Fiaccola Special Olympics nel nome della Polizia Penitenziaria

 Biella, Agenti motociclisti con l'atleta Valeria Roffino, insieme a Veronica Nuvoli, Simone e Giada Leonardi

Motociclisti della Polizia Penitenziaria in rappresentanza con l’atleta Valeria Roffino del Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre della Polizia Penitenziaria, insieme a Veronica Nuvoli, originaria di Sassari, Simone e Giada (moglie e figli) di Pasquale Leonardi recentemente scomparso – insieme a motociclisti della Polizia Stradale, della Polizia Municipale e della Protezione Civile – hanno avuto il compito di scortare all’interno dello Stadio Pozzo-Lamarmora di Biella la fiaccola della XXXIII edizione dei Giochi nazionali estivi Special Olympics. Una tradizione costituita da staffette internazionali effettuate da agenti di polizia per la raccolta di donazioni in favore di Special Olympics del proprio paese. La “Law Enforcement Torch Run®” è azione di beneficenza e importante mezzo per promuovere la consapevolezza nella società dell’accoglienza delle diversità.
La Polizia Penitenziaria e l’Atletica Fiamme Azzurre sono in lutto per Pasquale Leonardi, stroncato da un malore a 40 anni. Malore improvviso che ha portato via il Vice-Ispettore di Polizia Penitenziaria presso il Reparto di Biella, lasciando tutti nel dolore. Continua a leggere →

Biella, 5 delegazioni sarde ai Giochi nazionali estivi Special Olympics

Biella, delegazioni della Sardegna sfilano allo stadio Pozzo-Lamarmora

Dal 3 al 9 luglio, lo stadio Pozzo-La Marmora di Biella ospita la XXXIII edizione dei Giochi nazionali estivi Special Olympics. Evento internazionale con la partecipazione di 80 atleti di 7 paesi stranieri, provenienti da Germania, Austria, Finlandia, Cipro, Canada, Portogallo e Repubblica di San Marino. 1500 atleti con disabilità che si confronteranno in otto specialità: nuoto, bocce, volley, flag rugby, bowling, equitazione, nuoto acque aperte, vela sperimentale, che si svolgeranno nei principali impianti sportivi della città.
Per pubblico, tecnici, delegati, accompagnatori, volontari, familiari, amici e sostenitori del Movimento sono disponibili 2540 posti sulle tribune dello stadio e oltre 2 mila sedie posizionate sotto il palco.
Salutata dal rullo di tamburi, la torcia olimpica prima di entrare nello Stadio Pozzo – Lamarmora adibito a Villaggio Olimpico ha fatto sosta presso il piazzale del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, aspettando i vari atleti professionisti ma, principalmente, l’atleta del Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre della Polizia Penitenziaria Valeria Roffino, insieme a Veronika, Simone e Giada (moglie e figli) del Vice Ispettore Pasquale Leonardi della caserma “Alessandro Salaris” di Biella, deceduto di recente per un brutto male. La Fiaccola in questo Torch Run è intitolata in memoria e onore a Pasquale.Continua a leggere →

Piemonte, Veneto e Sardegna: storie e migrazioni di donne sole

graglia, vita d'artista, partecipanti alla conferenza

Lunedì scorso, un pubblico attento ha partecipato al terzo appuntamento svoltosi a Graglia all’interno della nuova edizione di “Vita d’Artista”, ospitata da diciassette anni nella storica “Ca’ di Celeste e di Rosa”, casa caratteristica dell’architettura biellese, messa a disposizione da Giuseppe Alfredo Campra, psicoterapeuta originario della Valle Elvo, residente a Torino, presidente dell’Università della Terza Età.
Durante la conversazione tenuta da Battista Saiu sono state proiettate immagini degli allestimenti del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli recentemente inaugurato a Pettinengo. Al centro figure femminili, rappresentate da manichini di tre donne in abiti tradizionali piemontesi, veneti e sardi: “siunere”, falciatrici alpine della Valle Cervo, con ampli grembiali per trasportare il fieno e calze a coprire le caviglie contro il morso delle vipere; mondine con capello di paglia a tesa larga e particolari calze a protezione dal sole e dalle sanguisughe; sposa di Oliena (Nuoro), abito nuziale della nonna, donato da Battista Medde.Continua a leggere →

Dalla Sardegna a Pettinengo per vedere la “Madre dell’ucciso”

la Madre dell'ucciso di Francesco Ciusa

Sabato 8 luglio, alle ore 21:00, a Pettinengo, oratorio di s. Grato e s. Eusebio, conversazione con Aldo Brigaglia. Ingresso libero.

A Pettinengo è esposta scultura in marmo di Francesco Ciusa di cui si erano perse le tracce. Custodita per 75 anni nella villa Malpenga, l’opera marmorea è esposta nel Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli, in via Fiume, 12. Inserito nella Rete Museale Biellese, il Museo delle Migrazioni è aperto tutte le domeniche, ore 14:00-19:00. Ingresso libero.
Ad Ammirare la ritrovata statua raffigurante la “Madre dell’ucciso”, presentata in gesso nel 1907 alla Biennale di Venezia, arriveranno dalla Sardegna anche diversi parenti e discendenti dello scultore nuorese. Lo faranno in occasione della conferenza che si terrà sabato 8 giugno, alle ore 21, a Pettinengo nella chiesa di san Grato e sant’Eusebio, prospiciente la sede del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli. Della delegazione fanno parte la nipote Vera Ciusa e le pronipoti Cristina Ciusa, Eleonora e Sara Brigaglia Ciusa. A parlare di Francesco Ciusa, (L’uomo, l’artista e le opere), sarà il giornalista e scrittore Aldo Brigaglia, anch’egli imparentato con la famiglia dello scultore. Racconterà in particolare aneddoti familiari e vicende inedite.

Simmaco Cabiddu

Nell’immagine: prelevamento della “Madre dell’ucciso” dall’originario scoglio di basamento.

G come Gallùra, una parola sarda al mese: ‘territorio di pietra, di guglie’

l'incipit G, in Giampaolo Mele, Die ac NocteGALLÙRA è il nome del territorio a Nord-Est della Sardegna, che fu la base dell’antico Giudicato di Gallùra, in seguito dominato dal celebre Nino di Gallùra (eternato da Dante). L’araldica del Giudicato aveva per logo il gallo, ma col pennuto la Gallùra non ha parentele.
Il coronimo è molto antico e risale a prima della nascita del Giudicato. Secondo F.C. Casula (Di.Sto.Sa. 199), la Gallùra prese tale nome perché dirimpettaia del Fretum Gallicum (poi Bocche di Bonifacio), detto ‘Stretto dei Galli’ perché dopo le Invasioni Barbariche la Còrsica appartenne ai Franchi della Gallia, contrariamente alla Sardegna che appartenne all’Impero di Bisanzio. L’ipotesi del Casula non è solo suggestiva: è principalmente realistica, se teniamo conto che la Gallura, oltre all’identità tra il coronimo e il nome dello Stretto, ha sempre gravitato sulla Còrsica meridionale, essendo da sempre l’autentico punto di sutura tra le due isole, e condividendo anche il linguaggio della Còrsica meridionale, anziché il volgare della Sardegna. Non è un caso se pure in epoca romana gli abitanti della Gallura vennero chiamati Còrsi. E quando il termine latino Fretum Gallicum cessò a favore della lingua volgare, lo stretto fu nominato Bocche di Bonifacio, ancora una volta un termine proveniente dalla piccola Còrsica, non dalla grande isola di Sardegna.Continua a leggere →