100 anni dalla Grande Guerra, Sardi in prima linea e dietro le quinte

Traino degli obici da 280

Su Calendariu 2016, inserito tra le iniziative accreditate quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale, è corredato da didascalie che offrono una lettura delle vicende italiane viste con occhio sardo. Ogni mese è illustrato da immagini inedite provenienti da Cagliari.

Mese di Ottobre – La stessa fama di militari straordinari dei soldati della Brigata “Sassari”, di «guerrieri nati», accompagnò anche gli altri Sardi che militarono in altre formazioni dell’Esercito. La «balentìa» un po’ primitiva e barbarica, che alla fine dell”800 aveva fatto esprimere antropologi come Niceforo, Orano e Sergi circa una «razza delinquente» isolana, divenne allora la preziosa capacità di resistere e di combattere il nemico. La propaganda congiunta degli alti comandi militari e degli inviati al fronte della grande stampa italiana contribuì a rafforzare anche nei soldati isolani un nuovo ed inedito orgoglio del proprio valore. Dalla Sardegna, le famiglie, pur nella preoccupazione trepidante per la sorte dei propri cari, parteciparono di quest’aura di ammirazione e di simpatia che l’opinione pubblica mostrava per «gli eroici figli della Sardegna».Continua a leggere →

È morto Alessandro Beducci

Alessandro BeducciIeri mattina, 4 ottobre 2016, all’alba è morto Alessandro Beducci all’età di 76 anni. Lascia nel dolore la moglie Felicina Bertolone, parenti ed amici. I funerali si terranno oggi pomeriggio, 5 ottobre, alle ore 15, a Biella, nella chiesa di San Biagio.
Amante della montagna come tanti Biellesi, col matrimonio, Alessandro rinuncia alle scalate su roccia e ghiaccio, scegliendo un altro passatempo per rendere felice e più serena la moglie: i minerali.
La Sardegna diventa il luogo privilegiato delle loro ricerche, che si spingono fin sull’Africa mediterranea, addentrandosi nel Sahara algerino alla ricerca di pietre e sassi da riportare con loro a Biella.
Più volte l’anno, ogni volta che il lavoro di bancario gli permetteva di abbandonare gli uffici, faceva le valigie per andare con la moglie tra i minatori del Sulcis Iglesiente alla ricerca di reperti che, puntualmente acquistati, venivano caricati sul loro “Maggiolino” per essere poi lavati, studiati e custoditi ai piedi delle Alpi biellesi.
Tre anni fa, nel 2013, il loro tesoro viene donato alla Comunità dei Sardi di Biella; catalogati, oltre seicento minerali isolani entreranno a far parte delle collezioni del costituendo “Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli” che sorgerà a Biella.
Alla moglie che l’ha seguito ed è stata al suo fianco “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”, le condoglianze di Su Nuraghe con preghiere di suffragio.

Battista Saiu

Isola nell’Isola, la Sardegna nel Sol Levante

Tokyo, conferenza Cibi e Rituali di Nuova Luna

Domenica 2 ottobre, nei locali messi a disposizione dalla Camera di Commercio Italiana di Tokyo, si è svolto il seminario tenuto dal prof. Battista Saiu, responsabile del Progetto “Cibi e Rituali di Nuova Luna: gastronomia e antropologia per la comunione tra Sardegna, Cina, Giappone, Australia e Nuova Zelanda”.
L’evento rientra tra le iniziative messe in calendario da “Isola”, associazione presieduta dalla cagliaritana Valeria Pirodda, per celebrare il quarto anno di attività dei Sardi in Giappone.
Dal mese di Luglio, Battista Saiu viaggia con Raffaele Zanella alla ricerca di conterranei di vecchia e di nuova emigrazione. Per questo hanno fatto tappa a Pechino, Shanghai ed Hong Kong, in Cina; visitato i circoli sardi di Sydney, Brisbane e Melbourne, in Australia; la comunità italiana di Auckland, favorendo e partecipando alla fondazione del nuovo Circolo sardo in Nuova Zelanda.
Ora, arrivati in Giappone, la conoscenza dei sardi che vi risiedono, giovani eccellenze alla ricerca di opportunità di lavoro e di vita lontano dai luoghi in cui sono nati e hanno studiato, come Guido Cossu, di Pozzomaggiore, ricercatore di fisica delle particelle, tra i fondatori di “Isola”, chiamato da Tokyo a lavorare a Edimburgo, in Scozia o il sassarese Giovanni Piliarvu, fotografo professionista e docente di Italiano in Giappone.Continua a leggere →

