Biodiversità nel Biellese: un dono dei Sardi alla terra di adozione: Febbraio

descrizione

Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso immagini e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia Alice.

Cambia la fauna

La distruzione delle foreste favorì la fauna degli ambienti aperti.  Divennero numerose alcune specie di prateria, ad esempio la lepre e la quaglia, prima poco diffuse. Piccoli granivori quali cardellino e verdone, oppure l’allodola e i passeri, uccelli di prateria, colonizzarono i nuovi habitat rurali. Molte farfalle diurne beneficiarono di prati e pascoli, trovando fiori e piante nutrici come l’ortica per i bruchi di vanesse.

L’agricoltura tradizionale, orientata all’autoconsumo specialmente in collina dove i suoli erano poco fertili, prevedeva colture diversificate, che garantivano risorse a molte specie selvatiche. Questo sistema contrastava con l’agricoltura intensiva moderna, orientata al profitto, che tende alla monocoltura creando paesaggi uniformi abitati da poche specie.

Lucio e Alice Bordignon

Nell’immagine, Passera mattugia, (immagine di Lucio Bordignon)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.