Sabato 13 e domenica 14 febbraio, verrà dato in premio alle migliori maschere che parteciperanno al Carnevale degli adulti e a quello dei bambini organizzato da Su Nuraghe di Biella la Tessera Filatelica che contiene il nuovo francobollo Sa Sartiglia di Oristano, che verrà emesso dalle Poste Italiane il giorno 12 febbraio 2010.
Con lo stesso francobollo, già ordinato in migliaia di esemplari, verrà affrancata la corrispondenza di marzo inviata ai Soci del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella. Un nuovo omaggio che arricchisce ulteriormente la conoscenza dell’Isola attraverso i piccoli preziosi foglietti dentellati di carta colorata.
La vignetta del francobollo dedicato a Sa Sartiglia di Oristano raffigura la storica giostra cavalleresca Corsa alla Stella, mentre il personaggio principale, il Componidori, rappresentato in abiti tradizionali caratteristici sia del Gremio dei Contadini che di quello dei Falegnami, galoppa lungo la via della Cattedrale di Santa Maria Assunta, che svetta sullo sfondo.
Completano il francobollo la leggenda “ORISTANO – SA SARTIGLIA” e la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,60”. La grafica è opera della bozzettista è Tiziana Trinca.
A commento dell’emissione verrà posto in vendita il bollettino illustrativo con articoli a firma della Dott. Angela Nonnis, Sindaco di Oristano e Presidente della Fondazione Sa Sartiglia.
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Origini della Sartiglia di Oristano
La tradizione vuole che, al fine di scongiurare durante il Carnevale le continue sanguinose risse che avvenivano fra arborensi e soldati aragonesi, che naturalmente erano circondati di odio da parte dei locali, pieni ancora di livore per la sconfitta subita e la libertà perduta [i quali] coglievano l’occasione del trambusto carnevalesco per accoltellare e stecchire i dominatori.[1] La lungimirante intuizione del canonico Dessì (1543), nel tentativo di rappacificare Sardi e Aragonesi, contribuiva alla cristianizzazione dell’Isola rimuovendo le violenze consumate durante il periodo di Carnevale. La presenza degli odiati Aragonesi forniva “materia prima” e pretesto per il mantenimento di riti arcaici di propiziazione dell’annata agraria attraverso il sacrificio umano. Generalmente, le vittime designate venivano individuate tra i forestieri. Nel caso dell’Arborea, la cattura e l’uccisione di soldati aragonesi, responsabili della cocente sconfitta avvenuta nelle campagne di Macomer pochi decenni addietro (1478), soddisfacevano a due esigenze: propiziare la fertilità del nuovo ciclo vegetativo ed eliminare fisicamente il nemico. Ostilità e rancore antichi, originati dalla “licentia invadendi”, la licenza di invasione, concessa nel 1297 [2], da Papa Bonifacio VIII a Giacomo Secondo di Aragona, data in cambio di un consistente censo feudale annuo. Il pontefice dava al sovrano d’Aragona il consenso affinché quelle terre potessero essere occupate con la forza, senza tener conto delle entità statali che in quei territori già esistevano. Ventisei anni dopo, l’infante Alfonso IV costituirà per conquista (1323-1326) il Regnum Sardiniae et Corsicæ, escogitato a suo tempo dal pontefice, attraverso l’occupazione dei territori del Cagliaritano, della Gallura e di parte del Logudoro.Continua a leggere →
A manu tenta, solidarietà tra cultura ebraica e cristiana
A Biella, la Caritas ha raccolto 23.654,70 Euro – È stato consegnato a don Ferdinando Gallu il frutto della sottoscrizione Un Euro per Haiti, promossa dal Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe – Affisso in bacheca il resoconto della colletta.
La maggior parte dei sottoscrittori, versando offerte destinate a persone che non conoscono, hanno voluto rimanere anonimi; piccoli segni che, in qualche modo, rimandano al concetto ebraico di benevolenza, beneficenza, piuttosto che alla nozione cristiana di carità e compassione.
Alcuni comportamenti e vocaboli sardi rimandano al Giudaismo; in Sardegna, non a caso, il “venerdì” è detto “chenapura”, cena “purile”, senza lievito, azzimo come il pane preparato nel giorno di precetto ebraico.
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Le pietanze sono l’eredità, il passaggio di bocconi e di cure
Dopo la Gran favata di sabato 6 febbraio, la festa di Su Nuraghe continua.
Sabato 13 febbraio, alle ore 21, nuovo appuntamento con il Carnevale degli adulti.
Durante la serata verranno premiate le migliori maschere e i gruppi mascherati ai quali verranno consegnati cestini ricolmi di prodotti sardi. Una nuova occasione di serenità all’insegna del cibo con degustazione di dolci tipici della tradizione isolana.
I festeggiamenti si concluderanno domenica 14 febbraio, ore 15, con il Carnevale dei bambini.
Saranno i ragazzi e gli adolescenti del Circolo Su Nuraghe ad organizzare l’intrattenimento dei più piccini; i giovani e i giovanissimi saranno i protagonisti dei giochi di animazione per far divertire i bambini, per scoprire il piacere nella gioia dell’altro.
Immancabile, anche in questa occasione, la distribuzione di cattas e zippulas, dolci caratteristici del Carnevale di Sardegna.
È sempre bello ritrovarsi; lo ancor di più a tavola quando i cibi che mangiamo sono quelli che abbiamo conosciuto da piccoli, che ci hanno fatto crescere e diventare grandi.Continua a leggere →
Solidarietà degli emigrati sardi agli operai dell’ALCOA
Gli emigrati sa
rdi organizzati nell’Italia continentale nei circoli della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI) hanno seguito con crescente preoccupazione l’evolversi della situazione degli operai dello stabilimento dell’ALCOA (fabbrica di alluminio) di Portovesme fin da quando alcuni dipendenti nel novembre scorso sono saliti in cima a un silos (a circa sessanta metri di altezza dal suolo) dello stabilimento nell’area industriale per protestare, a nome di tutte le maestranze, contro la prospettiva di chiusura della fabbrica.
Abbiamo apprezzato le parole di solidarietà espresse dal Papa (domenica scorsa, all’Angelus) ai lavoratori dell’Alcoa, che ormai da tre mesi lottano per impedire la fermata della fabbrica, ribadita anche nell’ultimo vertice del 7 gennaio dalla proprietà americana. La chiusura dello stabilimento dell’ALCOA rappresenterebbe un colpo micidiale al già debole tessuto produttivo del Sulcis-Iglesiente: non a caso al sit-in a Roma hanno partecipato rappresentanti di tutte le fabbriche in crisi del polo industriale di Portovesme: oltre ad Alcoa, Eurallumina, Portovesmesrl, Rockwool e Otefal, ex Ila.Continua a leggere →
