Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi”
Tra i termini poetici più frequenti nelle liriche de la bela scòla dij Brandé (1927) troviamo la parola “obada”. Il verso è tratto da una poesia di Tavo Burat, biellese, indubbiamente il più grande cultore del lessico ancestrale, studioso di testi piemontesi antichi e strenuo difensore del piemontese come lingua di poesia e di vita.
Ecco il verso: … (i) savoma bin lòn ch’as peul fé (an) largand al vent le nòste obade … [Tavo] = … sappiamo bene cosa si può ottenere liberando al vento le nostre ballate svegliarine …
La parola è « obada », alla lettera « alba », ma qui « canzone » o « serenata » che si cantava sotto la finestra della bella allo spuntar del sole, quando la stella di Lucifero svaniva. Tra le “obade” si annoverano le più belle liriche della poesia occitana e della poesia piemontese.Continua a leggere →

La Città di Alessandria, per voce del suo Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, aderisce al progetto per il completamento del monumento commemorativo dei Caduti della Prima guerra mondiale in corso di realizzazione presso l’area del Nuraghe Chervu di corso Lago Maggiore, alle porte di Biella.