Filet a Su Nuraghe, realizzare qualcosa di veramente bello

Biella, Donne del filet al lavoro

Nella seconda decade di settembre, dopo la pausa estiva, presso la sede del Circolo Culturale Sardo di Biella, sono ripresi gli incontri settimanali delle “Donne del filet”. Si tratta di un bel gruppo di donne, accomunate dalla passione per tutti i lavori che si possono eseguire con mani, filo e pazienza, che hanno imparato la tecnica del filet a modano dalla loro insegnante, Laura Rossetti, a sua volta allieva di “zia” Antonietta Sotgiu, di Bosa. Ogni mercoledì, dalle 15 alle 17, si ritrovano per lavorare insieme e per insegnarsi a vicenda i vari punti di ricamo, le tecniche di lavorazione del chiacchierino, del macramè, ma non solo: si sta insieme in allegria, condividendo spesse volte qualche dolce specialità cucinata in casa e si passa un bel pomeriggio in piacevole compagnia. Le “Donne del filet” sarebbero contente di allargare il loro gruppo ed invitano chi voglia imparare il filet, o che sia comunque appassionata di ricamo, uncinetto, ecc. ad unirsi a loro, per continuare a realizzare e tramandare insieme qualcosa di veramente bello!
Per informazioni telefonare al Circolo (tel.: 01534638) oppure a Grazia (3294236841).

Agostina Becchia

Significato dei mesi in sardo secondo antichi dizionari: Ottobre

Alghero, domus de janas Santu Pedru

A meno che la lingua dei Sardi non venga salvata da un “Deus ex machina” potente, volitivo, misericordioso, capace di suscitare una riscossa di massa oggi inimmaginabile, non c’è lume che possa far presagire la nuova alba del nostro pensiero. Il più delle volte l’ignoranza inveterata e belluina entro cui le accademie ci hanno imbragato ci rintana nella moda del pensiero “coloniale” (un vizio che non sappiamo evitare), e ciò che somiglia alla lingua italiana ci appare come prodotto d’importazione. Ma non è così, quasi mai lo è. Questa prospettiva deve essere ribaltata nella coscienza che nel Tirreno già da 10-30-40.000 anni fa esisteva una lingua comune, e che oggi non c’è alcun male a notare parole uguali provenienti dalle due sponde.
MESI E LADÁMINI indica il mese di ‘Ottobre’ ed è parola molto antica, parola sarda, anche se percepita con fastidio per quel ladámini contiguo all’it. letame. Fin dalle arcaiche procedure del Neolitico, nel mese di Ottobre si cominciò a distribuire il letame sui campi. Ed è proprio la forma ladámini a fare scoprire la genuina antichità del nome sardo, la più vicina alla fonte originaria, che è la voce assira (w)alādum ‘to give birth, dare la vita, generare’. Già decine di millenni addietro si aveva coscienza che il letame genera nuova flora dai pascoli. Parola talmente importante, questa, che diede il nome alla “tomba dei giganti”, nel centro-nord chiamata lada, ossia ‘colei che genera la vita’. Infatti la “tomba dei giganti” divarica religiosamente le sue tornite gambe verso sud-est, laddove il Dio Sole s’alza giocondo a seminare vita sulla Terra, e quella porticina al centro dell’esedra del gigantino non è altro che il delicato e pudico ingresso della vagina della Dea Tellus, la Dea Madre dell’Universo che riceve la vita dal Sole e rigenera tutto il creato, nell’eterno ciclo di nascita e morte, la Metempsicosi mediterranea.Continua a leggere →