
Il Prefetto di Biella, dott. Pasquale Manzo presenta con la dott. Mariella Biollino e il dott. Andrea Del Mastro Delle Vedove, Assessori alla Cultura della Provincia e della Città di Biella, i logo per le Celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia
Martedì 20 luglio, nelle sale della Prefettura di Biella, Ufficio Territoriale del Governo, sono stati presentati i logo ufficiali delle manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia che verranno utilizzati dagli oltre trenta Enti aderenti al progetto Biellesi Tessitori di Unità, coordinati dal Comitato provinciale di Biella per la valorizzazione della cultura della Repubblica nel contesto dell’unità europea, che vede la Provincia e il Comune di Biella tra i soggetti capofila.
In vista delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, grazie alla sensibilità istituzionale del Prefetto dott. Pasquale Manzo, sono state raccolto le proposte e coordinati i programmi dei diversi soggetti del Territorio al fine di dare veste unitaria al vasto programma che si sta ancor più arricchendo di nuove proposte.
Le celebrazioni biellesi idealmente si dipanano secondo tre ampie tematiche di riferimento, nel cui ambito rientrano le specifiche singole progettualità degli Enti aderenti, contraddistinte, rispettivamente, con i fili del Tricolore: un filo rosso, uno bianco ed uno verde.
Il filo rosso è il percorso che parte dalle camicie garibaldine fabbricate con stoffa acquistata nelle Valli biellesi e dai tessuti di panno forniti dalle industrie locali all’Armata Sarda, divenuta il 4 maggio 1861 Esercito Italiano, sino ai tessuti altamente tecnologici di oggi utilizzati nell’industria aerospaziale e dalle truppe destinate in aree di conflitto internazionale. Continua a leggere…

Monumento ad Alberto Ferrero della Marmora, custodito nella Basilica di San Sebastiano di Biella
Il filo bianco è il percorso dei Biellesi costruttori di Unità nella politica e nella cultura: si vuole indagare come a partire dai moti del 1821 sino al 1848 e poi dal 1861 sino al 1920, diverse decine di Biellesi hanno dato il loro contributo per la definizione della Nazione e, soprattutto, come la loro partecipazione sia stata ampia pur con provenienze sociali e culturali diverse e variegate.
Biella ha dato al Risorgimento italiano i quattro fratelli generali dell’antica famiglia La Marmora: Carlo Emanuele, fondatore delle Guardie del Re di Sardegna, divenute poi i Corazzieri della Repubblica Italiana; Alfonso, ideatore delle Batterie a cavallo, conosciute con l’affettuoso appellativo dialettale piemontese di «Voloire», cioè volanti; Alessandro, fondatore dei Bersaglieri e Alberto, Granatiere di Sardegna, grande amico e studioso dell’Isola sulla quale è vissuto dal 1821, abitandovi con regolarità, fino agli ultimi anni della sua vita, studiandola con metodo, amandola al pari della terra natale e pubblicando, quasi sempre a sue spese, oltre cinquanta lavori di elevato valore scientifico.
Nella Basilica di San Sebastiano, Tempio civico della Città di Biella, sono custodite le spoglie mortali dei quattro generali, tappa obbligata di continuo pellegrinaggio di devozione civica, luogo della memoria dei Sardi di Biella, da diversi lustri cuore delle celebrazioni della Festa Sarda “Sa Die de sa Sardigna”. Continua a leggere…

Il Vescovo Mana e il Sindaco Gentile con gli Assessori alla Cultura Biollino e Del Mastro della Provincia e della Città di Biella. Festa Sarda 2010, inaugurazione Ambulatorio Infermieristico Sardo e apertura mostra Garibaldi dopo Garibaldi
Il filo verde è il percorso dei Biellesi costruttori di unità dal punto di vista economico, finanziario e sociale: da Pietro Sella sino a Quintino, dalle maestranze locali sino alla grande Rivoluzione industriale del territorio che dal 1870 in poi trasforma il Biellese fornendo quell’immagine che giunge sino ai nostri giorni: storie di imprenditori, di grandi siti produttivi, oggi divenuti ammirati esempi di archeologia industriale dopo le più recenti ristrutturazioni aziendali.
La Terra biellese ha accolto nella seconda metà del secolo appena trascorso decine di migliaia di cittadini provenienti da diverse regioni d’Italia. Il lavoro delle fabbriche ha richiamato nuova “forza lavoro” e intelligenze. I dati dei censimenti del 2009 ci informano che meno della metà dei cittadini adulti residenti nel capoluogo sono nati Biella. Un territorio in continua evoluzione che ulteriormente si arricchisce.
Il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella partecipa al progetto Biellesi Tessitori di Unità con diverse iniziative che hanno preso il “Via!” nell’autunno scorso. Il conto alla rovescia è già iniziato. Dopo la conferenza su Giorgio Asproni a ottobre 2009, tenuta dal Prof. Tito Orrù dell’Università di Cagliari, Presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento, Comitato di Cagliari e l’inaugurazione della Festa Sarda di giugno u.s., i prossimi mesi saranno trappuntati da diverse mostre e conferenze. Continua a leggere…

