
In tutte le epoche, di fronte al dramma della guerra la poesia pare riacquistare nuova vitalità raccontando sofferenza umana e disperazione in cerca di consolazione. In questo filone ben si inserisce “Pasca chene cossolu/Pasqua senza conforto” di Tonino Mulas di Dorgali (Nuoro), residente a Milano da una vita.
Nella mente riecheggiano versi epici: dalla terribile guerra tra Greci e Troiani raccontata nell’Iliade e quelli a noi più contemporanei di Eugenio Montale, Premio Nobel per la Letteratura (1975). Come per il “Poeta della disperazione”, anche per il Dorgalese contemporaneo la sofferenza non solo umana traspare tra le rime, divenendo universale, perché “mornit su zustu e su vile/nemos riparat cuile”, vale a dire: “muoiono il giusto e il vile/nessuno ha un ovile sicuro”.




