Aprile, una parola sarda al mese: A come ACCATZINADDU

Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

incipit A in Giampaolo Mele, Die ac NocteACCATZINADDU è un aggettivo sassarese riferito a ‘qualcuno che ha assunto l’aspetto e la consistenza della calce secca’ (Bazzoni). Ma questa spiegazione non ha alcun senso; Bazzoni ha perduto oramai il significato del verbo, talché non propone alcuna locuzione esemplificativa. Questo verbo in realtà è pan-sardo e si riscontra principalmente nell’uso di Quartu e del campidanese meridionale: ingatzinái ‘imbrogliarsi, incepparsi, ammatassarsi’, ‘abbarrare agaffiados, arréscius’ (Puddu); esempio: mi s’est ingatzináu su tacconi in su bináriu ‘il tacco si è incastrato nei binari’ (Puddu); séu totu ingatzinada me is faìnas ‘sto affogando nelle tante faccende’ (Dedola). Base etimologica è il sumerico gaz ‘to kill, beat, thresh (grain)’ + in ‘abuse’. Ma è più congruo il sumerico ḫaza ‘to hold, trattenere’ + in ‘abuse’. In questo secondo caso abbiamo il significato di ‘trattenere abusivamente, ossia senza la volontà del soggetto’.Continua a leggere →

Da Biella all’Argentina, videopoesia tra Piemonte, Sardegna e Patagonia

laboratorio Linguistico in videochiamata

Prossimo appuntamento martedì, 28 aprile, alle ore 21:00

Martedì 31 marzo, il Circolo Sardo di La Plata “Antonio Segni” e il Circolo Culturale Sardo di Biella “Su Nuraghe” hanno organizzato un laboratorio Linguistico in videochiamata.
Un incontro a distanza con lettura di poesie, storie e racconti di migrazioni sarde e italiane, che, attraverso mari e oceano, mette in contatto lingue e culture sarde e piemontesi, fino alla parlata spagnola in uso in America Latina.
Incontro a distanza tra Europa e Nuovo Continente, che ha visto la partecipazione di Marianela Fava Signorini, del Circolo Sardo di Neuquèn (Patagonia), dal Sud dell’Argentina, che ha letto strofe e paragrafo della presentazione della poesia “Corona di spine”, di Tore Spanu, in sardo, italiano e castigliano.Continua a leggere →

È morto Antonio Urru di 82 anni, originario di Belvì

Antonio UrruCristianamente è mancato all’affetto dei suoi cari, di 82 anni.
Lascia la moglie Caterina; i figli Maurizio con Irene, Stefano con Paola, gli adorati nipoti Gioele e Viola; le sorelle Luisa e Santina, con le rispettive famiglie; cognati, cognate, nipoti e parenti tutti.
Nato a Belvì (Nuoro), Antonio lascia le montagne della sua Barbagia alla fine degli anni Cinquanta per approdare in Valle Elvo, dove già risiedeva una piccola comunità di conterranei provenienti dalle stesse zone dell’Isola, e lavorare come custode presso una villa locale.
All’ombra di questi monti trascorrerà tutta la sua vita, tra casa e lavoro, operaio in diverse fabbriche, concludendo la sua operosa esistenza alla Filatura di Pollone.
Abile ballerino, ha collaborato nei laboratori di danze e balli sardi organizzati dal Circolo Su Nuraghe. Grande devoto della Madonna di Oropa e profondamente legato alle tradizioni della sua terra, in occasione dell’Anno Giubilare 2000, fu tra i primi a rispondere all’appello per formare il gruppo di preghiera di “Su Rosariu cantadu” e accompagnare con il “Deus ti salvet, Maria” e antiche pregadorias chi moriva lontano dalla terra di origine.Continua a leggere →

“Corona de ispinas”, poesie da Su Nuraghe

“Corona de ispinas” è tra le poesie che verranno proposte martedì 31 marzo alle ore 21:00, durante il collegamento transoceanico con il Circolo sardo “Antonio Segni” di La Plata, in Argentina.
Quale omaggio alla lingua delle terre di accoglienza, le poesie di Tore Spanu di Pozzomaggiore (Sassari), boltadas, “tradotte”, in italiano, vengono presentate in Piemontese letterario nella versione di Brandé, a cura di Sergi Girardin di Caraglio (Cuneo) e in Castigliano, rese da Matteo Rebuffa di Candelo (Biella).
In questo sonetto forte e allarmante che, già dal titolo, rimarca la crudeltà della crocefissione, i versi fanno da leva ai fatti di cronaca surreali che stiamo vivendo. Si avverte la paura per chi non ha sussidio con le attività pronte a fallimenti futuri: i versi chiedono a chi ci governa di non pronunciare solo parole; sono un invito pressante all’unità parlamentare che, in accordo, trovi soluzioni immediate, sennò sarà il popolo attraverso la disperazione a farli patire allo stesso modo con atti di ribellione.
Le terzine concludono con il rammarico che ci siamo accorti solo adesso del bene che tutto il settore sanitario ha fatto nel tempo, e solo adesso di continuo li ringraziamo. Ci siamo accorti che gli eroi non sono i cantanti famosi o i famosi calciatori, ma sono quegli angeli che stanno pagando un duro prezzo. Anche attraverso la morte… innocenti del tutto… come appunto… quella corona di spine… che fu messa sul capo al Messia.Continua a leggere →

Intreccio di tweet e generosità a formare il nuovo tweed biellese

mascherine di produzione domestica realizzate e donate da Mina

Mascherine fatte in casa, donate al Piazzo dai nuovi biellesi di origine sarda e pugliese

Accanto ai sempre più numerosi gesti di solidarietà con milioni di Euro, donati da singoli imprenditori e gruppi industriali grandi e piccoli, si registrano anche quelli di semplici cittadini e associazioni locali, culturali e di volontariato, che offrono piccole, ma importanti manciate di Euro raccolte tra gli associati, gesti dal grande valore etico e sociale.
Agli importi delle singole liberalità, si dovrebbero sommare le ore di lavoro di chi si prodiga con cuore e professionalità in favore di chi è colpito dal virus, prevenendone e bloccando la diffusione. Tante sono le persone coinvolte in gare di generosità; ciascuno operando secondo le proprie possibilità, anche solo tramite un veloce tweet con il cellulare, in favore del prossimo oggi ancora più solo.Continua a leggere →