Pizza a Su Nuraghe, serata in amicizia pensando all’Isola madre

Volontari di Su Nuraghe

Sabato 1° luglio, dalle ore 19.30, pizza al Circolo per salutarci prima della chiusura estiva di Su Nuraghe. Appuntamento atteso che si rinnova per trascorrere una serata serena in amicizia. In una società dove il “non” mangiare supera il bisogno del mangiare, sedersi a tavola continua ad essere importante momento di condivisione. L’occasione viene data da soci che prestano il generoso servizio volontario, con l’abile guida di Pasqualino Senes, pizzaiolo professionista, gestore per anni a Ponderano del “Pulcinella”, l’attuale pizzeria “Mangiafuoco”.
Nelle cucine di Su Nuraghe, il grande forno a cupola costruito alla sarda tanti anni fa da zio Agostino Angotzi, verrà di nuovo acceso per la gioia di tutti.
Tante le cose da raccontare a tavola con al centro le mete da raggiungere durante le imminenti vacanze, prima fra tutte la Sardegna e i prezzi sempre più impossibili che le compagnie armatrici impongono tutto l’anno con insopportabili impennate nei mesi estivi, costringendo a dissanguanti salassi chi deve recarsi da parenti ed affetti lasciati al di là del mare.Continua a leggere →

Lane biellesi e orbace sardo

Biella, Circolo Su Nuraghe

Mese di Giugno. Su Calendariu 2017 è il messaggio, tangibile e visivo, attraverso il quale la Comunità dei Sardi di Biella vuole fornire il proprio contributo alla memoria quale elemento fondamentale per la consapevolezza nell’affrontare il presente e costruire il domani.

La lana ha rappresentato storicamente per l’Isola una fonte di ricchezza, frutto di allevamento tenace e pressoché millenario. Parallelamente il Biellese, pur presentando similari attività di pascolo da secoli, è diventato dal ‘700 patria della lavorazione laniera, artigianale prima ed industriale poi. In Sardegna, tra i prodotti tradizionalmente più noti della produzione tessile locale, l’orbace ha avuto un ruolo principe, in quanto ampiamente utilizzato fino in epoca recente per l’abbigliamento ed il corredo rude ma funzionale dei pastori: la lavorazione dell’orbace e delle altre tipiche stoffe isolane è avvenuto soprattutto grazie all’impegno di donne, riunite anche in piccole imprese familiari, produttrici di abiti maschili e femminili, coperte da letto coloratissime, tappeti da tavola, pizzi e tele. Tra le Alpi Biellesi l’orbace è rientrato nella produzione delle imprese locali, come testimonia la camicia rossa di Garibaldi conservata presso il Museo del Risorgimento di Torino, risultata lavorata alla Fabbrica della Ruota di Pray. In epoca fascista, l’orbace fu ampiamente utilizzato per la confezione delle divise, le “camicie nere”: tale produzione rivestiva un ruolo così strategico che il regime cercò di organizzarla in maniera ottimale, istituendo controlli di qualità particolari e razionalizzando le fasi della lavorazione. Ma in Sardegna la produzione tessile legata all’allevamento ovino ha continuato comunque a rivestire un ruolo determinante, oltre che per l’economia dell’Isola, per il mantenimento delle tradizioni.Continua a leggere →

Arte sarda nel Biellese, Francesco Ciusa e il suo tempo

Sabato 8 luglio, alle ore 21, a Pettinengo, in canton Gurgo, nell’oratorio di s. Grato e s. Eusebio, conversazione con Aldo Brigaglia – Arriverà da Sassari per illustrare la “Madre dell’Ucciso”, opera marmorea di Francesco Ciusa esposta a Pettinengo nelle sale del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli – Ingresso libero.

La Madre dell'Ucciso di Francesco CiusaAveva 24 anni, Francesco Ciusa, quando nel 1907 la giuria internazionale della Biennale di Venezia decretò il trionfo della “Madre dell’Ucciso”. Povero ma talentuoso, aveva ottenuto ragazzino dal Comune di Nuoro un sussidio per frequentare a Firenze l’Accademia di Belle Arti e ne era tornato con una solida preparazione tecnica. L’ispirazione artistica, quella gli veniva dalla precoce esperienza di vita barbaricina. Ne è prova proprio la Madre, i cui dettagli anatomici e le cui forme classicheggianti trasferiscono nella dimensione del mito e del simbolo la tragica realtà della società sarda.
Declinato l’invito a trasferirsi negli Stati Uniti, l’artista preferì tornare alla sua terra. Nuoro era a quel tempo l’Atene della Sardegna. Insieme al poeta Sebastiano Satta, alla scrittrice Grazia Deledda, al pittore Antonio Ballero, al musicista Priamo Gallisai e a tanti altri giovani nuoresi di talento, Francesco Ciusa contribuì a costruire quel rinnovato spirito di identità e di orgoglio “nazionale” che, nel sogno di scuotere la Sardegna dall’atavica costrizione sociale, sarebbe di lì a poco esploso nel rivendicazionismo e nel “sardismo”.
La sua opera si trasferirà col passare degli anni dalla grande statuaria alla ceramica, dal monumentale alla raffinatezza déco, sempre con una intensità espressiva che a ragione lo consacrano come il più grande artista sardo del Novecento.Continua a leggere →

