Pietra rossa di Siliqua la stele inviata a Biella per Nuraghe Chervu

il Sindaco Francesca Atzori e lo scultore Antonio Cabula di Siliqua con la stele inviata a Biella

A Siliqua (Cagliari), Comune di circa quattromila abitanti, la piazza principale è dedicata ai Caduti in guerra. Al centro, sormontato da una verde statua bronzea di soldato, si trova il monumento ai Caduti, realizzato in pietra rossa locale, cromatismo richiamato nella pavimentazione e che rimanda al colore delle pietre della facciata della vicina chiesa di San Sebastiano. A richiamare l’italico Tricolore, lastre di marmo bianco, con inciso l’elenco dei 53 Caduti durante il Primo conflitto mondiale, corredate dalla scritta: “Dulce et decorum est pro Patria mori”, “Dolce e bello è morire per la Patria”.Continua a leggere →

Ragazzi protagonisti alla Festa degli Alberi a Nuraghe Chervu

festa degli alberi a Nuraghe Chervu

Nel breve filmato – in poco più di tre minuti – l’antropologo visuale Luca Ghiardo racconta in sintesi la Festa degli Alberi proposta per la VI volta dal Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella, in collaborazione con la Città e le scuole di Biella.
Svoltasi presso l’area monumentale di Nuraghe Chervu, alla suggestiva manifestazione hanno partecipato ragazzi accompagnati da genitori e insegnanti. Diretto dal preside Dino Gentile, l’Istituto Comprensivo “San Francesco d’Assisi” è “scuola che unisce la tradizione al futuro”, proponendo in classe temi di grande attualità come l’impellente rispetto della natura sempre più disatteso.Continua a leggere →

Oristano inaugura la mostra “Gli emigrati italiani nella grande guerra”

oristano, Gli emigrati italiani nella grande guerra

Inaugurata a Biella nel maggio 2015, l’esposizione verrà presentata ad Oristano giovedì 13 dicembre, alle ore 11:00, nell’Aula Magna del Liceo Scientifico “Mariano IV d’Arborea”, in via Messina, 19 – visitabile fino al 9 gennaio 2019 – prenotazione per scolaresche – Ingresso libero

Giovedì 13 Dicembre, alle ore 11:30, presso il Liceo Scientifico Mariano IV di Oristano, verrà inaugurata la mostra storica itinerante GLI EMIGRATI ITALIANI NELLA GRANDE GUERRA La Legione Garibaldina nelle Argonne 1914-15. La mostra ripercorre le vicende della Legione, la quale, costituita da 2000 volontari in camicia rossa, al comando di sei nipoti dell’Eroe dei Due Mondi, combatté in Francia contro gli Austriaci tra il 1914 e il 1915, prima che l’Italia entrasse in guerra. Nelle sue file anche numerosi Sardi, tra i quali Ernesto Butta, giovane redattore de La Nuova Sardegna, caduto in battaglia.Continua a leggere →

Da Priola (Cuneo), pronta la pietra per il “Nuraghe Chervu” di Biella

pietra proveniente da Priola per Nuraghe Chervu

Anche Priola, in provincia di Cuneo, comune di 700 abitanti che si estende ai due lati del fiume Tanaro ha raccolto l’invito pervenuto dal Prefetto di Biella di ricordare i Caduti della Prima Guerra Mondiale a completamento dell’area monumentale denominata “Nuraghe Chervu” di via Lago Maggiore, emblema della fratellanza tra Sardegna e Piemonte e realizzata con pietre provenienti dai Comuni appartenenti alle due regioni.
L’iniziativa è stata accreditata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e inserita nel programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della Grande Guerra. “In molti hanno già aderito. Li inviteremo tutti all’inaugurazione”. Ha affermato, Valeria Varnero, assessore biellese all’Edilizia Pubblica e ai Parchi e Giardini. Accogliendo l’invito, il primo cittadino del Comune valtanarino, ha già manifestato la disponibilità ad essere presente a Biella per l’inaugurazione in calendario per domenica 17 marzo 2019.

Alessandro Nidi

Spaghettì, Pizza, Terroni, Sardagnoli, Venetass, i migranti di ieri

Volontari di Su Nuraghe, distribuzione di dolcettiL’altra sera a Biella, le sale di Su Nuraghe, si sono animate per l’appuntamento con “pizza al Circolo”, specialità culinaria conosciuta in tutto il mondo. Come altri piatti ricchi della cucina povera mediterranea, da sempre pizza e spaghetti hanno identificato gli Italiani nel mondo. L’appellativo ”pizza” e “spaghetti” venivano impiegati in modo dispregiativo indicando i nostri conterranei fuori dai confini: al di là delle Alpi ed oltre oceano. In Italia eravamo chiamati: “Terroni”, “Sardagnoli”, “Venetass”. Non ci venivano affittate le case e al lavatoio pubblico non si poteva stare a monte delle vasche a sciacquare i panni per non sporcare l’acqua dei nativi. Erano gli anni della grande migrazione che ci ha visto partire in cerca di pane e lavoro. Tra mille difficoltà e discriminazioni siamo stati fortunati, rispetto a nuove sofferenze del presente dove – sovente proprio da chi ha più patito – arrivano segni di intolleranze, nel tentativo di cancellare e rimuovere la riflessa immagine del mostro migrare di allora.Continua a leggere →