A manu tenta, solidarietà tra cultura ebraica e cristiana

ballu a manu tentaA Biella, la Caritas ha raccolto 23.654,70 Euro - È stato consegnato a don Ferdinando Gallu il frutto della sottoscrizione Un Euro per Haiti, promossa dal Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe - Affisso in bacheca il resoconto della colletta.

La maggior parte dei sottoscrittori, versando offerte destinate a persone che non conoscono, hanno voluto rimanere anonimi; piccoli segni che, in qualche modo, rimandano al concetto ebraico di benevolenza, beneficenza, piuttosto che alla nozione cristiana di carità e compassione.
Alcuni comportamenti e vocaboli sardi rimandano al Giudaismo; in Sardegna, non a caso, il "venerdì" è detto "chenapura", cena "purile", senza lievito, azzimo come il pane preparato nel giorno di precetto ebraico.

Le pietanze sono l'eredità, il passaggio di bocconi e di cure

Gran favataDopo la Gran favata di sabato 6 febbraio, la festa di Su Nuraghe continua.
Sabato 13 febbraio, alle ore 21, nuovo appuntamento con il Carnevale degli adulti.
Durante la serata verranno premiate le migliori maschere e i gruppi mascherati ai quali verranno consegnati cestini ricolmi di prodotti sardi. Una nuova occasione di serenità all'insegna del cibo con degustazione di dolci tipici della tradizione isolana.
I festeggiamenti si concluderanno domenica 14 febbraio, ore 15, con il Carnevale dei bambini.
Saranno i ragazzi e gli adolescenti del Circolo Su Nuraghe ad organizzare l'intrattenimento dei più piccini; i giovani e i giovanissimi saranno i protagonisti dei giochi di animazione per far divertire i bambini, per scoprire il piacere nella gioia dell'altro.
Immancabile, anche in questa occasione, la distribuzione di cattas e zippulas, dolci caratteristici del Carnevale di Sardegna.
È sempre bello ritrovarsi; lo ancor di più a tavola quando i cibi che mangiamo sono quelli che abbiamo conosciuto da piccoli, che ci hanno fatto crescere e diventare grandi.

Solidarietà degli emigrati sardi agli operai dell'ALCOA

Gli emigrati saOperai Alcoardi organizzati nell'Italia continentale nei circoli della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI) hanno seguito con crescente preoccupazione l'evolversi della situazione degli operai dello stabilimento dell'ALCOA (fabbrica di alluminio) di Portovesme fin da quando alcuni dipendenti nel novembre scorso sono saliti in cima a un silos (a circa sessanta metri di altezza dal suolo) dello stabilimento nell'area industriale per protestare, a nome di tutte le maestranze, contro la prospettiva di chiusura della fabbrica.
Abbiamo apprezzato le parole di solidarietà espresse dal Papa (domenica scorsa, all'Angelus) ai lavoratori dell'Alcoa, che ormai da tre mesi lottano per impedire la fermata della fabbrica, ribadita anche nell'ultimo vertice del 7 gennaio dalla proprietà americana. La chiusura dello stabilimento dell'ALCOA rappresenterebbe un colpo micidiale al già debole tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente: non a caso al sit-in a Roma hanno partecipato rappresentanti di tutte le fabbriche in crisi del polo industriale di Portovesme: oltre ad Alcoa, Eurallumina, Portovesmesrl, Rockwool e Otefal, ex Ila.

Sardegna, finanziamenti per utilizzo fonti rinnovabili

Bando pubblico contributi per impianti solari termici - persone fisiche e soggetti giuridici privati diversi dalle imprese

Impianti solariCon Delibera N. 55/30 del 16.12.2009, l'Assessorato dell'Industria, Servizio Energia della Regione Autonoma della Sardegna - nel contenere i fenomeni di inquinamento ambientale sul territorio regionale e favorire lo sviluppo e la diffusione di energie derivanti da fonti rinnovabili - ha autorizzato l'utilizzo di risorse economiche derivanti dalla "Carbon Tax".
È stato emanato, quindi, un Bando pubblico contributi per impianti solari termici che permetterà l'erogazione di un contributo massimo del 30% delle spese sostenute per l'installazione di impianti solari termici atti alla produzione di acqua calda sanitaria, per il riscaldamento degli ambienti e sistemi integrati nelle strutture edilizie.
Possono beneficiare di questo contributo le persone fisiche ed i soggetti giuridici privati diversi dalle imprese che presenteranno regolare richiesta nei tempi e modi definiti da detto bando.
Per eventuali informazioni tecniche su tali sistemi ed avere maggiori informazioni su tempi e modalità di presentazione delle domande alla Regione Sardegna, si può contattare il Circolo Su Nuraghe.

