Novembre, una parola sarda al mese: M come MALLOREḌḌUS

Radici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella

incipit M in Giampaolo Mele, Die ac NocteI MALLOREḌḌUS sono i tipici gnocchetti del sud Sardegna. Il loro significato è antichissimo, riferendosi ai ‘bottoncini’, ai ‘gonfietti’.
Qualcuno potrebbe pensare a una trafila etimologica dal latino: mallĕus ‘martello’ > mallĕŏlus ‘bottone’, esattamente ‘piccolo martello’. Ma resterebbe fuori dall’analisi il supposto suffisso -éllu (-éḍḍu). In realtà, la base etimologica per il termine latino e per quello sardo sta nell’accadico malû ‘essere gonfio’, cui in Sardegna s’aggiunge ellu ‘sacro’, col significato complessivo di ‘gonfietto sacro’ (considerato il valore dello sfarinato, che nei tempi più antichi si produceva con gran fatica, sfarinando a mano pietra-contro-pietra).
L’etimologia che propongo tiene fuori, perché obiettivamente incompatibile, il legame da molti proposto tra malloréḍḍus e mallóru camp. ‘toro’, detto a Fonni, Busachi, Sorgono maggiόlu. Questa voce relativa al toro si ripete anche in un cognome sardo, e ciò la dice lunga sul culto del Toro nella Sardegna antica.
Wagner era innamorato dell’idea che la lingua sarda avesse radici integralmente latine (sia pure filtrate spesso dallo spagnolo, dal catalano, dal toscano, dal genovese) e derivò malloréḍḍus dal lat. malleolus. Ma si badi che tale voce in latino non indica il ‘toro’ sibbene altre cose, tra loro peraltro diverse, come su accennato; anzitutto malleolus è diminutivo di mallěus ‘martello’; poi indica il ‘bottone della scarpa’, che nei tempi antichi deve immaginarsi come un ‘piccolo martello’ avente forma rotondeggiante, molto diversa dai bottoni industriali attuali.
La base etimologica del cognome Maggiόlu, Mallóru, nonché del nome comune mallόru, è il sumerico maḫ ‘vacca’ + ul ‘amare, to love’: maḫ-ul = ‘chi monta la vacca’ + il suffisso mediterraneo d’azione -óru.
Ciò detto, ci sentiamo obbligati di dare anche l’etimo del camp. mallu ‘maglio’, ‘grossa mazza’, che è da confrontare col lat. mălleus ‘martello’. Base etimologica di mallu è il sum. maḫ ‘to be great, big; grande, grosso’ + lu ‘that which, ciò che’ (cfr. it. lo, articolo determinativo con funzione pronominale). Il composto maḫ-lu in origine indicò ‘ciò che è grande, grosso’.

Salvatore Dedola

Nell’immagine: l’incipit “M”, in Giampaolo Mele (a cura di), Die ac Nocte. I Codici Liturgici di Oristano dal Giudicato di Arborea all’età spagnola (secoli XI-XVII), Cagliari: AMD Edizioni, 2009

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