
Da sempre, l’inizio del nuovo anno sociale del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella mette al centro i bambini, premiando i meriti scolastici di scolari e studenti attraverso l’assegnazione di otto borse di studio ai figli meritevoli dei soci.
Per l’edizione 2020, la valutazione delle pagelle è stata affidata all’apposita commissione presieduta dal prof. Roberto Perinu, formata dalla prof. Anna Taberlet Puddu e dalla maestra Elena Garella.
Durante le festività natalizie sono stati esaminati i titoli di studio pervenuti per l’assegnazione dei premi in denaro. Lunedì 6 gennaio, le otto borse di studio sono state consegnate ad Alice Carta, Valentina Cau, Luca Pedrazzo, Giada Piras, Greta Desogus, Matilde Giagioni, Silvia Eulisse e Teresa Satta.Continua a leggere →


Per il quarto appuntamento del ventiseiesimo ciclo Su Nuraghe Film – il primo del 2020 – mette in cartellone due opere della selezione 2019 di Visioni sarde, il meglio del giovane cinema sardo, preselezionato dalla Cineteca di Bologna.
Tra le copie di “Su Calendariu 2020” editato da Su Nuraghe, alcune migliaia sono destinate a tutti i Comuni d’Italia, nell’ambito del progetto condiviso dal Consiglio Direttivo Nazionale di A.N.P.C.I. (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia) ed esteso alle restanti località con numero di abitanti superiore ai 5.000 abitanti, comprese le dieci Città metropolitane di Roma Capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria e quelle delle regioni a statuto speciale di Sardegna e Sicilia, tra cui Cagliari, Catania, Messina, Palermo e Trieste.
Dopo 75 anni dacché il nazismo è stato arginato (non sconfitto, soltanto arginato!) con una orribile guerra mondiale, i nazisti sono rimasti serenamente ad insegnare Glottologia in tutte le cattedre europee. Da 150 anni essi hanno inventato una teoria che governa le nostre Università, secondo la quale il Tedesco e l’Antico Indiano sono tutt’uno. Così essi parlano di Lingua Indo-Germanica. Tutte le altre lingue europee non imparentate direttamente con l’Indo-Germanico derivano, secondo loro, dall’Impero Romano; però tutte, proprio tutte, convergono e riescono ad avere spiegazione soltanto sotto l’immensa cappa di piombo della vastissima lingua indo-germanica. Nelle università italiane si addolcisce la pillola ed invece di Indo-Germanico si pronuncia indo-europeo.