Su Nuraghe e il dono generatore di legami di reciprocità circolare

volontari di Su Nuraghe

L’appuntamento a tavola con l’annunciata “pizza al Circolo” svoltosi ieri sera, si è concluso con la distribuzione di dolci donati a tutti i presenti, preparati dalla generosità di Antonietta a coronamento di una giornata di lavoro che ha coinvolto volontari impegnati in diversi settori per il buon esito di quella che è stata una nuova festa in famiglia. Molte le persone a tavola per lo scambio di saluti prima della pausa estiva e l’atteso ritorno in Sardegna. Oltre a soci che anche solo occasionalmente “lavorano per il Circolo”, personale dell’Ambulatorio Infermieristico Sardo “Emilia Cavallini”, “Donne del filet”, operatori del Museo delle Migrazioni recentemente inaugurato a Pettinengo, amministratori. In alcuni casi, famiglie intere riunite, con nonni, figli e nipoti, tra l’ordinato via vai degli addetti alle cucine e al servizio in sala.
In quest’angolo di Sardegna alle falde del Mucrone, succede sovente di trascorrere serate serene in amicizia, caratterizzate molto spesso da doni sempre offerti con il cuore. Proprio il dono è uno degli elementi distintivi di moltissime attività di Su Nuraghe. Declinato in diversi contesti della quotidianità associativa, il dono è generatore di quei legami di reciprocità circolare contrassegnata da quel “dare, ricevere, ricambiare” che fa nascere nuovi sentimenti di amicizia, inducendo senso di gratitudine attraverso quel “sentirsi in debito” che fa bene, che mantiene e rafforza la relazione.

Giovanni Usai

Casa di emigrati biellesi in Francia donata alla Regione Sardegna

Sabato 8 luglio, alle ore 21, a Pettinengo, in canton Gurgo, nell’oratorio di s. Grato e s. Eusebio, conversazione con Aldo Brigaglia – Arriverà da Cagliari per illustrare la “Madre dell’Ucciso”, opera marmorea di Francesco Ciusa esposta a Pettinengo nelle sale del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli – Ingresso libero.

Alessio Rossato mostra la targa da lui realizzataSabato 8 luglio, in concomitanza con l’arrivo da Cagliari di Aldo Brigaglia, a Pettinengo, in via Fiume, 12, verrà apposta una targa “istituzionale” a fianco della porta d’ingresso del bene extraterritoriale donato alla Regione Autonoma della Sardegna in memoria di Gastone Mazzia (1940-2013). Nato a Saint-Étienne-de-Cuines, nel Dipartimento della Savoia, alle spalle del Monte Bianco, Gastone è uno dei tanti biellesi nati lontano dai luoghi di origine. È figlio di Maria Locca e di Luigi, decoratore che all’inizio degli anni Trenta del Novecento aveva attraversato le Alpi. Nel 1943, durante l’occupazione nazista, la famiglia fugge dalla Francia per riparare a Pettinengo nella casa dei padri. Finita la guerra, nel 1945 la famiglia si trasferisce a Bordighera e, poi, definitivamente a Sanremo dove Gastone può studiare da geometra. Conseguito il diploma e fatto il tirocinio, il giovane apre lo studio nella centralissima via Garibaldi. Uomo probo e giusto, stimato e apprezzato da tutti. Con la prematura scomparsa, la moglie Grazia Maria Lanza decide di donare la nuda proprietà alla Regione Sardegna e l’usufrutto della casa di Pettinengo alla Comunità dei Sardi di Biella affinché le pareti di quell’abitazione di emigrati biellesi possano accogliere e conservare memoria anche di altre migrazioni.Continua a leggere →

Riapre a settembre l’Ambulatorio Infermieristico Sardo di Biella

infermiere dell'Ambulatorio Infermieristico Sardo con al centro la dott.ssa Francesca Muzio

