Sa limba, la lingua sarda nei canti religiosi e nelle preghiere

Madonna di Loreto venerata a Graglia

Simulacro della Madonna di Loreto venerata a Graglia.

In Sardegna rimane viva una tradizione che ai Biellesi può sembrare inusuale: l’uso di “sa limba“, la lingua sarda, nei canti religiosi e nelle preghiere. Il Circolo Su Nuraghe vuole continuare questa tradizione, soprattutto per mezzo del gruppo delle Voci di Su Nuraghe che, sotto la direzione del maestro Biagio Picciau, si trova regolarmente per provare insieme.
Domenica 12 maggio, in pieno mese mariano e in concomitanza con la festa della mamma, la Confraternita di Graglia e le Voci di Su Nuraghe, per onorare degnamente la Mamma Celeste, si sono recate al Santuario dedicato alla Madonna di Loreto, alle 17.30, per “su Rosariu cantadu“. Si tratta di un Rosario tradizionale, con le preghiere in sardo, che non vengono recitate, ma cantate su semplici melodie: così l’alternarsi delle voci maschili e femminili ha scandito “su Babbu nostru“, “Deus ti salvet Maria“, “su Gloria Patri“, le giaculatorie e i misteri, terminando con “Deus ti salvet Reina“, una bella parafrasi del tradizionale “Salve Regina”. Le Voci di Su Nuraghe hanno poi animato la Messa, celebrata dal Rettore del Santuario, don Emanuele Scaltriti, con canti in “limba” e canti tradizionali.
L’incontro è poi terminato nella sede della Confraternita, con un momento di condivisione e allegria.
Il prossimo Rosariu Cantadu sarà il 30 maggio, alle ore 20.30, presso l’oratorio di San Grato, in frazione Gurgo, a Pettinengo, e segnerà la conclusione del mese mariano.

Agostina Becchia

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