Giovani a Su Nuraghe, Sardi e Biellesi di vecchia o nuova origine

giovani a Su Nuraghe ritratti con alcuni cucinieri

Sabato 2 aprile, all’insegna dei giovani si è svolta l’annunciata “pizza al Circolo”: giovani in cucina a preparare, a infornare e a servire pizze fumanti ai tavoli in cui sedevano tanti altri giovani sorridenti che hanno accolto l’invito a trascorrere una serata in allegria.
Al Circolo sardo, il primo appuntamento del mese di aprile ha fatto registrare il tutto esaurito: gran pienone caratterizzato dall’abbraccio intergenerazionale con tutti i posti a tavola occupati da giovani ed anziani; ulteriore conferma del possibile scambio fecondo tra persone nei diversi stadi della vita.
Da sempre, Su Nuraghe offre la possibilità a tutti, Sardi e Biellesi di vecchia e nuova origine di stare assieme, di poter ridere e scherzare in un ambiente familiare protetto, a dimensione umana. Un momento di sosta nel tran tran quotidiano per ritemprare il corpo e lo spirito, tra buon cibo e serenità di rapporti, con la fantasia che accarezza luoghi di origine, di vacanze e di sogni, ricordi richiamati al presente attraverso la parola e il senso del gusto. Non a caso, la pizza “Su Nuraghe” è sempre la più richiesta, annaffiata da vermentino di Gallura, monica di Dolianova, cannonau di Jerzu e birra Ichnusa, la “bionda Sardegna” amata da tutti.
E, per finire, quattro torte condivise tra tutti i commensali, preparate e offerte dalla generosità dei Soci.
Prossimo appuntamento: sabato 21 maggio. I giovani ancora protagonisti: prepareranno e offriranno il dolce per tutti i partecipanti (prenotazione fino ad esaurimento posti, 015 34638)

Efisangelo Calaresu

Al cinema per conoscere la Sardegna, Santu Marcu cogoneri

Sabato 9 aprile, ore 21, sale del Punto Cagliari, nuovo appuntamento con Su Nuraghe Film “per conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore” – in cartellone: Santu Marcu cogoneri – Ingresso libero.

Daniela Lazzarotto AxanaDaniela Lazzarotto Axana – nata a Biella nel 1986 da Emilio, nato a Brunico, in Alto Adige, ma originario di Ponso, in provincia di Padova e da Maria, di Villasalto, in provincia di Cagliari – sarà protagonista del prossimo appuntamento di Su Nuraghe Film, l’incontro mensile per conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore. La rassegna, affidata a giovani Sardi di seconda e di terza generazione, mette in cartellone filmati resi disponibili dall’I.S.R.E., Istituto Superiore Etnografico della Sardegna e lavori di ricerca locale. In questo caso, verranno proiettati risultati della collaborazione tra Su Nuraghe e il Musée d’Ethnographie de la Ville de Genève, riassunti in un breve filmato di 18 minuti, montato da Idillio Zappellone.
Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico “Amedeo Avogadro”, Daniela si laurea a Novara. Dottore fisioterapista, da subito lavora a Biella, prima in un centro ortopedico, poi nello Studio diretto dal dott. Giuseppe Stagno.
Mi sembrava di andare in vacanza in un altro mondo – racconta Daniela pensando ai suoi rapporti con la Sardegna – quando da piccola trascorrevo l’estate a Villasalto, accolta e coccolata dai nonni materni. Era un universo molto lontano, diverso da quello biellese, ricco di volti, di socialità, di vita collettiva partecipata, con il bando in piazza, i venditori ambulanti che annunciavano le loro mercanzie e l’acqua, quella buona, da andare a prendere a Fontana Caboni“.

Efisangelo Calaresu

Pane rituale dei Sardi per museo di Ginevra, passando per Biella

Sabato 9 aprile, ore 21, sale del “Punto Cagliari”, appuntamento con Su Nuraghe Film “per conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore” – Daniela Lazzarotto Axana, sarda di seconda generazione, nata a Biella, presenta “Su Santu cogoneri”, documentario del 2015 realizzato a Lei (Nuoro) nell’ambito della collaborazione del Circolo Culturale Sardo di Biella col Musée d’Ethnographie de la Ville de Genève. Ingresso libero.

