Riapre a Biella l’Ambulatorio Infermieristico Sardo in via Salita di Riva

Medici e infermiere dell'Ambulatorio Infermieristico Sardo

Lunedì 18 settembre riapre Biella, in via Salita di Riva, 12, l’Ambulatorio Infermieristico Sardo intitolato alla memoria della “Dott.ssa Emilia Cavallini”. Inaugurato nel 2010, offre a tutti un servizio pubblico e gratuito.
Generoso dono della comunità dei Sardi di Biella, è aperto nei giorni di lunedì e giovedì, ore 09:00 – 11:00.
Diretto dal dott. Vincenzo Nardozza, svolgono attività di volontariato infermiere professionali e generiche, unitamente ai dottori Francesca Muzio (Dermatologo), Antonio Battaglia (Cardiologo), Elisabetta Scaruffi (Psicologo), Vincenzo Nardozza, neurologo, per visite specialistiche gratuite attraverso prenotazione telefonica.
E’ aperto nei giorni di lunedì e giovedì, dalle 9.00 alle 11.00.
Si effettuano piccole medicazioni, iniezioni, monitoraggio dei parametri vitali (pressione arteriosa, glicemia, controllo del colesterolo, iniezioni intramuscolari).Continua a leggere →

Morta ad Oropa suor Maria Antonietta Allorio

suor Maria Antonietta e le Donne del filet di Su Nuraghe

Ieri pomeriggio, ad Oropa, si sono svolti i funerali di Sorella Maria Antonietta, al secolo Antonietta Allorio di Villata (Vercelli), di 84 anni. Vocazione precoce, a soli 16 anni ha chiesto di essere accolta tra le Figlie di Maria per consacrare la sua esistenza alla Vergine bruna. Dopo una vita dedicata alla Fede, alla preghiera ed al servizio alla Madonna di Oropa, ieri pomeriggio è stata accompagnata da quanti l’hanno conosciuta durante la sua lunga vita. “Quasi settant’anni dedicati ad accogliere pellegrini” – ha ricordato il vescovo mons. Gabriele Mana durante l’omelia – a lavare, stirare e tener d’acconto le oltre 12.000 lenzuola che compongono il corredo di Oropa, rammendando, riassettando e preparando i paramenti per le celebrazioni liturgiche.
Disponibile con tutti, più volte, suor Maria Antonietta aveva incontrato tra le mura del chiostro le “Donne del filet”, trascorrendo con loro momenti sereni tra trine, merletti e antichi telai impiegati per realizzare tessuti a meandro simili a quelli adoperati ancor oggi a Su Nuraghe per tramandare arte e cultura, saperi materiali e immateriali trasmessi attraverso il gesto e la parola.Continua a leggere →

Settembre, una parola sarda al mese: “i come IDÁNU”, vitato

Radici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche) – Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

incipit I, in Giampaolo Mele, Die ac NocteIDÁNU. Il toponimo Su Idánu ed il coronimo Camp-idánu hanno la stessa formazione. Questo lemma trova assonanze precise nella lingua arcaica della Sardegna. Si potrebbe scomodare il babilonese idānu ‘periodo di tempo di de­ter­minata ampiezza’ ed il suo omonimo latino (anzi etrusco, secondo Varrone) Īdūs (nelle iscrizioni Edus e Eidus) ‘le Idi’ ossia la metà del mese, il giorno 15 nei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre, negli altri il giorno 13. Ma queste due parole straniere non ci soddisfano.
Preferiamo attenerci a traduzioni più nostrane. Idu < sardo ide (vide) ‘vite’ < lat. vītis ‘tralcio di vite’. Su Idánu significa pertanto ‘il campo vitato, il vigneto, il sito dei vigneti’. Non a caso è un toponimo del Cagliaritano, dove la tradizione della vite è antichissima.
Quanto a Campidánu, il toponimo comunemente denota l’amplissima pianura che s’allunga per 130 chilometri da S.Vero Milis a Cagliari, e la gente, persino gli studiosi, lo trovano attagliato perché secondo loro campu + suffisso territoriale -ánu non può che indicare una pianura. Anche la Campania, ragionando così, dovrebbe essere tutta una pianura: e non lo è affatto. Ci si dimentica della parte centrale del nostro toponimo, -idu-, ed anche del fatto che Campidánu non è toponimo antico ma una rideterminazione recente che prende piede dopo la fine del feudalesimo. In ciò Campidánu ha buona compagnia nel più recente coronimo Iglesiente, nato in Sardegna un secolo fa.Continua a leggere →