Il Cardinale Tarcisio Bertone e il Vescovo Gabriele Mana ritratti con i Fucilieri di Su Nuraghe a fianco dello stendardo processionale di Sant'Eusebio e N.S. di Oropa
Venerdì 16 e sabato 17 luglio, la Comunità dei Sardi di Biella ha accolto l’invito del Sindaco di Sordevolo, Riccardo Lunardon e del Presidente del Teatro Popolare di Sordevolo, Carlo Pedrazzo a partecipare alle manifestazioni di saluto ed accoglienza per l’arrivo del Cardinale Tarcisio Bertone, SDB, Segretario di Stato di Sua Santità, in Visita Ufficiale nel Territorio biellese.
Venerdì 16, una nutrita delegazione guidata dal Presidente di Su Nuraghe, ha partecipato all’opera teatrale “La Passione 2010″. La Sacra rappresentazione, che con cadenza quinquennale coinvolge gli abitanti del dinamico Comune alpino (oltre quattrocento gli attori non professionisti partecipanti), si è svolta nell’anfiteatro intitolato a Giovanni Paolo II.
Il pomeriggio del giorno successivo, sulla scena della rappresentazione della “Passione di Cristo”, è stato allestito lo spazio sacro per la celebrazione liturgica presieduta dal Cardinal Bertone, officiata dai massimi Presbiteri della Diocesi, primo fra tutti il Vescovo Mons. Gabriele Mana e il suo predecessore Mons. Massimo Giustetti. Continua a leggere…

Passione di Sordevolo (2005): orso e salamandra, sfilata di attori e comparse per le vie del paese prima della rappresentazione
Nel calendario rituale contadino, gli animali del letargo presidiano i giorni della rinascita della nuova stagione e indicano all’uomo della tradizione il tempo in cui intraprendere le attività della nuova annata agraria scandita dalle diverse fasi siderali.
Ad una luna precoce (coincidente con il 2 febbraio) quindi una Pasqua alta che cade il 22 di marzo, corrisponde l’inizio dell’annata agraria anticipata: i lavori dei campi cominciano per tempo promettendo un raccolto abbondante, poiché i prodotti della terra hanno modo di giungere a completa maturazione.
Quando la luna di febbraio si compie tardivamente, il plenilunio pasquale coincide con il 25 aprile (Pasqua bassa) e i lavori dei campi iniziano in ritardo e possono compromettere il raccolto e la stessa sopravvivenza dell’uomo.
L’orso mitico, posto a presidio del 2 febbraio, è ampiamente attestato nell’Europa della tradizione. Meno analizzata è la figura della salamandra che sembra essere posta a guardia della Pasqua bassa, quella che ricorre il 25 aprile. Oggi è difficile ritrovare ancora attiva o nella memoria la presenza di questi due animali che vigilano le due date estreme del tempo della rinascita. Eccezionalmente appaiono nella sacra rappresentazione della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo a Sordevolo, presenti ancora nelle edizioni del 1924 e del 1934, testimoni del perdurare di cultualità depotenziate ma ancora molto forti tra le genti delle Alpi biellesi. Scopo di questo lavoro è di analizzare questi due animali presenti nella memoria rituale di Sordevolo anche alla luce dell’area storico-geografica che comprende. Continua a leggere…
Occhieppo Superiore – Sabato 17 Luglio, inizio ore 20, cena tipica calabrese – molti i Calabresi residenti nella Frazione “Galfione” – provenienti perlopiù dal Comune di Antonimina – Prenotazione per la cena: 329 804 60 69

