94° Anniversario – Festa delle Bandiere della Brigata “Sassari”

26 gennaio 2012

Nuraghe ChervuDomenica 29 gennaio, organizzata dal Nucleo di Biella Cap. Emilio Lussu dell’Associazione Nazionale Brigata “Sassari”, si terrà la cerimonia della Festa delle Bandiere, 94° anniversario della Battaglia dei “Tre Monti”, che segna l’importante vittoria delle armi italiane con la ripresa operativa e morale dell’Esercito Italiano dopo le infauste giornate di Caporetto.
A Biella, alle ore 9.40, presso l’area monumentale di Nuraghe Chervu, schieramento delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Verrà percorso il breve tragitto che conduce al Monumento che ricorda i Caduti sardi e i Caduti Biellesi della Grande Guerra; in testa al corteo il labaro dell’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, scortato dai Vigili Urbani della Città di Biella.
Ore 9,45 – Alzabandiera, commemorazione del fatto d’armi (Col del Rosso, 28 gennaio 1918), deposizione della corona di alloro ai Caduti, seguita dalla lettura delle Motivazioni delle Medaglie d’Oro al Valor Militare concesse alle Bandiere di Guerra dei Reggimenti storici (151° e 152°) della Brigata “Sassari”.
Alle ore 10.30, nella Basilica di San Sebastiano, Tempio civico della Città di Biella, Santa Messa in suffragio dei Caduti “Sassarini” e di tutti coloro che sono caduti per obbedire agli ordini della Patria e per l’onore del nostro bel Tricolore. Continua a leggere…

«Warum? Hier ist kein Warum» Perché? Qui non c’è alcun perché

25 gennaio 2012

Sabato 28 gennaio, ore 21, Circolo Su Nuraghe – “Giornata della memoria“, con il patrocinio della Comunità Ebraica di Vercelli, Biella, Novara e Verbano Cusio Ossola – Mirko Cherchi ed Elisa Cicero, con la regia di Ludovica Pepe Diaz, daranno voce ad alcuni documenti riguardanti la Shoah, testimonianze e letture di lettere di Ebrei dai campi di concentramento – Domenica 29 gennaio, alle ore 15,30/16,30 visita guidata alla Sinagoga Vercelli – ore 17, in Sala Foa, replica della serata proposta dai giovani attori biellesi – ingresso libero

Manifesto

Manifesto affisso sui muri di Occhieppo Superiore (Biella).

Il 27 Gennaio 1945 i soldati alleati dell’Armata Rossa varcarono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, rivelando inequivocabilmente al mondo la realizzazione del progetto criminale con il quale il Terzo Reich, sotto la guida di Adolf Hitler, aveva pianificato e posto in essere lo sterminio di massa degli Ebrei e di tutte le etnie e minoranze ritenute inferiori dal regime nazi-fascista.
Fu una scoperta sconvolgente, in quanto rendeva palese un crimine inaudito e sino ad allora inimmaginabile, perpetuato da collettività nei confronti di altre comunità attraverso il razzismo, l’ideologia, la tecnica e la burocrazia. Un esito tremendo ed enorme che, al contempo, aveva avuto nelle singole azioni individuali – anche le più semplici ed, in apparenza, innocue – lo strumento essenziale e determinante per la sua riuscita finale.
Una tragedia “senza senso”, quindi, fondata sulla radicalità diffusa del male, come esemplarmente ha messo in luce un superstite di quell’esperienza, Primo Levi, quando, ricordando il suo arrivo nel lager, sottolineava come avesse chiesto con insistenza disperata «Warum?» (Perché?), ricevendo come risposta un laconico e lapidario «Hier ist kein Warum» (Qui non c’è alcun perché). Continua a leggere…

La Lingua Ebraica, idioma di memoria e di accoglienza dell’altro

25 gennaio 2012
lapide

Lapide alla Sinagoga di Biella che ricorda gli Ebrei biellesi uccisi dalle Leggi razziali fasciste.

Si è soliti parlare impropriamente di Olocausto, ma nessun termine come il vocabolo ebraico Shoah è in grado di definire la valenza di quanto di terribile sia accaduto contro i perseguitati, sofferenti destinati ad un’inesorabile ed implacabile strage fino alla data della liberazione. La Lingua Ebraica, infatti, è per sua propria essenza idioma di memoria e di accoglienza dell’altro, capace strutturalmente di non dimenticare quanto in precedenza successo.
L’oblio, l’ignoranza, l’indifferenza, il conformismo, il pregiudizio, l’intolleranza ed il rifiuto del diverso, invece, sono elementi essenziali nel linguaggio del razzismo, della prevaricazione e della violenza, come dimostrarono in Italia le infami Leggi Razziali emanate dallo Stato fascista nel 1938. Tali fattori nocivi si annidano ancora oggi nelle “maglie” della società e del convivere quotidiano molto più subdolamente di quanto ognuno di noi possa pensare. Le pagine di cronaca nazionale degli ultimi mesi ce lo testimoniano, attraverso le tristi e preoccupanti notizie di intolleranza criminale, con ingiustificabili “spedizioni punitive” ed attacchi omicidi nei confronti di stranieri e cosiddetti “emarginati” e “diversi” della società. Tra i predetti fatti, in prossimità delle feste natalizie, scalpore e sconcerto ha destato l’assalto ad un campo di Rom nei pressi di Torino, sulla base di una vendetta, di una giustizia “fai da te” fondata sull’assenza di riscontri ed alimentata dal “sentito dire” e dalla ricerca di un “capro espiatorio” a tutti costi. Continua a leggere…

