Sabato 13 maggio, ore 21:00, in via Galileo Galilei, 11, Roberto Perinu e Giovanni Carta presentano il libro Anima di Corallo, la poesia di Maria Rosa Cugudda – Ingresso libero
Se poesia è canto dell’anima, distillato di sentimenti, essenza di valori, allora scorrendo questo saggio il lettore si può abbeverare di ‘vera’ poesia. Perché qui Maria Rosa Cugudda dimostra di saper cogliere dalla vita attimi universali e ce li rende in versi liberi, ma incatenati all’esperienza non sempre lieta del vivere.
Nelle pagine si alternano visioni d’incanto, una natura trionfante e apportatrice di gioia, a spazi grigi, disperati, solitari. Mari azzurri, bagliori di luce, estati infuocate, germogli di spighe, profumi di paglia, mattine di fiori profumate, lasciano spazio a istanti permeati da profumo di tristezza, da pianto, da solitudine. Geme l’animo dell’autrice, ma “in voi parole inutili vane – fredde vuote – ritrovo conforto – alla mia disperazione – e vi chiamo a lenimento – del mio dolore”.
Eppure c’è fame di vita quando, nella sua missione di educatrice, sospinge un ragazzo lontano dalla droga mortale; quando guarda alla morte dei cari, rievocati non in spoglie mortali ma come creature sempre vive; anche quando arriva l’autunno del cuore, e si è travolti dall’uragano che sconvolge la quotidianità mai abbastanza valutata, ma evocata con profondità dall’anima straziata.Continua a leggere →

ÈBBA log., ègua camp. ‘cavalla’. Wagner, il padre della linguistica sarda, non è toccato dal fatto che in Sardegna sopravvivano ébba ed égua, senza un possibile masch. *équu. Per lat. ĕquus in Sardegna non c’è alcun riscontro. Ed abbiamo inoltre una divaricazione: cáḍḍu al Nord, cuaḍḍu al Sud. Che non sono la stessa cosa, avendo origini del tutto diverse.