Come il mirto nella valle effonde nell'aria la sua fragranza

Locandina HaitiSolidarietà - anche solo un piccolo gesto - Un Euro per Haiti - far fruttare le qualità personali donando - spendere il tempo a propria disposizione per chi ha bisogno - condivisione delle iniziative in favore della popolazione di Haiti

La Comunità dei Sardi di Biella, profondamente colpita dall'immane tragedia del Popolo di Haiti, aderisce all'appello del Vescovo di Biella Mons. Gabriele Mana, promuovendo tra gli Associati una sottoscrizione.
Il frutto della colletta verrà consegnato con sollecitudine in Curia tramite il nostro Cappellano Don Ferdinando Gallu, affinché l'aiuto giunga in fretta a destinazione. (le offerte possono essere consegnate direttamente al Circolo a Francesco, Alma o Anna).
In bacheca verrà affisso il resoconto del risultato della colletta.

Battista Saiu

Solidarietà

HaitiPreliminare è una trattazione etimologica del termine. Esiste un apposito lemma nel dizionario di G.Devoto e G.C.Oli (Id., Il dizionario della lingua italiana, Ed.Le Monnier, Firenze, 1990), che così si esprime a riguardo: «...atteggiamento, spontaneo o concordato, rispondente ad una sostanziale convergenza od identità di interessi, idee o sentimenti ... In senso più elevato la coscienza viva ed operante di appartenere ad una comunità, condividendone le necessità, in quanto si esprime in iniziative individuali o collettive, di sostegno morale o materiale...». Il vocabolo deriva dalla dizione solidario, dal francese solidaire, originato a sua volta dalla parola latina solĭdus, ossia ciò che è solido, integro, pieno e compiuto, per lo più con frequente e stretto riferimento ai vincoli di natura giuridica legati alla cosiddetta solidarietà nelle obbligazioni (Cfr., L.Castiglioni e S.Mariotti, IL – Vocabolario della lingua latina, Ed. Loescher – Nuova edizione con appendice antiquaria, Roma-Milano, 1990). Di consueto, nell'uso comune più diffuso, il termine "solidarietà" indica un atteggiamento benevolente e comprensivo, gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.

Papassinos de Tertenia, Ogliastra e frinire delle cicale

Sabato 30 gennaio, Nella Lastrucci Scatta ha presentato sos papassinos de Tertenia - dolce appuntamento con i Sapori di Sardegna per conoscere l'isola attraverso il gusto - ricetta e degustazione - immagini della serata sono visibili nella sezione Fotografias

gruppo di amici con al centro Nella Lastrucci ScattaDa tre anni faccio parte del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella al quale mi sono avvicinata timidamente grazie alle svariate richieste della mia amica Alma.
Ho conosciuto la Sardegna all'inizio degli anni Ottanta e a poco a poco mi sono lasciata prendere dalla sua bellezza.
Il primo luogo che ho visitato è stato Barisardo e l'Ogliastra con Tertenia.
Negli anni a seguire, con le mie ragazze, allora bambine, ce la siamo visitata tutta.
Ho apprezzato la mutevolezza del suo territorio, dalle aspre montagne della Barbagia alle dolci colline che lentamente degradano verso il mare; quel mare così limpido!
La cosa che ancora oggi è rimasta impressa nella mia mente attraversando la provincia nuorese, sono state le nannai, le "nonne", donne vestite di nero, austere nella loro semplicità.
Dell'Ogliastra ricordo gli svariati e genuini modi nel fare da mangiare, l'aria che profuma di mirto e d'abete nano mediterraneo che, d'estate, svela il frinire delle cicale.