La Memoria, un baluardo contro l’amnesia

25 gennaio 2012
Mirko Cherchi

Mirko Cherchi e Veronica Morellini, Giorno della Memoria a Su Nuraghe di Biella.

I recenti avvenimenti ci avvertono ancora una volta di come i crimini della Shoah possano ripetersi e di come «ciò che è stato fatto contro gli ebrei riguarda tutti», sia come vittime, sia come attori. Per tale motivo ogni 27 Gennaio viene celebrato in Italia il «Giorno della Memoria», introdotto e calendarizzato a seguito dell’approvazione della Legge 211/2000 per ricordare quanto allora accaduto, quale «grande lezione che va riproposta alle giovani generazioni». Tuttavia tale giornata non può trasformarsi in una mera ritualizzazione od essere una sorta di «religione» civica destinata a rimanere, in quanto tale, a sé stante, circoscritta in superficiali momenti di ricordo e commemorazione che, una volta esauriti, lasciano poi spazio ad espressioni di razzismo e di violenza come il recente attacco ai Rom di Torino. Viviamo, peraltro, in un’epoca nella quale si giudica come soggetto “eccezionale” o persino “eroe” chi semplicemente compie il proprio dovere o colui che si comporta da onesto cittadino con l’ottica etica di contribuire ad una civile convivenza. Questo modo di meravigliarsi e di intendere con stupore la realtà cela semplicemente la crisi che pervade le nostre società circa il principio di responsabilità personale e collettiva, in riferimento al ruolo di ognuno di noi e alla dinamica delle relazioni che si hanno con gli altri, sia con i cosiddetti “propri vicini” sia rispetto a quelli ritenuti “diversi”. Da qui la necessità dell’istituzione del «Giorno della Memoria», nato nell’intenzione dei suoi fautori anche per «imprimere nella coscienza italiana l’immagine della responsabilità». Non a caso un filosofo come Emanuel Levinas sottolineava come «nella responsabilità per gli altri vi è in ultima analisi responsabilità della morte dell’altro (…) Il timore della morte dell’altro è certamente alla base della responsabilità per lui». Continua a leggere…

Su Nuraghe, giovani in gara per ricordare zia Virginia Mereu

22 gennaio 2012

Immagini della serata nella sezione Fotografias

premiazione torneo calcetto

Gli otto premiati della Quarta edizione del Torneo.

Sabato 21 gennaio 2012, nelle accoglienti sale del Circolo Su Nuraghe di Biella, si è disputato il 4° torneo di calcetto, libero e aperto a tutti, intitolato a “zia Virginia Mereu“.
Ancora una volta, molte famiglie si sono riunite e ricomposte per trascorrere una serata serena; il caso ha voluto che nelle estrazioni casuali stabilite dal regolamento di gara “a baraonda”, genitori e figli si trovassero – all’interno del torneo – ora alleati, ora sfidanti.
Il Circolo, aperto per l’occasione ad ospiti e ad amici dei soci, ha visto la presenza di molti giovani e giovanissimi che, con entusiasmo, hanno partecipato nello spirito di giovialità e sana competizione, come negli intendimenti della benefattrice a cui il “Memorial di calcetto” è intitolato.
Il breve campionato, concluso nell’arco di una serata, si è svolto per la quarta volta consecutiva grazie alla disponibilità dei parenti e dei figli di “zia Virginia”, Adriana, Mariangela, Aldo e Gianni, che, con la loro prodigalità, hanno permesso di rendere particolarmente ricchi i premi consegnati agli otto vincitori: medaglie e grandi cestini ricolmi di prodotti sardi.
A fine serata, l’immancabile cumbidu, il rinfresco con specialità appositamente preparate con generosità dai soci, ha reso ancora più bella e allegra una festa – attesa e ben coordinata da Idelmino Rossi – entrata oramai tra gli appuntamenti fissi tra i tanti di Su Nuraghe. Continua a leggere…

Lettere dalla Shoah a Su Nuraghe, «Le mie ultime parole»

