
Domenica primo agosto alle 16,30, frazione Gurgo di Pettinengo, di fronte al Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli, in via Fiume 12, nell’ambito della manifestazione Estate a Pettinengo, Riccardo Pozzo racconta il libro di Giuseppe Anice “Ero di Nessuno”, una storia biellese tra Otto e Novecento.
Si tratta dell’autobiografia del bisnonno del relatore, finalista al Premio Pieve Santo Stefano nel 2014.
Le memorie del Pépé, così era chiamato Giuseppe Anice dai famigliari perché era stato più di vent’anni in Francia, sono un sunto formidabile della storia del Novecento, vista dal basso.
«Solo raccontare dà senso alla vita, sottrae peso alla colpa» ha scritto Pietro Clemente, forse il maggiore esperto italiano di antropologia delle storie di vita e principale promotore della pubblicazione del libro, di cui firma anche l’introduzione.Continua a leggere →


È difficile che un abitante del Biellese non abbia mai notato il Nuraghe che si può osservare percorrendo il ponte della tangenziale che entra a Biella, ma forse non tutti sanno perché ci sia una costruzione sarda all’ingresso della città: il fatto è che dagli anni ’70 il nostro territorio ospita una comunità sarda sempre più numerosa (ad oggi si contano oltre 6000 residenti, di cui 2400 solo a Biella) e vivace, soprattutto grazie alle varie attività di aggregazione proposte dal 1979 dal Circolo Culturale Sardo di Biella “Su Nuraghe”, che non a caso cura il Museo delle Migrazioni di Pettinengo, dove l’identità sarda si racconta attraverso l’arte del ’900, storie di famiglia e oggetti di vario tipo. Tra questi, ad attirare l’attenzione nell’ultima sala del museo è il prototipo del “Calice della Sardegna”, la coppa d’oro sardo realizzata nel 2008 in occasione della visita di Papa Benedetto XVI nella basilica di Bonaria a Cagliari, oggi custodita nel Museo diocesano della città.
Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” nel centenario della nascita di Barba Tòni Bodrìe