Gran favata, chi siamo e chi eravamo attraverso il gusto

LocandinaSabato 6 febbraio, alle ore 20, nei locali di via Galilei, il Carnevale dei Sardi di Biella inizia con la Gran favata, piatto tipico della tradizione contadina preparato con carne di maiale, fave e finocchi selvatici o con altre rare verdure di stagione.
Si tratta di una variante mediterranea delle note fagiolate ben radicate nel Biellese e presenti in altre località delle province vicine. Pochi sanno che per diffusione territoriale e per quantità di derrate consumate, il Piemonte orientale vanta un primato di tutto rispetto.
In Piemonte, i fagioli - nella ricercatissima varietà di Saluggia - hanno sostituito le fave, legume universalmente legato al culto dei morti.
In questo periodo dell'anno, le piazze di molte località alpine si animano di fumi e profumi, con fuochi che riscaldano persone e fanno ribollire delicate prelibatezze entro grandi paioli di rame.
Favata sarda o succedanea fagiolata piemontese sarebbero varianti del permanere di antiche ritualità legate al morire stagionale: banchetto funebre, pubblico refrigerium, in attesa del rifiorire della bella stagione.
La Favata proposta dai bravi cuochi di Su Nuraghe permetterà di avvicinarci "alle origini" attraverso antichi sapori: ulteriore contributo alla scoperta e valorizzazione di chi siamo e di chi eravamo attraverso il gusto.
Inoltre, durante la serata e nei diversi appuntamenti che in questo periodo si susseguiranno, sarà possibile gustare le caratteristiche cattas e zippulas, i dolci del Carnevale dei Sardi.

Mamuthones sulle Alpi di Ardesio per chiamare l'erba

MamuthonesDalla Sardegna sono arrivati ad Ardesio, in provincia di Bergamo, sos Mamuthones e sos Issohadores di Mamoiada (Nu) per dar man forte alle Genti alpine per cacciar via gennaio durante la scasada del Zenerù.
Domani sfileranno con passo solenne, cadenzato e ritmato dal suono delle campane poste sopra sa garriga. I Sardi dovranno impegnarsi un po' per ri-svegliare l'erba ancora ghiacciata, invitandola a germogliare ancora, uscire dalla terra e crescere di nuovo.
Zenerù è un rito di morte e di rinascita attestato - con altri nomi - in diverse parti dell'Europa folclorica; ad Ardesio si effettua il 31 gennaio, l'ultimo dei tre Giorni della Merla; periodo notoriamente predittivo che, con la Candelora, annuncia il definitivo allontanarsi dell'inverno.
All'imbrunire, tutti gli abitanti di Ardesio si muniscono di sonagli, campanacci o semplici pentole e barattoli, per produrre un infernale fracasso; por fine su una gran pira al freddo mese di gennaio oramai "vecchio" e finito; lasciare spazio al successivo nuovo mese della luna. Infatti, nel mondo della tradizione, la luna nuova di febbraio determina l'annata agraria e il successivo inizio dei lavori dei campi. Essa stabilisce il tempo del Carnevale e quello della Pasqua.

Unu fogaroni nasciri de sa pampixedda de unu alluminu

Atobiu in su Circulu Su Nuraghe de Biella Mannigos de Memoria - Su bintisesi de Gennarxu de su duamilla e dexi - fueddus in sardu campidanese-sulcitanu maurreddinu - s'importanzia chi podeus tenni nosu disterraus cun is Circulus chi funti is laboratorius po fai sa Limba sarda sempri prus bella
Resoconto dell'incontro (martedì 26 gennaio 2010) Mannigos de Memoria - Granai della Memoria - Veglie postmoderne - conversazioni in Limba coordinate da Piero Pinna per raccontare, ricordare e tramandare attraverso l'oralità - narrazioni nelle varianti locali della Lingua antica dei Sardi.

Franziscu MuraPigara su fueddu Pieru Pinna nendi ai sozius arreunius: labai ca custu atobiu pori parri mera pretenziosu, imbecis deu seu cunvintu ca unu grandu fogaroni puru, nasciri de sa pampixedda de unu alluminu e poi, acciungendi arrogheddus de linna, bessiri mannu.
Nosu puru arregordendi arrogus de sa vira nostra a partiri de candu fustus piticus e contendi is istorias nostras, in sardu, portaus de certu unu cuntributu po una mezoria de sa limba nostra.
Deu penzu ca sa cosa non depiri essi lassara a is proffessoronis universitarius poita ca su populu, in fatus de vira bera, tenniri de prus de contai; arregordus, bellus o leggius chi siant, funti is nostrus e si donant s'ocasioni po fueddai in limba, po donai a sa limba sarda e a is istorias sa manera de no essi screscias mai.
Su chi funti cumprendendi pagu in Sardigna est s'importanzia chi podeus tenni nosu disterraus cun is circulus chi funti is laboratorius po fai sa limba sempri prus bella, cumprendia e chistionara de totus i sardus. In cali citari o bidda de Sardigna suzzediri cussu chi nosu fareus dogna dì: unu grupu de prassonis chi s'agatant a pari, logudoresus, campidanesus, tatharesus, ogliastrinus, maurreddinus o cabesusesus e dogniunu chistionara su sardu de su logu su e totus ascurtant e imparant a si cumprendi totus a pari.