Pietre della memoria a Nuraghe Chervu. Il contributo di Gazoldo degli Ippoliti

Gazoldo degli Ippoliti, Gianluca Fabbri, Nicola Leoni e Roberto Zoccoli

Gazoldo degli Ippoliti, 3000 anime in provincia di Mantova, offre la sua pietra di riuso alla Città di Biella per contribuire alla realizzazione del vasto monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale in “corso d’opera” presso Nuraghe Chervu. La lastra porta inciso il nome del Comune e il numero dei suoi Caduti durante la Grande Guerra, ovvero 51.
Il contributo di vite dato da Gazoldo durante la guerra del ’15-’18 è stato calcolato sommando i combattenti, i dispersi in combattimento, i morti in prigionia e i morti per malattia e ferite. Subito dopo la guerra moltissimi orfani e vedove, rimasti senza risorse, richiesero sussidi e pensioni. Per ricordare i suoi Caduti e per dare un aiuto concreto ai più bisognosi, il Comune fece costruire un asilo per l’infanzia a essi dedicato, con il contributo dell’intera popolazione. Nel 1925 Vittorio Emanuele III venne a inaugurare il monumento eretto sulla piazza del paese e a visitare “l’Istituto Orfani di guerra 1915 – 1918”, presso il Municipio. «Tale visita – si legge nel sito web del comune lombardo – restò memorabile nella storia di Gazoldo».Continua a leggere →

Una poesia di Nicola Loi per il laboratorio linguistico tra Biella e La Plata

Biella, Banda militare della Brigata Sassari a Nuraghe Chervu

Prossimo appuntamento intercontinentale: martedì 25 agosto 2020, alle 21:00 ora italiana, ore 16:00 dall’altra parte dell’oceano. All’incontro on-line sarà presente Alessandra Zedda, assessore al Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna.

Fortza paris/Avanti insieme”, è il titolo della poesia di Nicola Loi di Ortueri (Nuoro), composta per il Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”. L’attività didattica di difesa e promozione della lingua materna del Circolo Culturale Sardo di Biella viene condivisa con il Circolo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina) nell’ambito del gemellaggio tra le due associazioni. L’opera, appositamente scritta, è inserita tra i testi del prossimo appuntamento on-line, in calendario martedì 25 agosto 2020.Continua a leggere →

Agosto, una parola sarda al mese: E come “EBAGGOTTA”

Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

incipit E in Giampaolo Mele, Die ac NocteEBAGGOTTA sass. ‘colla da falegname’; gall. èa cotta. Base etimologica nel sum. Ea ‘acqua primordiale’ (sass. éba) + kud ‘pesce’. Sin dall’origine significò, e ancora significa, ‘acqua di pesce’. Infatti la colla fu sempre fatta dalle lische di pesce adeguatamente disciolte con la bollitura. Per l’occasione, discutiamo più ampiamente del concetto dell’acqua.
EA. In gallurese significa ‘acqua’. In sassarese ‘acqua’ si dice eba (eva) pronunciata con leggera fricativa labiale, come la –v– in Habana. Ma nel resto del nord-Sardegna si dice abba < lat. aqua. Wagner non si cura della particolare pronuncia gallurese-sassarese ritenendo erroneamente che tutte le parole dei due dialetti siano italianismi. Egli forse non era attrezzato per capire che nel territorio sassarese le stratificazioni linguistiche, dall’accadico al fenicio al latino all’iberico, non sono mai scomparse, e che le forti iniezioni di gente còrsa non bastarono mai a cancellare molte forme pregresse.Continua a leggere →

Na paròla piemontèisa al meis, agost: “P” come Pardesséja

Omaggio dei Sardi dell’Altrove/omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi

incipit P in issale Magnum Festivum Domini Georgii ChallandiIllustrato da preziosi capilettera tratti dal Missale Magnum Festivum Domini Georgii Challandi, codice miniato del XV secolo, conservato ad Aosta, continua il nuovo percorso del Laboratorio linguistico di storia e cultura sarda e piemontese per imparare a leggere e scrivere nella lingua della terra di accoglienza – Ën laboratòri lenghìstich ampivotà an sla stòria e an sla cultura sardagneula e piemontèisa pr’ëmprende a lese e a scrive ant la lenga parlà ant la tèra d’acheuj – Le parole piemontesi sono un omaggio dei Sardi dell’Altrove – Ëd paròle piemontèise omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi – Sono quelle adoperate in contesto poetico nella tradizione letteraria dij Brandé, a cura di Sergio Maria GilardinoA son ëd paròle a la bon-a deuvrà ant un contest poétich conform a la tradission ëd “La bela scòla dij Brandé”, sërnùe e cudije da Sergi Girardin (Sergio Maria Gilardino) – La lettera “P” illustra la parola “Pardesséja” – La litra “P” cmè ch’i la trovoma al dësbut ëd la paròla “Pardesséja”.Continua a leggere →

Casa Sardegna progetto regionale che unisce Biella e La Plata

laboratorio linguistico

Prossimo appuntamento del Laboratorio Linguistico: martedì 25 agosto 2020, alle 21:00 ora italiana, ore 16:00 dall’altra parte dell’oceano.

Martedì 28 luglio 2020, il Circolo Sardo di La Plata “Antonio Segni” e il Circolo Culturale Sardo di Biella “Su Nuraghe” hanno avuto il loro incontro mensile del Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”.
Un incontro a distanza grazie alla piattaforma Zoom, con lettura di poesie, storie e racconti di migrazioni sarde e italiane, che, attraverso mari e oceano, mette in contatto lingua e cultura sarda, italiana, piemontese e argentina.
Le poesie di Roberto Canu, Tore Spanu e Nicola Loi, precedentemente pubblicate sul sito web di “Su Nuraghe” e su altri mezzi di informazione tradizionali e on-line, sono state curate in italiano da Roberto Perinu e Battista Saiu, su indicazione degli autori, tradotte in Piemontese letterario nella trasposizione dij Brandé, a cura di Sergi Girardin, di Caraglio (Cuneo) e rese in Castigliano da Matteo Rebuffa, di Candelo (Biella).Continua a leggere →