Poesia di Nicola Loi per Su Nuraghe: “pregadoria/preghiera”

Sorradile, Domus de Janas Su Prunittu

In tempi di calamità, quando gli orizzonti persistono sempre più scuri con la luce che tarda ad arrivare, la preghiera può essere di aiuto. “Gli antichi – sostiene Søren Kierkegaard (1813 – 1855), considerato uno dei padri di quel movimento filosofico letterario che prenderà il nome di esistenzialismo – dicevano che pregare è respirare”. Pregare – secondo pensatori a lui successivi – è un po’ come prendere fiato presso Dio.
In questo filone di pensiero è possibile inserire la poesia di Nicola Loi di Ortueri (Nuoro), appositamente composta per il Circolo Culturale Sardo di Biella; nella traduzione di Grazia Saiu, verrà inserita tra i testi del Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”. Appuntamenti mensili che quotidianamente si arricchiscono di nuovi testi scritti nel sardo contemporaneo a scandire – potremmo dire con Esiodo – “Le opere e i giorni”. Come il poeta greco, vissuto tra la seconda metà dell’VIII secolo a.C. e l’inizio del VII secolo a.C., apre la sua opera elevando preghiere a Zeus e alle Muse, così Nicola Loi, nel suo ricco poetare, innalza il pensiero all’Altissimo attraverso i santi intercessori.Continua a leggere →

Il dolore della guerra nella pietra di Robilante (Cn) inviata a Biella

Massimo Edoardo Burzi, sindaco di Robilante con la pietra inviata a Biella

Da Robilante, in provincia di Cuneo, è arrivata la pietra inviata a Biella per ricordare i Caduti della Prima Guerra Mondiale. Adesione che ben si inserisce tra le molteplici iniziative, come quella organizzata nel mese di novembre presso la biblioteca comunale “Matteo Silvestro” dall’Associazione di volontariato culturale e naturalistico Limodoro, in collaborazione con Davide Giordanengo, dedicata alla scoperta di una interessante e poco conosciuta pagina di storia locale nel tragico contesto della Grande Guerra, attraverso la presentazione del libro “Prigionieri di guerra in provincia di Cuneo 1915-1919” dell’autore Roberto Martelli.Continua a leggere →

Febbraio a Nuraghe Chervu – insetti impollinatori – visite guidate gratuite all’Oasi delle Api di Biella

un momento della inaugurazione della Oasi delle Api

Continuazione ed estensione dell’Anno internazionale delle Api, le pagine di Su Calendariu 2022 del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella ci accompagnano con scansione mensile, dedicate ed estese ad altri animali impollinatori.
Strumento educativo rivolto alle nuove generazioni, offrono la possibilità di visite guidate gratuite a tutte le scuole che ne faranno richiesta (telefono Idillio: 334 345 2685).

Sensibilità naturalistica in difesa del creato che guarda alle nuove generazioni attraverso la realizzazione del laboratorio didattico “Oasi delle Api – Casiddos di Nuraghe Chervu”: iniziativa condivisa dalla locale Comunità sarda, progettata in collaborazione con l’Associazione Biellese Apicoltori, con il Club Soroptimist di Biella e con l’Associazione Pacefuturo di Pettinengo.Continua a leggere →

Dal Cilento al Mucrone: San Rufo dona a Biella una lastra per Nuraghe Chervu

il sindaco di San Rufo con la pietra inviata a Biella

Dal paese di San Rufo, 1.675 abitanti in Cilento (Campania, provincia di Salerno) è arrivata nei mesi scorsi una bella pietra calcarea recante inciso il nome del Comune e il numero dei suoi morti, 34, durante la Prima guerra mondiale. Andrà presto ad aggiungersi al vasto lastricato commemorativo di Nuraghe Chervu alle porte di Biella, dedicato alla Brigata “Sassari” e ai Caduti della Grande Guerra di ogni singolo comune italiano.Continua a leggere →

Su Nuraghe in poesia, preghiera a Sant’Antonio di Nicola Loi

Gadoni, falò Is fraccheras

Porta il numero 653, la poesia “A Sant’Antoni pregadoria / Preghiera a Sant’Antonio”, scritta da Nicola Loi di Ortueri (Nuoro). Numero che indica la composizione che quotidianamente giunge al Circolo di Biella per essere rilanciate nei diversi social attivati all’interno della comunità di Su Nuraghe. Alcune, come in questo caso, vengono condivise, affinché consolazione e conforto possano raggiungere case e cuori sempre più soli, segnati da paura, malattia e restrizioni. Invocazione rivolta al “Santo del fuoco”, perché scendano dal cielo “anghelos a bolu,/ angeli in volo” e “Chi potant liberare dae su male, / Custa incadenada umanidade. / Chie in domo, chie in s’ispidale, / Chen’ ‘e salude e ne libertade. Letteralmente: “che possano liberare dal male, / Questa umanità prigioniera. / Chi a casa, chi in ospedale, / Senza salute e libertà”.Continua a leggere →