Giovani e giovanissimi protagonisti a Su Nuraghe di Biella

Biella, torneo di calciobalilla di su nuraghe

Altre immagini della serata

Sono stati i giovani i principali protagonisti dell’Ottavo torneo di calcetto svoltosi sabato 23 gennaio nelle sale del Circolo Su Nuraghe. La serata, intitolata alla memoria di “zia Virginia Mereu”, benefattrice della Comunità dei Sardi di Biella, ha visto la presenza dei congiunti, confermando con la loro presenza il profondo legame sia familiare, sia verso la terra di origine. Con l’Isola nel cuore, zia Virginia è arrivata a Biella alla fine degli anni Cinquanta per allevare la famiglia e accudire il marito malato di silicosi contratta nelle miniere di Carbonia, impegnato nei lavori per la costruzione della strada nuova per Oropa. Donna briosa, dinamica e gioviale, sempre molto disponibile nelle diverse attività di Su Nuraghe, voleva che i giovani, il nostro futuro – diceva – frequentassero l’Associazione, sentendola casa loro per divenirne parte attiva. Per questo ha donato il gioco del calcio da tavolo. Dopo la sua scomparsa, quello ed altri tavoli da gioco messi a disposizione dagli Alpini di Verrone con i quali continua una collaborazione fraterna, rivivono in sua memoria con un apposito torneo a lei dedicato, invitando gli aderenti ai Circoli ARCI ed ACLI presenti nel territorio.Continua a leggere →

Sardi alla Sinagoga del Piazzo, omaggio alla lapide dei deportati

Lapide presente all'ingresso della Sinagoga di BiellaDomenica 24 gennaio, a Biella, alle ore 16, auditorium di Palazzo Gromo-Losa, corso del Piazzo, 24 – dopo gli interventi per ricordare la Shoah con parole, musiche, canti ebraici e una pièce teatrale, la Comunità ebraica di Vercelli-Biella aprirà la Sinagoga del Piazzo al Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella e a tutti i loro amici, per fare omaggio alla Lapide dei deportati biellesi.

Rossella Bottini Treves,
presidente Comunità ebraiche Vercelli-Biella

Testimonianza di Paola Ovazza Voghera

Anche gli ebrei di Biella, come in tutta Italia, cercarono di nascondersi e di fuggire. I loro nomi, come risultano dalle schede di iscrizione alla Comunità e da testimonianze orali e documentali: Bachi, Basola, Calò, Cammeo, Clava, Coen Sacerdotti, Colombo, Diena, Foa, Ghiron, Jona, Lattes, Laudi, Levi, Migliau, Momigliano, Morelli, Muggia, Nissim, Norzi, Olivetti, Ottolenghi, Ovazza, Segre, Tedeschi, Treves, Vita Levi, Vitale, Weimberg, Weiss Levi.
Vogliamo ricordare le famiglie di Elvira Vitale Ovazza e della figlia Ada Ovazza Vitale, composte di sette persone, arrestate durante il tentativo di fuga in Svizzera, a Chiavenna (SO), e interamente sterminate ad Auschwitz. Su questo episodio la nipote, Paola Ovazza Voghera, ha voluto testimoniare con il suo ricordo: «Mia nonna paterna era nata a Biella e, nel settembre del 1903, aveva sposato mio nonno Michelangelo (nato a Chivasso il 14 agosto 1875), ufficiale di carriera. Dal loro matrimonio nacquero l’11 settembre 1904 a Biella i due gemelli Arnaldo, mio padre, e Mario. L’anno seguente a Cremona nacque mia zia Ada.Continua a leggere →

La Sardegna nel 1° Conflitto Mondiale, preludio alla Grande Guerra

Baraccamenti in costruzione, Bersaglieri

Su Calendariu 2016, inserito tra le iniziative accreditate quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale, è corredato da didascalie che offrono una lettura delle vicende italiane viste con occhio sardo. Ogni mese è anche illustrato da immagini inedite provenienti da Cagliari. Il mese di gennaio introduce avvenimenti che portarono al primo conflitto.

L’esordio del ‘900 vide la presenza di Paesi industrializzati in sviluppo economico e demografico senza pari fino a quel momento, così come per le scienze e le tecnologie. Nacquero in tale contesto grandi progetti di pace universale e duratura, talora alimentati da timori e paure non propriamente recondite, a fianco di ambizioni e di idee di espansione ed imperialismo sempre più preponderanti ed in acceso conflitto tra loro. Già allora politici, scrittori, filosofi e romanzieri iniziarono a parlare di guerra assai probabile tra le grandi potenze del tempo. L’Italia usciva dal lungo periodo segnato dal suo Risorgimento e dal conseguimento dell’unità territoriale; tuttavia la coesione della sua gente ed un moderno sviluppo economico-industriale erano ancora lungi da raggiungere.Continua a leggere →

Biella, Giornata della memoria. La nostra.

Domenica 24 gennaio, a Biella, dalle ore 16, auditorium di Palazzo Gromo-Losa, corso del Piazzo 24, interventi per ricordare la Shoah con parole, musiche, canti ebraici e una pièce teatrale – ingresso libero

 Valeria Ubertino alla chitarra, Mirko e Alessandro Cherchi in scenaQuello sterminio deve rimanere necessariamente nella memoria collettiva come strumento educativo per noi e per le generazioni future, pertanto, come atto d’amore verso il prossimo (“educare è amare”- Joseph Joubert – filosofo francese – 1838).
Elevare quella tragedia a “atto d’amore ereditato” non è per nulla paradossale o illogico, tantomeno irrispettoso. Per noi Italiani è l’insegnamento lasciato da tanti altri nostri connazionali che nel passato, per mille ragioni, hanno preso parte, attivamente o passivamente, cioè attraverso un atteggiamento di egoistica indifferenza, a quella serie di atti (a cominciare dal consenso nei confronti delle leggi razziali del 1938 a seguito del discorso di Mussolini a Trieste) che ora ci appaiono come una chiara dimostrazione di quali delitti noi saremmo, siamo, possiamo essere capaci di compiere con ragionata, entusiastica convinzione. Considerare quel periodo un regalo che consiste in un profondo monito educativo “Guarda cosa sei in grado di fare, se non stai attento ai tuoi pensieri”, porta alla giornata della memoria la forza e il vigore necessari per resistere, per rimanere, per continuare a parlare alla società nonostante i tentativi d’oblio collettivo che vanno concretamente contro la nostra Costituzione, art.3, e inevitabilmente contro la nostra coscienza.Continua a leggere →

Dolci della tradizione isolana e alpina per i giovani Sardi nati a Biella

Manuel Gatti Bosincu, al centro con amici partecipanti alla serata

Sabato scorso, a Biella, nelle sale del “Punto Cagliari” si è svolto il quarto appuntamento del XVIII ciclo di “Su Nuraghe Film”, rassegna che viene presentata da giovani Sardi di seconda e di terza generazione, nati fuori, lontano dall’Isola, con lo scopo di conoscere e far conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore. In una sorta di rito di passaggio, giovani adulti di origine sarda si alternano nel presentare “la loro Sardegna” attraverso opere di argomento o di autore sardo.
Quaranta minuti e 19 secondi intensi di attenta attenzione durante la proiezione di La Brigata Sassari, dalle trincee di allora alle missioni di pace, opera del regista cagliaritano Davide Mocci, introdotta dalle parole di Manuel Gatti Bosincu. Pellicola messa in cartellone a ricordo e memoria dei giorni di gennaio di 98 anni fa, che videro l’epica riscossa dei fanti della “Sassari” capovolgere in favore dell’Italia le sorti della Grande guerra.Continua a leggere →