“In caminu s’accontzat barriu”/In viaggio si aggiusta il carico

descrizioneDìcios e Peràula de Deus / Proverbi e Parola di Dio – immagini e nomi sardi di fiori – Laboratorio linguistico transoceanico tra “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina).

Su dìciu: “In caminu s’accontzat barriu”, est semper de moda e si ponet in pratiga cun fatzilidade, massimu dae chie si fidat de su chi at a benner’ poi, chi podet esser’ poi de un’iscuta, de dies o de annos. Si no si cumintzat no si faghet nudha e si no nos ponimus in caminu no amus a lomper’ mai a inue cherimus arrivare. A ognunu sas mezus uras de bider’ cumpridu cantu in coro sou pregat e disizat.

Il proverbio “in viaggio si aggiusta il carico”, è sempre di moda e si mette in pratica facilmente, massimamente da chi si fida del futuro, che può essere subito o dopo giorni e anni. Se non si incomincia non si fa nulla e se non iniziamo a camminare non arriveremo mai dove vogliamo arrivare. A ognuno gli auguri di veder compiuto quanto nel cuore prega e desidera.

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Missa Majore con canti in “Limba” per la 26a Festa Sarda di Biella

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Si è conclusa domenica 18 giugno la tradizionale Festa Sarda di Biella, giunta alla sua ventiseiesima edizione, dopo tre anni di assenza per via del Covid-19. “Sa Die de sa Sardigna”, festa del Popolo sardo, è stata organizzata dal Circolo Culturale “Su Nuraghe”, patrocinata dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Regione Piemonte, in collaborazione con la Città di Biella e la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (Fasi). L’evento si è avvalso inoltre del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.

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Alberi monumentali in mostra a Villa Piazzo di Pettinengo

descrizione“Il popolo silenzioso”, meditazioni fotografiche tra grandi alberi d’Italia in mostra a Pettinengo, Villa Piazzo – orario mostra dal lunedì alla domenica 09:00 – 18:00 – ingresso gratuito

“La più contenuta e intima delle esposizioni fotografiche di Tiziano Fratus”, così viene meticolosamente descritta nella locandina prodotta da Pacefuturo la raccolta di immagini dal titolo il popolo silenzioso che sarà esposta a Villa Piazzo, Pettinengo per tutta l’estate. Per chi non lo conoscesse Fratus è uno scrittore e poeta che nella sua carriera ha raccontato a grandi e piccoli le meraviglie del mondo arboreo, approfondendo in particolare il tema deigli alberi monumentali.

In un’esposizione simile non possono certo mancare alcuni degli alberi più antichi d’Italia quali sono gli ulivi e gli olivastri millenari sardi, tra questi in particolare troviamo fotografata tutta la sinuosità scolpita dal tempo nel legno di Sa Reina a Villamassaglia, oltre alla citazione dei numerosi esemplari che crescono a Luras, più a Nord.

A proposito di ulivi millenari è interessante conoscere la storia di Sa Tanca Manna. Si tratta più precisamente di un olivastro (o ulivo selvatico), che radica a Cuglieri in provincia di Oristano, e che è stato completamente avvolto dalle fiamme durante i devastanti incendi che hanno coinvolto il territorio del Montiferru nel 2021.

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“Istentales” in concerto a Biella: la forza “balente” dell’etno-pop agropastorale

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«O Sardigna istimada das su coro a sa zente / Para semper su fronte e non t’arrendas mai / Ses s’orgogliu balente de una terra galana / Zente firma e leale chi non traichiti mai» (O Sardegna stimata che dai il cuore alla gente / mostra sempre la tua forza e non arrenderti mai. / Sei l’orgoglio valente di una terra stupenda. Gente seria e leale, che non tradisce mai).

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Giugno 2023, una parola sarda al mese: “V” come “VAGGIÁNU”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella

VAGGIÁNU, vaggiàna in sassarese s’indica il ‘celibe’, la ‘nubile’, che in logudorese fanno bajanu, bajàna: ossu di lu vaggiánu ‘pomo d’Adamo’. Queste sono voci collegate a giàna. Però quest’ultimo è un nome strano, anzi, è uno strano appellativo. I linguisti normalmente lo fanno derivare dal latino Diana, sbagliando. Sbagliano nel nome, però, non nel mito.

Diana è un’antica divinità italica. A Roma fu la dea della luce (Diana < dies); anche Giano ( < dies) fu l’originario dio della luce. Gianorappresentava il Sole, Diana la Luna.

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