Pranzo sardo in chiesa, gallo incantato e omaggio al pittore Ilio Burruni

San Grato d'Aosta e Sant'Eusebio da Cagliari dipinti da Ilio Burruni

Festa di Comunità a Gurgo, la frazione di Pettinengo che da sei anni ripropone l’antica festa cantonale, grazie alla comunità dei Sardi di Biella e alla collaborazione di abitanti ed associazioni di Pettinengo, salvando e mettendo in sicurezza il prezioso gioiello architettonico del barocco piemontese. L’opera restauratrice continua con nuovi lavori e decori, grazie a don Ferdinando Gallu, parroco di Pettinengo e cappellano di Su Nuraghe, con dispensa a tenere catechesi in Lingua sarda.
Su richiesta del presidente Battista Saiu, Ilio Burruni, socio decano di Su Nuraghe ha realizzato i dipinti dei due santi titolari dell’antico oratorio seicentesco, ultime opere realizzate dal Maestro di fama internazionale, la cui arte ha attraversato tutto il Novecento. Scomparso il 20 febbraio 2016 nella sua dimora biellese di Bioglio, all’età di 99 anni, nel 100° anniversario della sua nascita, il suo dono verrà posizionato a fianco della seicentesca icona della Madonna di Oropa, prima raffigurazione pittorica del simulacro mariano tanto caro a Sardi e a Biellesi. Una tradizione ben radicata nel Biellese fa risalire il culto a Maria “Deipara”, Madre di Dio, all’evangelizzazione del sardo Sant’Eusebio, inviato da papa Giulio Primo a cristianizzare queste terre, nell’anno 345.Continua a leggere →

In troppi dimenticano: fino al 17 marzo 1861 tutta l’Italia era Sardegna

LocandinaMi piacerebbe vedere la reazione di Giorgio Napolitano se venisse a sapere che è stato il trentottesimo – Sergio Mattarella il trentanovesimo Capo dello Stato oggi chiamato Repubblica Italiana, ieri Regno d’Italia, avantieri Regno di Sardegna, nato a Cagliari-Bonaria il 19 giugno 1324 e pregnato per 537 anni dal sangue e dal sudore dei Sardi. Mi piacerebbe vedere la reazione di Umberto Bossi (oggi di Matteo Salvini), se venisse a sapere che il Po, “linfa vitale che percorre la Padania”, al tempo del Risorgimento era un fiume della Sardegna. Lo dicono i libri scolastici degli Stati preunitari. Mi piacerebbe vedere la reazione degli abitanti di Reggio Emilia se venissero a sapere che il loro Tricolore non è la bandiera italiana. La bandiera tricolore italiana è la seconda bandiera dello Stato sardo, dopo quella dei “Quattro Mori”, disegnata e realizzata dall’intendente Bigotti il pomeriggio del 26 marzo 1848 per ordine del Consiglio dei Ministri sardo. Il documento è agli atti del Ministero di Guerra e Marina dell’allora Regno di Sardegna. Mi piacerebbe vedere la reazione di Roberto Maroni e dell’attuale Minniti, Ministro dell’Interno, se venisse a sapere che i Prefetti, funzionari importantissimi dello Stato, non sono stati istituiti a Milano nel 1802, secondo le solenni celebrazioni del presunto bicentenario, ma a Cagliari il 4 maggio 1807.Continua a leggere →