
Lunedì 18 settembre riapre Biella, in via Salita di Riva, 12, l’Ambulatorio Infermieristico Sardo intitolato alla memoria della “Dott.ssa Emilia Cavallini”. Inaugurato nel 2010, offre a tutti un servizio pubblico e gratuito.
Generoso dono della comunità dei Sardi di Biella, è aperto nei giorni di lunedì e giovedì, ore 09:00 – 11:00.
Diretto dal dott. Vincenzo Nardozza, svolgono attività di volontariato infermiere professionali e generiche, unitamente ai dottori Francesca Muzio (Dermatologo), Antonio Battaglia (Cardiologo), Elisabetta Scaruffi (Psicologo), Vincenzo Nardozza, neurologo, per visite specialistiche gratuite attraverso prenotazione telefonica.
E’ aperto nei giorni di lunedì e giovedì, dalle 9.00 alle 11.00.
Si effettuano piccole medicazioni, iniezioni, monitoraggio dei parametri vitali (pressione arteriosa, glicemia, controllo del colesterolo, iniezioni intramuscolari).Continua a leggere →


IDÁNU. Il toponimo Su Idánu ed il coronimo Camp-idánu hanno la stessa formazione. Questo lemma trova assonanze precise nella lingua arcaica della Sardegna. Si potrebbe scomodare il babilonese idānu ‘periodo di tempo di determinata ampiezza’ ed il suo omonimo latino (anzi etrusco, secondo Varrone) Īdūs (nelle iscrizioni Edus e Eidus) ‘le Idi’ ossia la metà del mese, il giorno 15 nei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre, negli altri il giorno 13. Ma queste due parole straniere non ci soddisfano.
Mi piacerebbe vedere la reazione di Giorgio Napolitano se venisse a sapere che è stato il trentottesimo – Sergio Mattarella il trentanovesimo Capo dello Stato oggi chiamato Repubblica Italiana, ieri Regno d’Italia, avantieri Regno di Sardegna, nato a Cagliari-Bonaria il 19 giugno 1324 e pregnato per 537 anni dal sangue e dal sudore dei Sardi. Mi piacerebbe vedere la reazione di Umberto Bossi (oggi di Matteo Salvini), se venisse a sapere che il Po, “linfa vitale che percorre la Padania”, al tempo del Risorgimento era un fiume della Sardegna. Lo dicono i libri scolastici degli Stati preunitari. Mi piacerebbe vedere la reazione degli abitanti di Reggio Emilia se venissero a sapere che il loro Tricolore non è la bandiera italiana. La bandiera tricolore italiana è la seconda bandiera dello Stato sardo, dopo quella dei “Quattro Mori”, disegnata e realizzata dall’intendente Bigotti il pomeriggio del 26 marzo 1848 per ordine del Consiglio dei Ministri sardo. Il documento è agli atti del Ministero di Guerra e Marina dell’allora Regno di Sardegna. Mi piacerebbe vedere la reazione di Roberto Maroni e dell’attuale Minniti, Ministro dell’Interno, se venisse a sapere che i Prefetti, funzionari importantissimi dello Stato, non sono stati istituiti a Milano nel 1802, secondo le solenni celebrazioni del presunto bicentenario, ma a Cagliari il 4 maggio 1807.