
Sabato 1° maggio, inizio mese mariano – tutte le sere a Pettinengo, alle ore 20:15 per pregare in lingua materna
In questa strana Pasqua, tutti chiusi in casa, la facciata della chiesa dei Santi Grato ed Eusebio, in frazione Gurgo di Pettinengo, viene abbellita, oltre che dai consueti fiori provenienti da orti e cortili domestici del vicinato, anche da decorazioni, dovute alla creatività degli abitanti.
Letto come segnale di gioia per la recuperata salute del sindaco di nuovo operativo negli uffici comunali, è speranza che pubblicamente si materializza quale ringraziamento da parte della comunità cantonale, in attesa di poter spalancare il seicentesco portale per innalzare lodi a Maria.Continua a leggere →

In tutte le società, il passaggio dalla quotidianità all’eccezionalità – come è il momento della festa -, oltre che da cibo e vestiti è caratterizzato dall’uso della lingua, diversa, a seconda delle occasioni.
Sardegna, terra di poeti, luogo incantato capace, come la poesia, di far rivivere un’emozione, frutto della libera attività creatrice dell’uomo, dà voce ai sentimenti. Nel tempo presente, rivoli di poeti alimentano il grande fiume della poesia sarda, eredi di una storia ultramillenaria, testimoniata dal permanere di gare poetiche disputate “a bolu”, da poeti improvvisatori chiamati a sfidarsi sul palco delle feste di paese. Da questo antico ceppo nasce la poesia composta a tavolino che – arricchendo l’archivio di Su Nuraghe – diventa sussidio didattico del laboratorio linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”. Alcune vengono tradotte anche nel piemontese letterario dij Brandé, in castigliano e in italiano.
