
I Quattro Mori tornano a “Bolle di Malto”: una birra che attraversa il mare e rinnova il legame tra Sardegna e Piemonte
C’è un filo invisibile che unisce luoghi apparentemente lontani. Può essere una lingua, una canzone, il profumo di un pane, una festa, una fotografia. Oppure il gesto semplice di sollevare un bicchiere e riconoscere, dentro un sorso, la storia di una terra.
Dal 30 agosto al 7 settembre 2026, Biella ospita l’undicesima edizione di Bolle di Malto, manifestazione che negli anni è cresciuta fino a diventare uno degli appuntamenti di riferimento per la birra artigianale italiana. Una grande festa popolare e gratuita che porta nel cuore della città birrifici, produttori, cucine di strada, concerti, degustazioni, laboratori, incontri e occasioni di confronto, trasformando le piazze in luoghi dove il gusto diventa relazione e la convivialità si fa cultura.
Ai piedi del Mucrone, per alcuni giorni, arrivano storie provenienti da territori diversi. Ogni birra porta con sé un paesaggio, una competenza, una tradizione, una scommessa sul futuro. Tra queste storie torna quella del Birrificio 4 Mori di Guspini, nato nel 2013 dalla passione e dall’intraprendenza di Paolo Lai e Antonio Zanda.
La sua vicenda comincia in un luogo che custodisce una parte importante della storia industriale della Sardegna: Montevecchio. Gli spazi dell’antica centrale elettrica del complesso minerario, un tempo attraversati dall’energia necessaria al lavoro nelle viscere della terra, sono stati riconvertiti in un moderno birrificio.
È una trasformazione che possiede un valore quasi simbolico. Là dove si estraevano minerali, oggi si produce birra; dove un tempo il lavoro scandiva i ritmi della miniera, nuove professionalità costruiscono futuro. La memoria non viene cancellata: cambia forma e continua a vivere.
Anche i nomi di alcune produzioni del birrificio conservano il ricordo di quel mondo sotterraneo. Pozzo 16, Pozzo 9, Pozzo 5, Pozzo 3: denominazioni che sembrano risalire dalle profondità della terra per entrare nella quotidianità di un bicchiere. La miniera diventa così racconto, identità, materia da condividere.
Alla guida della produzione c’è Fabio Serra, mastro birraio e maltatore, la cui esperienza contribuisce a coniugare la cultura brassicola europea con la specificità di un territorio mediterraneo. Materie prime selezionate, rispetto dei tempi di maturazione e attenzione ai processi produttivi accompagnano una filosofia che guarda alla tradizione senza rinunciare alla ricerca.
Il ritorno a Biella, dopo la partecipazione dello scorso anno, acquista così un significato che va oltre la semplice presenza di un produttore all’interno di una manifestazione nazionale. Il Birrificio 4 Mori porta con sé una Sardegna capace di raccontarsi attraverso l’impresa, il lavoro e l’innovazione.
Ma a Biella la Sardegna non è soltanto rappresentata: è presente.
È presente nelle persone che da decenni vivono e lavorano nel Biellese, nelle famiglie che hanno attraversato il mare, nei figli e nei nipoti di quella migrazione, nelle nuove generazioni che hanno imparato a riconoscersi in una storia ricevuta in eredità e continuamente reinterpretata.
Per questo, ad accogliere il birrificio sardo in Piazza Martiri della Libertà sono soprattutto i giovani della comunità sarda, riuniti sotto le insegne dei Quattro Mori.
La loro presenza racconta qualcosa di importante: l’identità non è una reliquia da custodire sotto vetro, ma una realtà viva, capace di passare da una generazione all’altra e, nel passaggio, di assumere forme nuove.
I giovani non ricevono semplicemente un’eredità: la fanno propria, la abitano, la portano nelle piazze, nei luoghi della socialità, nelle relazioni con gli altri. Così il simbolo dei Quattro Mori, lontano dalle coste dell’Isola, diventa ancora una volta un segno di appartenenza e insieme di apertura.
È anche questo il senso più profondo del lavoro portato avanti dal Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe: mantenere vivo il rapporto con la Sardegna senza chiuderlo dentro i confini dell’origine. Costruire ponti, non recinti. Fare della memoria uno strumento per incontrare altre culture e altre comunità.
Biella e Sardegna, in fondo, possiedono più affinità di quanto possa apparire. Entrambe conoscono la cultura del lavoro, la fatica della trasformazione industriale, il valore delle competenze, le partenze e gli arrivi. Entrambe hanno conosciuto uomini e donne costretti o desiderosi di attraversare confini per costruire altrove la propria vita.
A Montevecchio, il lavoro scendeva nel ventre della montagna. A Biella, per generazioni, ha attraversato le fabbriche tessili. Oggi quelle storie possono incontrarsi in una piazza, davanti a una birra artigianale.
E allora il bicchiere diventa metafora.
Contiene acqua, malto, luppolo e lievito, ma anche il tempo necessario perché quegli elementi trovino equilibrio. Un processo che somiglia, per certi versi, alla costruzione di ogni comunità: persone diverse, storie differenti, esperienze lontane che imparano a convivere senza perdere la propria specificità.
Bolle di Malto offre proprio questo spazio d’incontro. Una festa nata attorno alla birra che negli anni ha saputo trasformarsi in una vetrina dei territori e in un laboratorio di relazioni. Qui la Sardegna può incontrare il Piemonte non soltanto attraverso i prodotti, ma attraverso le persone.
Il ritorno dei 4 Mori diventa dunque una piccola, significativa tappa di un viaggio più grande: quello di un’Isola che continua a muoversi attraverso i suoi emigrati, le nuove generazioni, le imprese, la cultura e la creatività.
Una Sardegna che non rimane ferma sulla linea dell’orizzonte, ma attraversa il mare e mette radici altrove.
Una Sardegna che, lontano dall’Isola, non smette di essere Sardegna.
Perché l’identità, quando è autentica, non ha bisogno di confini per esistere. Sa viaggiare. Sa incontrare. Sa cambiare senza smarrirsi.
E così, dal cuore minerario di Montevecchio alle piazze di Biella, sotto il segno dei Quattro Mori, una nuova storia continua a essere scritta.
Sardegna ovunque: al centro del Piemonte come nel cuore del Mediterraneo.
Battista Saiu
Nell’immagine, Fabio Serra, mastro birraio e maltatore, responsabile della produzione del Birrificio 4 Mori di Montevecchio, con Fabio Marrale a Biella, presso lo stand del birrificio durante “Bolle di Malto”.
