Febbraio – Casa Sardegna a Biella, i nuraghi verso l’UNESCO

mosaico di nuraghi

Da Biella, che nel corso del 2019 ha ottenuto il riconoscimento di “Città Creativa UNESCO”, l’appoggio al Comitato “La Sardegna verso l’UNESCO” affinché l’Isola con il suo patrimonio paesaggistico, archeologico, storico, artistico e culturale diventi patrimonio dell’umanità.
Scelte tra oltre 15.000 fotografie, 377 tessere a rappresentare tutti i comuni dell’Isola, compongono i dodici mosaici che illustrano Su Calendariu 2021 edito dal Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella in collaborazione con la Fondazione di Partecipazione Nurnet – La rete dei Nuraghi.

Attorno al tema del riconoscimento dei monumenti della Civiltà nuragica nel Patrimonio dell’Unesco e del loro valore intrinseco, si è sviluppato in maniera naturale un interesse crescente, una sorta di movimento di base di innumerevoli cittadini, gruppi, associazioni, pagine social, editoria cartacea e pagine culturali sui quotidiani locali e nazionali, che dimostrano l’esistenza di un sentire forte attorno all’importanza del patrimonio archeologico, sempre vario e sempre sorprendente, dal mare alle piane e dai colli alle montagne, partendo proprio dai monumenti nuragici.Continua a leggere →

Na paròla piemontèisa al mèis, febbraio / fevré, “D” come “Dun-a”

Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi”

incipit D, in Missale Magnum Festivum Domini Georgii ChallandiLa prima e la seconda parola che proponiamo quest’oggi sono tratte da una bellissima poesia di Elisa Revelli (autrice di ben sei volumi di versi). La prima è l’avverbio dun-a (“tosto, presto, rapidamente”), parola molto antica, ma usata tuttora correntemente, che ricorre spesso in autori del Settecento e dell’Ottocento, come Ignazio Isler e Angelo Brofferio. Buria (“tempesta”) è parola pure antica, ma essa pure di uso frequente in epoca contemporanea. Ecco il verso che le contiene entrambe: dun-a as pasia la buria [Revelli] = tosto s’acquieta la tempesta.
La terza parola, bàila [pl. bàile = nutrice, baila], è stata tratta dai versi altamente – ma molto finemente – patriottici di Tavo Burat. Ecco il verso da cui è stata stralciata: montagne dure, bàile’d mia rassa [Clivio] = montagne dure, nutrici della mia razza.Continua a leggere →

Febbraio, una parola sarda al mese: “N” come “Nadía”

incipit N, in Giampaolo Mele, Die ac NocteRadici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella

NADÍA log. ‘stirpe, schiatta’. Nei Condaghes natίa(s) designa i ‘figli dei servi’. Nel Gerréi s’όmini de anadis o de náis è il ‘servo capo’ alle cui dipendenze stanno gli altri servi; l’espressione è un residuo delle antiche usanze e continua natias, se non è addirittura de a natis per indicare il servo che è nato in casa e che dal momento della nascita vive con la famiglia, di cui gode la fiducia (Wagner).
Il prototipo non è il verbo náskere (come vorrebbe Wagner). Base etimologica è l’akk. nadûm ‘emit, lay down, deposit; emettere, depositare (beni, uova, figli)’. Ovviamente da questa base accadica emerge anche la radice del p.p. lat. nat-.

Salvatore Dedola,
glottologo-semitista

Nell’immagine: l’incipit “N”, in Giampaolo Mele (a cura di), Die ac Nocte. I Codici Liturgici di Oristano dal Giudicato di Arborea all’età spagnola (secoli XI-XVII), Cagliari: AMD Edizioni, 2009

Massimo Zaccheddu in “Boghes e sonos”, 60 anni di musica in Sardegna

Massimo Zaccheddu con i volumi Boghes e sonos

Tra Natale e i primi giorni del nuovo anno, il quotidiano La Nuova Sardegna ha offerto in edicola ai suoi lettori “Boghes e sonos”, tre volumi che raccontano la musica degli ultimi 60 anni in Sardegna dalla A alla Z.
Autore dell’imponente opera, Giacomo Serreli, giornalista e critico musicale che ha catalogato le maggiori realtà operanti nell’Isola in ambito musicale. Lavoro articolato in 1.780 pagine, arricchito da 300 immagini a corredo delle 1.750 schede dedicate a ciascun musicista o gruppo, con notizie sugli autori, loro produzione e con descrizione di dischi e singoli brani. Il tutto preceduto da una ricca introduzione che in 200 pagine dà conto dei diversi periodi storici della musica isolana.Continua a leggere →