
A meno che la lingua dei Sardi non venga salvata da un “Deus ex machina” potente, volitivo, misericordioso, capace di suscitare una riscossa di massa oggi inimmaginabile, non c’è lume che possa far presagire la nuova alba del nostro pensiero. Il più delle volte l’ignoranza inveterata e belluina entro cui le accademie ci hanno imbragato ci rintana nella moda del pensiero “coloniale” (un vizio che non sappiamo evitare), e ciò che somiglia alla lingua italiana ci appare come prodotto d’importazione. Ma non è così, quasi mai lo è. Questa prospettiva deve essere ribaltata nella coscienza che nel Tirreno già da 10-30-40.000 anni fa esisteva una lingua comune, e che oggi non c’è alcun male a notare parole uguali provenienti dalle due sponde.
MESI E LADÁMINI indica il mese di ‘Ottobre’ ed è parola molto antica, parola sarda, anche se percepita con fastidio per quel ladámini contiguo all’it. letame. Fin dalle arcaiche procedure del Neolitico, nel mese di Ottobre si cominciò a distribuire il letame sui campi. Ed è proprio la forma ladámini a fare scoprire la genuina antichità del nome sardo, la più vicina alla fonte originaria, che è la voce assira (w)alādum ‘to give birth, dare la vita, generare’. Già decine di millenni addietro si aveva coscienza che il letame genera nuova flora dai pascoli. Parola talmente importante, questa, che diede il nome alla “tomba dei giganti”, nel centro-nord chiamata lada, ossia ‘colei che genera la vita’. Infatti la “tomba dei giganti” divarica religiosamente le sue tornite gambe verso sud-est, laddove il Dio Sole s’alza giocondo a seminare vita sulla Terra, e quella porticina al centro dell’esedra del gigantino non è altro che il delicato e pudico ingresso della vagina della Dea Tellus, la Dea Madre dell’Universo che riceve la vita dal Sole e rigenera tutto il creato, nell’eterno ciclo di nascita e morte, la Metempsicosi mediterranea.Continua a leggere →

Festeggeremo il quarto anno di attività di “Isola”, l’Associazione sarda di Tokyo, prima collaborazione con il Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella che, con i suoi ambasciatori Battista Saiu e Raffaele Zanella, faranno tappa a Tokyo, dopo aver girato l’Asia e l’Oceania per salutare i conterranei emigrati.
Saranno le launeddas di Salvatore Agus ad animare la festa di “Isola”, la giovane associazione dei Sardi che vivono in Giappone. Giungeranno a Tokyo assieme ai rappresentanti del circolo “Su Nuraghe” di Biella, reduci da un tour dell’Asia e Oceania, in un percorso alla ricerca e alla valorizzazione di realtà tipicamente sarde.