Cena tipica sarda a Villa Mossa di Occhieppo Superiore: maialini allo spedo e gruppo di cucinieri
Sabato 17 luglio, alle ore 20, gli Occhieppesi di origine calabra presenteranno i piatti tipici della cucina della loro terra di origine.
Proseguono le cene tipiche regionali per Occhieppo Estate 2010 a “Villa Mossa”; dopo il successo della “cena tipica sarda” appuntamento con la “cucina calabrese”.
La ricchezza di un Territorio è data dagli uomini e dalle donne che lo abitano, dalla loro vita, dai loro saperi. Fin dai primordi, il Biellese è stato cerniera, luogo di incontro di genti diverse. Sappiamo che, in un lontano passato, sulle due rive del torrente Elvo risiedevano, incontrandosi e fronteggiandosi, Victimuli e Salassi, Liguri e Celti, interessati entrambi all’estrazione dell’oro della Bessa. Col tempo si sono succeduti i Romani e, durante il loro dominio, popolazioni tratte in schiavitù, costrette ad estrarre il metallo prezioso per le casse l’Impero. Poi, nel succedersi dei secoli, diverse sono state le infiltrazioni dal Nord, perlopiù di Alemanni, divenute nei secoli successivi, subito dopo l’anno Mille, una vera e propria colonizzazione di popolamento. Dalle regioni del Vallese, arrivarono nuclei consistenti per abitare la montagna; i rapporti con la Diocesi di Sion si intensificarono e normarono grazie agli Challant di Aosta e i Vescovi di Vercelli successori di Sant’Eusebio da Cagliari, primo vescovo di Vercelli, Patrono del Piemonte, inviato nel IV secolo ad evangelizzare le popolazioni alpine. Continua a leggere…
Caratteristica del jazz contemporaneo è il suono unico della tromba di Paolo Fresu – tre “artisti del mondo” a Biella – incontro fecondo di diversità attraverso il linguaggio universale della musica.
Martedì 13 luglio, alle 21.30, nello spazio polivalente di Andorno Micca (Biella), tre grandi della musica contemporanea parteciperanno alla rassegna LIBRA… la musica nell’aria.
Un appuntamento importante con tre maestri della musica del presente.
Saliranno sul palco il trombettista sardo Paolo Fresu, il pianista afro-cubano Omar Sosa ed il percussionista indiano Trilok Gurtu: tre voci musicali provenienti da diversi angoli del mondo – uniche e diverse ad un tempo – che combinano elementi musicali tradizionali e moderni scandagliando le culture altre; incontro fecondo di diversità in una sorta di allegoria attraverso lo scambio artistico che si avvale del linguaggio universale della musica.
La comunità sarda di Biella dà il benvenuto agli artisti Fresu, Gurtu e Sosa.
Paolo Fresu, jazzista di fama internazionale, vive tra Bologna, Parigi e la sua Sardegna.
Dal 1988 è ideatore e organizzatore del festival Time In Jazz, che si svolge ad agosto nel Comune in cui è nato: Berchidda.
Trilok Gurtu, percussionista di livello internazionale, è nato a Bombay da una famiglia di musicisti, ha iniziato a suonare all’età di 6 anni. Il suo stile, profondamente radicato nella tradizione indiana combinata con elementi jazz e rock, ne hanno fatto un maestro affermato della World Music.
Omar Sosa, compositore e pianista afro-cubano, ha vissuto in una comunità di discendenti africani in Ecuador. La sua carriera incarna lo sguardo estroverso di un artista che lavora incessantemente per progettare e creare un’unica voce cosmopolita. Continua a leggere…
Mannigos de memoria a su Circulu sardu de Biella – S’italianu furiara obbligatoriu in iscola – si s’intendenta fueddendi in sardu si ponenta dusu in italianu.

Bestimentas sardas, immagine di Ivana Mancosu, Pro Loco di Siliqua
Fairi prasceri a si torrai agattai in paricisi po fueddai (faeddare, po cuntentare tottu sos limbazzos), in Limba sarda campidanesa e logudoresa amustuarasa po dasa imparare tottu ei duasa.
Eusu piagau sa prommissa de ciccai de tenni allutu su foghiteddu po su sardu, acciungendi fattu fattu arrogusu de linna; si chistionara de su chi si boliri comenti atrèssara, e si poriri sartai de unu argumentu a s’atru, su chi contara esti a fueddai in sardu, e immoi chistionausu.
Zelinu Pusceddu de Biddanoa Forru… “candu fudia pippiu pitiu, teniat unu cincu o sesi annus, nonnu mi ingoliara a su sartu e candu furiara ora de mi torrai a mandai a domu, zerriara a Paulina, su cani, da cumandara: “bai, accumpangianci su pippiu a domu”. Partestusu, Paulina ainantis e deu infattu finzasa a domu; bessiara nonna a mi arrigoli e narara a su cani de torrai anche su meri, e torraiara a furriai”.
Pigara sa paraula Cesare De Sotgiu … s’ammentara ca in sa scola elementari tenianta dusu maistus, unu fera sa traduzioni de su sardu a s’italianu (ai cussus tempus, meras s’italianu no du cumprendestusu), po du fai intrai in conca mellusu e impressi a “memorizzare”, nanta in italianu, fadianta esempiusu: «Sa “o” in italianu este cun s’”h” candu boliri nai: “uggere” (sorreggere), “tènnere” (tenère), “hada” (avere)». Continua a leggere…
Atobiu de maju a Su Nuraghe de Biella, s’urtima borta eus chistionau de is traballus de sa bingia finzas a s’hora de sa binnenna.

