Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella
TITTA. In questo modo il sardo indica, universalmente, il ‘capezzolo della donna e dell’animale femmina’, nonché l’intera ‘mammella’. Il termine deriva dal babilonese tîtum ‘nutrimento, cibo’. Derivato: tittuléḍḍa (Càgliari) ‘clitoride’, traslato al diminutivo. Vedi anche thithlicos (Codice di San Pietro 62) riferito alla petra uue sun sos thithiclos, cioè ai bétili aventi rilievi a forma di mammella.
In qualche area della Sardegna la pronuncia è θiθθa, tzitza, fenomeno di assimilazione, di omologazione, alla stregua di quella che è la pronuncia prevalente in Corsica ed in Italia.



Serata molto affollata Venerdì 25 ottobre 2024 al Circolo “Su Nuraghe” di Biella per la relazione sulla Vespa velutina, conosciuta come calabrone asiatico, specie aliena recentemente apparsa sul nostro territorio e che rappresenta una seria minaccia per le api e gli altri insetti impollinatori. Pericolosa anche per l’uomo.