19 gennaio 2012

Sabato 28 gennaio, ore 21 – Giorno della Memoria – Biblioteca di Su Nuraghe in via Galilei, 11, a Biella – Lettura a tre voci di lettere inviate dagli Ebrei, con Ludovica Pepe Diaz, Mirko Cherchi ed Elisa Cicero – Ingresso libero

Locandina Giornata MemoriaAnche quest’anno il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella vuole ricordare “Il Giorno della Memoria” con letture, a tre voci alternate, di documenti riguardanti la Shoah.
Si tratterà delle ultime lettere inviate dagli Ebrei che avrebbero poco dopo trovato la morte per mano dei nazisti. Sono state raccolte nel libro “Le mie ultime parole” a cura di Zwi Bacharach, edito da Laterza, dopo un lungo e difficile lavoro di indagine e di ricerca. Infatti alcune delle lettere sono state raccolte in archivi pubblici, altre erano conservate in raccolte private, pubblicate in libri appartenenti alle comunità distrutte, altre ancora, costituiscono ricordi individuali e familiari.
Sono lettere inviate, spesso in modo fortunoso, come quelle lanciate dai treni di deportazione e raccolte poi da mani pietose o soggette alla censura degli aguzzini e perciò quasi miracolosamente pervenute a noi. Sono scritte da persone di ogni età ed estrazione sociale, ma tutte hanno come comune denominatore la certezza di una violenta morte incombente che non ha ragione d’essere se non quella di appartenere ad un popolo disperso in diaspora nel mondo e molto spesso completamente assimilata alle popolazioni che da secoli l’ospitavano. “Esse riportano quello che stava accadendo e quello che si stagliava nel futuro prossimo; chi le scriveva bramava di sapere quel che succedeva al di là delle aree in cui si trovavano chiusi. Le loro parole sono cariche di angoscia e protese all’ansiosa ricerca della salvezza. I dettagli forniti sui singoli membri della famiglia e sui vicini rivelano il senso di coesione e di solitudine delle famiglie ebraiche durante questo periodo di affanni in cui, come non mai, sono messe a dura prova. La loro fede, la devozione verso il proprio popolo, il fremito d’orrore, alcune parole d’addio e il poderoso grido dei ribelli, sono evidenti nelle loro parole” (Israel Gutman). Continua a leggere…

Il carattere dei Sardi visto attraverso il film di Paolo Zucca

18 gennaio 2012
Serata Su Nuraghe Film

Alcuni partecipanti alla serata Su Nuraghe Film.

Faccio sport e gioco a pallone da quando ero ragazzino. Anche per questo ho avuto piacere nel presentare questo film, le “lezioni di cinema” di “Su Nuraghe Film” proposte dal Circolo Sardo di Biella, in cui ho cercato di mettere in evidenza alcuni aspetti interessanti sviluppati dal regista, che vanno al di là del semplice racconto della partita di calcio disputata in una Sardegna irreale.
Infatti, in questa pellicola, Paolo Zucca racconta – dal suo punto di vista – come vede i Sardi attraverso un breve cortometraggio della durata di soli 15 minuti, realizzato nel 2006 per conto dell’ISRE, l’Istituto Superiore Regione Etnografico della Regione Autonoma della Sardegna.
Il regista parla dei Sardi con ironia, in un susseguirsi velocissimo di scene, attraverso una partita di pallone da subito molto violenta, attraverso la quale mette in risalto il carattere forte degli isolani.
L’assenza del colore e la scelta delle immagini in bianco e nero, con colonna sonora dal vago sapore Western, fa assumere alla nostra Isola l’aspetto di un territorio di frontiera, come se si trattasse del vecchio Ovest degli Stati Uniti. Continua a leggere…

Riposeranno a Biella le ceneri di Luigi Trincas di Iglesias

16 gennaio 2012
Luigi Trincas

Luigi Trincas.

Oggi, 16 gennaio, all’ospedale di Sassari dove era ricoverato, è mancato Luigi Trincas di Iglesias. Residente a Occhieppo Superiore, lascia la moglie, Anna Ruffino di Netro, e i figli Tiziana e Gianluca.
I funerali si svolgeranno domani a Sassari e le sue ceneri saranno trasportate a Biella per essere deposte a fianco della mamma, Anna Maria Pinna di Iglesias, nel cimitero urbano di via dei Tigli.
Luigi era arrivato a Biella da soldato, nel 1942. Finita la guerra, si era fermato ai piedi delle Alpi per lavorare prima come cameriere presso il “Bar Coggiola” di via Torino e, successivamente, gestendo in proprio, fino al 1960, la “Bottega del Caffè” di via Pietro Micca.
In quegli anni le fabbriche avevano bisogno di braccia forti per lavorare. Da molte regioni d’Italia giungevano famiglie intere per essere impiegate nell’industria, nei cantieri e nelle officine.
Anche Luigi lascia il lavoro autonomo e va a lavorare come magazziniere da “Cavigioli“, divenuta, poi, “Monte Bianco“.
A metà degli anni Settanta, quando l’esigenza della comunità isolana di avere un luogo dove incontrarsi si fa più impellente, Luigi è tra i primi ad accorrere e a frequentare la sede di via Pietro Micca e a dare il suo contributo disinteressato per ristrutturare l’attuale Circolo di via Galilei. Da sempre è stato presente a tutti i principali appuntamenti di Su Nuraghe, partecipando, nonostante gli anni, anche all’ultima edizione della Festa sarda tenutasi nello scorso mese di giugno.
Molti ricordano il personaggio energico, generoso e altruista, sempre disponibile ad aiutare tutti, anche persone conosciute appena, senza, per altro, chiedere nulla in cambio. Continua a leggere…

