È morto a Biella Gonario Canneddu, 80 anni, di Mamoiada

Gonario CannedduIeri sera, 18 marzo, è morto cristianamente a Biella Gonario Canneddu di 80 anni.
Lascia la moglie Angelica, la figlia Donatella con Attilio e l’adorato nipotino Valerio; la cognata Gina, i fratelli Salvatore con Tonina ed Agostino con Eva con le loro famiglie; la sorella Maria, vedova Congiu con famiglia; gli affezionati Giovanni e Franca; parenti ed amici tutti.
Nato a Mamoiada, meccanico a Nuoro, lascia la Sardegna nel 1963 assieme a due dei suoi fratelli – Salvatore e Agostino – all’epoca della grande migrazione con meta Biella.
Da subito, lavora all’ATAP e poi in fabbrica da Cerruti, prima di approdare definitivamente alle cucine dell’ospedale cittadino.
Con il suo cuore che palpita per la terra di origine e quella di accoglienza, fa parte del gruppo di fondatori del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe. Qualche anno appresso, dona al coro Monte Mucrone la sua voce come solista dall’inconfondibile e apprezzato timbro isolano.Continua a leggere →

17 marzo 2020, Festa nazionale: 159° anniversario del passaggio dal Regno di Sardegna al Regno d’Italia, alla Repubblica Italiana

Banda Militare della Brigata Sassari a Nuraghe Chervu

A seguito della II Guerra d’Indipendenza e dell’epopea garibaldina nel Sud della Penisola, il 17 Marzo 1861 lo Stato unificato con i nuovi territori acquisì la denominazione di “Regno d’Italia”, in cui “Sardegna” è sostituito da “Italia”.
Con la Legge n. 4671/1861 del Regno di Sardegna, infatti, Vittorio Emanuele II proclamò ufficialmente la nascita del Regno d’Italia, assumendone il titolo di re per sé e per i suoi successori, pur mantenendo immutata la numerazione dinastica, a significare la continuità con l’antico Regno.
La stessa Regia Armata, oggetto di operazioni di riunione e di riorganizzazione a partire dagli ultimi mesi del 1859, cambiò denominazione con Nota n. 76 del 4 Maggio 1861 del Ministro della Guerra Manfredo Fanti, il quale rese noto «a tutte la Autorità, Corpi ed Uffici militari che d’ora in poi il Regio Esercito [avrebbe assunto] il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l’antica denominazione di Armata Sarda».Continua a leggere →

Lingua sarda e piemontese a Biella al tempo del coronavirus: “in corsia”

Martedì 31 marzo, ore 21:00, laboratorio linguistico on line a Biella e a La Plata in collegamento transoceanico con l’Argentina.

Artemisia arborescens LIl tempo del coronavirus fotografa una società rinchiusa in casa in forza di ordinanze che riducono gli spazi di movimento a tutti i cittadini; tempo in cui anche le principali attività sociali ed economiche sono sospese. Restano in funzione solo quelle di “prima necessità” nella speranza che il contagio possa essere contenuto e fermato.
In questo contesto di emergenza, una sorta di epoché sospende anche le attività ordinarie della comunità sarda di Biella, mantenendo in essere solo iniziative che si avvalgono di tecnologia virtuale senza contatto fisico tra le persone. In questo quadro rientra il laboratorio linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant” che sperimentalmente e in versione transoceanica viene attuato attraverso chiamate e conferenze su Skype.Continua a leggere →

Lingua sarda e piemontese a Biella nella poesia contemporanea “Remediu/Rimedio/Armedi”

Eryngium maritimum LMartedì 31 marzo, ore 21:00, laboratorio linguistico a Biella e a La Plata in collegamento transoceanico con l’Argentina

Uso della lingua materna nella poesia, tra storia, cultura e cronaca del tempo presente – fatti del giorno, “de die in die” nei versi di Tore Spanu – testi in “Limba” per imparare a leggere e scrivere in sardo e in piemontese, anche per chi non è o non parla sardo o piemontese, ma conosce ed usa la lingua materna anche diversa dal sardo o dal piemontese – traduzione nella versione d’ij Brandé a cura di Sergi Girardin – coordina Biagio PicciauContinua a leggere →

Lingua sarda e piemontese nella poesia contemporanea “Luna de ispera/Luna di speranza/Lun-a d’ësperansa”

Briza maximaMartedì 31 marzo, ore 21:00, laboratorio linguistico a Biella – uso della lingua materna nella poesia, tra storia, cultura e cronaca del tempo presente – fatti del giorno, “de die in die” nei versi di Tore Spanu – testi in “Limba” per imparare a leggere e scrivere in sardo e in piemontese, anche per chi non è o non parla sardo o piemontese, ma conosce ed usa la lingua materna anche diversa dal sardo o dal piemontese – traduzione piemontese nella versione d’ij Brandé a cura di Sergi Girardin – coordina Biagio Picciau

Questi versi, suggeriti dalla maestosa luna piena che nel cielo stellato incanta e che si riflette nel mare calmo, sono una profonda riflessione. Da una parte, si loda la suprema bellezza, rimarcando, però, i conflitti che lei stessa vede, ma non può far nulla per poter cambiare le sorti del male… per un mondo migliore; dall’altra, i versi si spengono con la fede verso il Creatore e i Santi.Continua a leggere →