casiddos di Nuraghe Chervu” è uno strumento di educazione ambientale con visite guidate gratuite a privati cittadini e a tutte le scuole che ne fanno richiesta (telefono Idillio: 334 345 2685).

Insetti preziosissimi per l’uomo e per l’ambiente, le api stanno subendo una rarefazione preoccupante: senza di esse, l’impollinazione sarà insufficiente, con conseguenze disastrose sulla riproduzione sia dei vegetali selvatici sia di quelli coltivati, che sfamano l’uomo.

Ad esempio, negli ultimi due decenni, le api hanno subito perdite che vanno mediamente dal 30 al 60% della popolazione, con punte sino al 95%.

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