
L’appuntamento a tavola con l’annunciata “pizza al Circolo” svoltosi ieri sera, si è concluso con la distribuzione di dolci donati a tutti i presenti, preparati dalla generosità di Antonietta a coronamento di una giornata di lavoro che ha coinvolto volontari impegnati in diversi settori per il buon esito di quella che è stata una nuova festa in famiglia. Molte le persone a tavola per lo scambio di saluti prima della pausa estiva e l’atteso ritorno in Sardegna. Oltre a soci che anche solo occasionalmente “lavorano per il Circolo”, personale dell’Ambulatorio Infermieristico Sardo “Emilia Cavallini”, “Donne del filet”, operatori del Museo delle Migrazioni recentemente inaugurato a Pettinengo, amministratori. In alcuni casi, famiglie intere riunite, con nonni, figli e nipoti, tra l’ordinato via vai degli addetti alle cucine e al servizio in sala.
In quest’angolo di Sardegna alle falde del Mucrone, succede sovente di trascorrere serate serene in amicizia, caratterizzate molto spesso da doni sempre offerti con il cuore. Proprio il dono è uno degli elementi distintivi di moltissime attività di Su Nuraghe. Declinato in diversi contesti della quotidianità associativa, il dono è generatore di quei legami di reciprocità circolare contrassegnata da quel “dare, ricevere, ricambiare” che fa nascere nuovi sentimenti di amicizia, inducendo senso di gratitudine attraverso quel “sentirsi in debito” che fa bene, che mantiene e rafforza la relazione.
Giovanni Usai

Sabato 8 luglio, in concomitanza con l’arrivo da Cagliari di Aldo Brigaglia, a Pettinengo, in via Fiume, 12, verrà apposta una targa “istituzionale” a fianco della porta d’ingresso del bene extraterritoriale donato alla Regione Autonoma della Sardegna in memoria di Gastone Mazzia (1940-2013). Nato a Saint-Étienne-de-Cuines, nel Dipartimento della Savoia, alle spalle del Monte Bianco, Gastone è uno dei tanti biellesi nati lontano dai luoghi di origine. È figlio di Maria Locca e di Luigi, decoratore che all’inizio degli anni Trenta del Novecento aveva attraversato le Alpi. Nel 1943, durante l’occupazione nazista, la famiglia fugge dalla Francia per riparare a Pettinengo nella casa dei padri. Finita la guerra, nel 1945 la famiglia si trasferisce a Bordighera e, poi, definitivamente a Sanremo dove Gastone può studiare da geometra. Conseguito il diploma e fatto il tirocinio, il giovane apre lo studio nella centralissima via Garibaldi. Uomo probo e giusto, stimato e apprezzato da tutti. Con la prematura scomparsa, la moglie Grazia Maria Lanza decide di donare la nuda proprietà alla Regione Sardegna e l’usufrutto della casa di Pettinengo alla Comunità dei Sardi di Biella affinché le pareti di quell’abitazione di emigrati biellesi possano accogliere e conservare memoria anche di altre migrazioni.