su nuraghe filmNel Marghine, a Est di Macomer, nei comuni di Birori, Bolotana, Borore, Dualchi, Lei, Mulargia, Noragùgume e Silanus, molto attiva è la devozione per San Marco, la cui festa liturgica cade il 25 aprile. In Sardegna, per santi particolarmente venerati, la festa viene ripetuta due ed anche tre volte. Lei, paese in Provincia di Nuoro, ricelebra la festa di San Marco la seconda domenica di settembre.
Entrambe le ricorrenze, precedute da novena e recita del rosario in lingua sarda, cadono a ridosso dei due equinozi, tempo connesso col ciclo delle attività agricole di cui troviamo riscontro nell’araldica civica. “Al fascio di spighe d’oro, di sette, legato d’azzurro”, recita la blasonatura dello stemma comunale, inserito su un drappo “partito di azzurro e di giallo”. Con l’arrivo della primavera, le sette spighe d’oro del gonfalone comunale si trasformano ritualmente nel pane votivo di San Marco – “su Santu cogoneri”, il Santo del pane – per il quale ogni anno ne vengono confezionati alcune centinaia da portare in chiesa e distribuire tra i fedeli. Artisticamente decorati, ricchi di antiche simbologie, i pani verranno conservati fino alla festa dell’anno successivo come santorali a protezione di persone, animali e cose.

Efisangelo Calaresu

Significato dei mesi in sardo secondo antichi dizionari: Aprile

Lei (Nuoro), stipite destro, porta della chiesa foranea di S. Marco

I pensatori dell’Accademia non risolveranno mai i problemi della civiltà sarda finché rimarranno irrigiditi in un ragionamento “ad una dimensione”, secondo cui la civiltà sarda può essere acclarata soltanto in virtù della civiltà romana, quasi che prima di Roma la Sardegna vivesse nell’assoluta barbarie. E così siamo stati avvezzi a credere che la Sardegna sia soggetta, da sempre, all’antico calendario romano, il che non è vero, perché i Sardi ebbero il proprio calendario millenni prima che alcune capannucce apparissero sul Palatino.
I Latini (i progenitori dei Romani) avevano, al pari della Sardegna, un calendario lunare. Fu Numa Pompilio, a quanto si tramanda, ad aver portato il calendario romano a 12 mesi nel tentativo di farlo coincidere col corso annuale del sole. Ai suoi tempi risale dunque il nome romano del quarto mese, Aprīlis, la cui etimologia fu inseguita cervelloticamente da parecchi. La si paragonò anche ad Afrodite, nome della dea greca dell’amore, non tenendo conto che Afrodìte fu conosciuta molto tempo dopo. Altri attinsero al nome etrusco Apro, ma s’arenarono senza spiegarlo. Marco Terenzio Varrone (De origine linguae Latinae, 6,33) pensò ad Aprīlis come “quod ver omnia aperit”, “perché la primavera apre tutte le cose”, e dimenticò che la primavera comincia a Marzo.Continua a leggere →

Sardegna e Grande Guerra: il 1914 e lo scacchiere delle alleanze

Batteria da 149

Su Calendariu 2016, inserito tra le iniziative accreditate quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale, è corredato da didascalie che offrono una lettura delle vicende italiane viste con occhio sardo. Ogni mese è anche illustrato da immagini inedite provenienti da Cagliari. Il mese di aprile introduce avvenimenti che portarono al Primo conflitto.
L’uccisione dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro–ungarico, e della consorte contessa Sofia di Choteck, avvenuta a Sarajevo il 28 giugno 1914, fu il casus belli per lo scoppio della Grande Guerra che, come sottolineato da autorevoli storici, «fu un coacervo di movimenti e di fini, dichiarati e non» ed il frutto del «fallimento della diplomazia» in quanto non si poté far fronte «al volume e alla velocità della comunicazione elettronica». Le belligeranze, inizialmente sorte fra Austria-Ungheria e Serbia, successivamente, per la serie di meccanismi delle alleanze sussistenti, coinvolsero le potenze della Triplice Alleanza contro quelle della Triplice Intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia – quest’ultima garante dei popoli slavi). L’Italia, in virtù di un articolo del trattato che la impegnava con Germania ed Austria-Ungheria, non essendo stata informata degli avvenimenti, il giorno 4 agosto 1914 dichiarò la propria neutralità mantenendo una posizione comunque ambigua ed ambivalente sullo scacchiere internazionale. Premevano per il ribaltamento delle alleanze che impegnavano il Bel Paese, oltre che una consistente opinione pubblica interna, anche gli emigrati in Francia, i quali temevano di ritrovarsi in terra nemica qualora fosse rimasta intatta l’alleanza con l’Austria

Gianni Cilloco

Nell’immagine: Batteria da 149 (Cagliari, archivio Gen. don Giovanni Maria Garrucciu Melis)