La poesia di Nicola Loi, poeta di Ortueri, giunta al Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella nell’immediatezza del tragico evento, si fa parola ferita e condivisa, eco di un dolore che ha attraversato l’Isola e il mare. I suoi versi nascono dalla tragedia di Ottana, dove, il 15 gennaio 2026, un bambino di appena due anni si è spento nel sonno. Inutili i tentativi di soccorso, vano ogni gesto umano di fronte all’implacabile silenzio della morte.
La comunità ne è rimasta profondamente scossa, tanto che l’Amministrazione comunale ha scelto, in segno di rispetto e lutto collettivo, di annullare i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate previsti per il giorno successivo. Una rinuncia che pesa, perché Sant’Antonio segna tradizionalmente una giornata di marca, il tempo simbolico in cui Ottana si apre all’anno nuovo: l’uscita propiziatoria dei boes e merdules, maschere arcaiche e potenti, augurio di fecondità per l’annata agraria e soglia rituale dell’inizio del Carnevale.

La formazione biellese dai Quattro Mori torna in campo dopo la sosta invernale con una serie di allenamenti che consolidano i valori di aggregazione e appartenenza culturale
Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso immagini e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia Alice: Gennaio
Il dono della poesia è, prima di tutto, un atto di responsabilità civile e culturale. Con i suoi versi dedicati a Sant’Antonio del Fuoco, Nicola Loi, di Ortueri, offre alla Comunità sarda che vive ai piedi delle Alpi non solo un testo letterario di alto profilo, ma un segno di appartenenza e di continuità, capace di rinsaldare legami e di rinnovare una memoria collettiva, che attraversa i secoli e le geografie.
Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella