
In tempi di calamità, quando gli orizzonti persistono sempre più scuri con la luce che tarda ad arrivare, la preghiera può essere di aiuto. “Gli antichi – sostiene Søren Kierkegaard (1813 – 1855), considerato uno dei padri di quel movimento filosofico letterario che prenderà il nome di esistenzialismo – dicevano che pregare è respirare”. Pregare – secondo pensatori a lui successivi – è un po’ come prendere fiato presso Dio.
In questo filone di pensiero è possibile inserire la poesia di Nicola Loi di Ortueri (Nuoro), appositamente composta per il Circolo Culturale Sardo di Biella; nella traduzione di Grazia Saiu, verrà inserita tra i testi del Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”. Appuntamenti mensili che quotidianamente si arricchiscono di nuovi testi scritti nel sardo contemporaneo a scandire – potremmo dire con Esiodo – “Le opere e i giorni”. Come il poeta greco, vissuto tra la seconda metà dell’VIII secolo a.C. e l’inizio del VII secolo a.C., apre la sua opera elevando preghiere a Zeus e alle Muse, così Nicola Loi, nel suo ricco poetare, innalza il pensiero all’Altissimo attraverso i santi intercessori.Continua a leggere →