Come rondini al nido, con l’arrivo dell’estate, molti Sardi che vivono nel Biellese ritornano ai luoghi di origine e tutte le principali attività di Su Nuraghe vengono sospese per poi riprendere nel mese di settembre.
A luglio, l’Ambulatorio Infermieristico Sardo “Dott.ssa Emilia Cavallini”, che da sette anni opera a Biella in via salita di Riva, 12, sospende le attività. Riprenderanno lunedì 18 settembre.
Diretto dal dott. Vincenzo Nardozza, infermiere professionali e generiche svolgono attività di volontariato, unitamente ai dottori Francesca Muzio (Dermatologo), Antonio Battaglia (Cardiologo), Elisabetta Scaruffi (Psicologo) per visite gratuite.
Sospese le numerose attività, nei mesi estivi funzionerà l’ordinario, comprese le urgenze e la possibilità di prenotazioni di visite specialistiche che verranno fissate a partire da settembre. Nel mentre continua – in convenzione con la Fondazione Edo ed Elvo Tempia – la presenza gratuita di personale infermieristico di Su Nuraghe all’interno del progetto “Andromeda”, personalizzazione dello screening mammografico, erogato a Biella dal mese di maggio 2016 presso le strutture di via Malta. Attività condotta in collaborazione con il Cpo (Centro di Prevenzione Oncologica) di Torino, capofila dello studio, l’Asl di Biella e l’ASL di Vercelli con l’obiettivo di individuare e definire il livello di rischio individuale delle donne che si sottopongono allo screening, allo scopo di progettare percorsi di prevenzione diversi e adatti al profilo di ogni singola donna di età compresa tra 46 e 68 anni.Continua a leggere →

Donne sole che partono: sarde, venete e biellesi

 baule con la biancheria e le masserizie essenziali che accompagnava le mondine in arrivo nelle risaie biellesi

Tra i primi appuntamenti dell’estate in Valle Elvo, incontro a Graglia lunedì 3 luglio, alle ore 21, in via Canale, 3: conversazione con Battista Saiu per parlare di “quando Biellesi, Sardi e Veneti emigravano”. Ai piedi delle Alpi, la storia dell’emigrazione si intreccia con le tante storie di donne e di uomini; “andare e venire”, varcando mari e monti in cerca di una terra promessa, allora come ancora oggi da altre parti del mondo.
Durante la serata verranno presentati allestimenti del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli recentemente inaugurato a Pettinengo, con al centro figure femminili (mondine, caterinette, sartine ed operaie), portando la loro testimonianza attraverso la ricerca di Rosa Corbelletto Usai e le storie raccolte da Maurizia Palestro tra le immigrate venete nel Biellese e oggetti simbolo: il baule con la biancheria e le masserizie essenziali che accompagnava le mondine in arrivo nelle risaie biellesi e vercellesi; costrette a dormire per terra, nel loro viaggio portavano il cuscino su cui posare il capo. Curioso, il tagliere da polenta che la signora “Dina”, Pasqua Dina Menegon, ha realizzato con rimando alla polenta, pane per antonomasia per Veneti e popolazioni alpine, trasformandolo con l’aggiunta di falce, martello e crocefisso in vero e proprio oggetto-totemico che ne racchiude radici e storia personale, inscrivendole nel contesto più ampio della storia di un’intera generazione. “Entrambi mi hanno aiutato, ma tutti e due mi hanno fatto soffrire” affermava Dina, spiegando l’inconsueto accostamento dei due simboli, lei partigiana e credente che da sola ha allevato il figlio frutto del suo amore.Continua a leggere →

Quando Biellesi, Sardi e Veneti emigravano, conferenza a Graglia

Hortus Otii, conferenza di Battista Saiu

Lunedì 3 luglio 2017, Graglia, ore 21, in via Canale, 3 – XVII edizione di “Vita d’Artista” nella “Ca’ di Celeste e di Rosa” – conversazione con Battista Saiu, “Quando Biellesi, Sardi e Veneti emigravano” – proiezione di immagini – rinfresco – ingresso libero

Con l’arrivo dell’estate, i paesi delle montagna biellese si rianimano grazie agli emigrati che ritornano nei luoghi di origine aprendo le loro vecchie abitazioni intatte di arredi e di ricordi.
A Graglia, da anni, particolari serate a tema si svolgono nella suggestiva cornice di una tipica casa a corte, conosciuta come “Ca’ di Celeste e di Rosa”, caratteristica dell’architettura biellese, messa a disposizione da Giuseppe Alfredo Campra, psicoterapeuta originario della Valle Elvo, residente a Torino, presidente dell’Università della Terza Età.
Anche quest’anno, sotto l’insegna di “Hortus Otii”, nell’abitazione di via del Canale, 3, si tiene la XVII edizione di “Vita d’Artista”, alla quale sono invitati sindaci e parroci, in servizio ed emeriti, musicisti, agronomi, biologi, architetti, ingegneri, avvocati, prestigiatori, antropologi e studiosi del folclore locale, alla scoperta di saperi dotti e tradizionali: originali serate in famiglia, come antiche veglie nei cortili di casa, che si concludono con generosi rinfreschi.Continua a leggere →