4° Torneo di calcetto “zia Virginia Mereu”

12 gennaio 2012

Sabato 21 gennaio 2010, dalle ore 20 – sale di Su Nuraghe4° torneo di calcetto, a “baraonda”, libero a tutti – intitolato a “zia Virginia Mereu“, benefattrice della Comunità dei Sardi di Biella.

Locandina TorneoSi disputerà sabato 21 gennaio 2012, con inizio alle ore 20.00, il 4° Torneo di calciobalilla intitolato alla memoria di “zia Verginia Mereu”, benefattrice della Comunità dei Sardo-biellesi.
Il ritrovo, presso le sale di Su Nuraghe in via Galileo Galilei, 11, a Biella, è fissato alle ore 20 per le registrazioni e le iscrizioni. Subito dopo i sorteggi, alle ore 20.30, l’inizio della gara.
Continua così, per i quarto anno consecutivo, il “Memorial di calcetto” in ricordo di Virginia Mereu di Perdaxus, (oggi provincia di Carbonia-Iglesias), molto conosciuta ed amata, da tutti chiamata “zia”, secondo il modo ripettoso di rivolgersi alle persone anziane, in uso in Sardegna.
Arrivata a Biella alla fine degli anni Cinquanta, ha trascorso la vita con la sua famiglia all’ombra del Mucrone. Donna briosa, dinamica e gioviale, sempre molto disponibile ed attiva nelle diverse attività di Su Nuraghe, amava la vita e voleva che i giovani, il nostro futuro – diceva – frequentassero sempre più l’Associazione, la sentissero casa loro e ne fossero parte attiva.
Anche per questo, pensando alle generazioni future, lei, decana del Circolo scomparsa all’età di 93 anni, aveva voluto donare il tavolo da gioco su cui è stata apposta una targa che ricorda il generoso gesto e sul quale il prossimo Sabato 21 Gennaio 2012 si disputerà il 4° Torneo di calcetto a lei intitolato. Continua a leggere…

S’ISRE pro sa Limba, «L’arbitro» a Su Nuraghe Film

8 gennaio 2012

Sabato 14 gennaio, lezioni di cinema a Biella, ore 21 – sale del “Punto Cagliari“, in via Galileo Galilei, 11, nuovo appuntamento con Su Nuraghe Film per “conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore” – ingresso libero

LocandinaSimone Vaccargiu presenterà “L’arbitro“, opera del regista Paolo Zucca. Anche in questo caso, per tenere le lezioni di cinema saliranno in cattedra Sardi di seconda e terza generazione nati, cioè, fuori dall’Isola, per “conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore“.
Quella che verrà presentata è una breve pellicola della durata di soli 15 minuti, realizzata nel 2006, messa a disposizione dall’ISRE, L’Istituto Superiore Regione Etnografico della Regione Autonoma della Sardegna. Continua così la pluriennale collaborazione tra la prestigiosa Istituzione isolana e Su Nuraghe di Biella.
La pellicola venne già stata inserita tra i film, i documentari e i registi protagonisti del ciclo cinematografico «S’ISRE pro sa Limba» in occasione dell’edizione 2011 di “Sa Die de sa Sardigna”, a cura di Serena Demontis, in onda su Videolina.
“L’arbitro” è vincitore, unitamente a “Il mare” di Salvatore Mereu, del David di Donatello. Il cortometraggio ha ricevuto, inoltre, il Premio Speciale della Giuria di Clermont-Ferrand e quello del Nastro d’Argento per la miglior regia.
Il cortometraggio racconta la vicenda di due ladroni i cui destini si incrociano nella bolgia infernale di un derby calcistico di terza categoria. Un piccolo “kolossal” dai risvolti surreali girato per la gran parte a Bonarcado, nel Montiferru. Un’opera tanto complessa dal punto di vista produttivo e tecnico quanto originale nella sua alternanza “folle” di toni e stilemi cinematografici. Continua a leggere…