
Colonna sonora della prima parte della Festa della Donna svoltasi sabato scorso a Su Nuraghe è stata caratterizzata da canzoni al femminile di Fabrizio de André, artista particolarmente legato alla Sardegna e a diversi aspetti dell’universo femminile. Le donne delle canzoni di Fabrizio De Andrè parlano di coraggio e dignità: Marinella, Nina, Bocca di Rosa, Teresa, Princesa, fino ad Ave Maria, perfetta fusione di musica e poesia che diventa preghiera. La Sardegna del cantautore genovese è fatta di sogni bucolici da realizzare nello stazzo di Gallura acquistato nel 1975 e di sofferenza per il sequestro di persona – quattro anni dopo – inferno subito assieme alla sua compagna Dori Ghezzi, in quello che doveva diventare il suo paradiso in terra. Hanno dato nuova voce alle amate canzoni di De André, Paola Matera, medico della Medicina semintensiva presso l’Ospedale degli Infermi di Biella e Andrea Garzena, giardiniere, virtuoso di canto e di chitarra.Continua a leggere →



ROSA è il nome di uno dei fiori più belli del mondo, chiamato così anche in Sardegna fin da tempi arcaici, a dispetto di quanti ne marcano l’origine nel lat. rŏsa, il quale è semplicemente un nome condiviso nel Mediterraneo e nel Vicino-Oriente al pari di quello sardo. Questo fitonimo è così noto che in Sardegna sortì anche come nome personale, ed alla fine, dopo millenni, ce lo ritroviamo persino concrezionato nel cognome: Rosa, Rosas, Derosas. Tutti i linguisti indogermanisti richiamano come base del termine il lat. rōsa, la cui matrice sarebbe, secondo loro, il greco ρόδον, cosa impossibile, quest’ultima, essendoci una -d- troppo lontana dalla -s- originaria.