Binnenna campidanesa, Associazione L.A.A.N. - Gruppo Folk Sant'Elia, Nuxis
Est arribada s’istadi e incumentzat a coi sa primu axina: sa lulliena e fait prexeri andai, a mengianu chitzi, a su sartu po segai unu scarteddu di axina frisca e saboria. Is fundus de axina de papai funti intreveraus cun is atrus. Is innestadoris, candu innestanta po axina de binu custumanta a innestai, de tret’ in tretu fundus de axina grussa de papai: corronniola, calopu, apraxoxa e lulliena, poita coiant prima e abarrant cuaus in mesu a totu sa bingia, arreparaus po is furonis. Po cussu candu cumentzada a essiri agresti si andada a fai sa dennuntzia de sa prutzioni a su barracellau. S’atuario scrieda su catellu e si pagada segundu sa cantidadi de is fundus. Is barricellus cuncordanta sa barraca de su castiu, casi sempri in logu artu in manera chi podessint biri totu in giru, e chi bienta genti intrendi in bingia andanta subitu a controllai si fessit su meri o no. Si ci fiat stetiu dannu, su Major’ de pardu stabiliat sa cantidadi e si no si fiat aciapau s’arresponsabili fiat su Capitanu chi depiat pagai.
Intantis si fiant is traballus de magasinu po essiri prontus a s’ora de binnennai. S’oberiant is potellus de is cuponis, si intrada aintru po dd’us picai de sa tellecuba chi poi si bendiat a is lambicus. Si sciacuanta beni, cun sa palia de linna e sa musa: acua callenti posta a buddiri cun croxu de arangiu allogau e postu a sicai in totu s’ierru. Su strexu piticu: carradas e carradeddas, si limpianta sempri cun sa musa e un’arrogu de cadena, arrumbulendiddas po unu bellu pagu. Totu su strexu, candu si fiat sciutau si mirat beni e si ci fiat netzessidadi si tzerriada su butaiu chi tipiat de folla de istoia is cumessuras obertas po tropu sciutori de is dogas e poi arrecracada is circus. Si torrada a ponni is potellus a is cuponis ungendiddus beni a oll’ ‘e seu chi non mancat mai in magasinu, infrissiu in d’unu cambu de spina ‘e Christu. Continua a leggere…
Occhieppo Estate 2010, incontro con la cucina sarda, la cucina calabrese e quella piemontese – nuove occasioni per momenti sereni – gusto e sapori diversi attraverso la cucina tipica delle regioni italiane presenti nel Territorio biellese.

Locandina dell'estate Occhieppo 2010
Sabato 3 luglio, nella cornice della settecentesca “Villa Mossa”, prende il via! Occhieppo Superiore Estate 2010.
L’iniziativa, programmata dall’Amministrazione del Comune di Occhieppo Superiore, si inserisce nella vasta offerta del territorio biellese all’insegna della condivisione. Un calendario ricco di eventi, con protagonisti di tutte le età: adulti, giovani e bambini.
Grande e varia è l’offerta gastronomica: primo appuntamento, in ordine di tempo, l’incontro con la cucina tipica sarda.
Sabato 3 luglio, l’apertura con cena sarda; piatto forte: i deliziosi maialinini arrosto, cucinati “a vista” dagli abili cuochi del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella. I migliori “spiedi” di Su Nuraghe daranno prova di sé preparando il menù della festa: mallureddos alla campidanese e i deliziosi maialini cucinati a fuoco indiretto, irrorati da gocce di lardo fuso, serviti con verdure crude.
Seguiranno altri importanti incontri con il cibo regionale:
sabato 17 luglio, cucina calabrese;
sabato 24 luglio, cucina piemontese.
E poi pizza, grigliate e grigliatone…
Un mix che vede lo sposalizio di musica, sport e sapori con l’intento di favorire l’incontro di giovani e meno giovani all’interno della prestigiosa cornice di Villa Mossa, residenza settecentesca aperta alla cittadinanza, un gioiello che spalanca le porte a nuovi raffinati turisti. Continua a leggere…