Sa Die de sa Sardigna, estate cuore di Biella

Festa sarda a Biella, cerimonia a Nuraghe Chervu

Immagini della festa

Sabato 17 e domenica 18 giugno si è svolta a Biella la XXIII edizione della Festa sarda “Sa Die de sa Sardigna”: giornata dell’orgoglio sardo, istituita con Legge Regionale n.44 del 14 settembre 1993. Rimanda ai moti antifeudali del 28 aprile 1794, quando il viceré Vincenzo Balbiano e i 514 funzionari sabaudi presenti a Cagliari furono imbarcati a forza e costretti ad abbandonare l’Isola.
Già l’anno prima, nel gennaio del 1793, vista l’inerzia del Viceré, i Miliziani di Iglesias impedivano alla flotta francese comandata da Truguet e che bombardava Cagliari di attraccare a Quartu. Nel mentre, anche al largo di La Maddalena venivano ricacciate indietro 22 navi e seicento uomini al comando del giovane Napoleone, allora Luogotenente Colonnello. La vittoria nel capo Nord dell’Isola riceverà la prima medaglia d’oro al valor militare della Marina sarda, che sarebbe divenuta poi “italiana”. Onorificenza conferita il 21 maggio 1793 dal Re di Sardegna Vittorio Amedeo III al Maddalenino Domenico Leoni, noto “Millelire”. Ma, nel premiare i sudditi che avevano respinto l’invasore, i Sardi che avevano approntato le difese e combattuto con valore venivano ancora una volta trascurati, sempre e ancora esclusi dalle cariche pubbliche civili e militari. Stanchi dei continui reiterati soprusi, riunirono i tre bracci degli Stamenti, l’antico parlamento sardo, per chiedere di essere ricevuti a Torino dal Re e presentare in forma di “cinque domande” le richieste della gente sarda. La corte sabauda, che non gradiva i rappresentanti del parlamento sardo, costrinse l’alta delegazione stamentaria alla porta per tre lunghi mesi prima di riceverla e di congedarla con promesse generiche parziali del Re.Continua a leggere →

Giornata Nazionale Piccoli Musei, contributo dei Sardi del Biellese

Pettinengo, Museo delle Migrazioni, sistemazione dell'insegna

Inserito nella Rete Museale Biellese, il Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo, con sede in via Fiume, 12, è aperto tutte le domeniche dalle ore 14 alle ore 19 – Ingresso libero.

Domenica 18 giugno 2017 si celebra la Giornata Nazionale dei Piccoli Musei.
Una realtà ricchissima e preziosa di creatività e memoria comunitari, che in Italia conta oltre 10 mila siti capaci di attirare migliaia di visitatori. Una proposta molteplice che sa «vedere la (…) dimensione come un valore, (…) un vantaggio in termini di flessibilità e di legame con la comunità locale».
Variegata l’offerta di argomenti, temi ed oggetti offerti all’esposizione pubblica, per lo più ad ingresso gratuito. Una costante di linguaggi, talora con modalità innovative, lungo tutta la penisola del Bel Paese. I piccoli musei fioriscono in diversi Comuni, spesso di medie e ridotte dimensioni, nell’unione di intenti e di passioni: da una parte la storia, capace di porre domande sul presente che trovano una chiave di lettura attraverso la conoscenza del passato; dall’altra “l’attitudine a fare rete”, ad unire risorse (spesso ridotte) e volontà individuali affinché «anche il minimo si ritrovi a essere grande».
Numerosi i “collezionisti” privati che mettono a disposizione i propri beni ed archivi familiari, condividendo i propri riservati “fondi di magazzino”, pronti a resuscitare dall’oblio e a regalare alla conoscenza ed all’interesse collettivo veri tesori, mossi da gratuità e spirito di accoglienza. Ciò perché, come riferisce, Giancarlo Dall’Ara, presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, nelle relative cellule museali «le persone sono più importanti delle opere».

Gianni Cilloco