Aprile 2023, una parola sarda al mese: “T” come “TÁCCURA”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella

TÁCCURA è termine della Sardegna alquanto confuso, il cui uso si sta perdendo, o comunque si sta imbastardendo, poiché la pratica paleolitica da cui sortì primamente questa parola si sta ampiamente dimenticando, non solo nelle città ma pure in parecchi distretti linguistici.

Táccura è una delle decine di migliaia di parole sarde che provano ad abundantiam, se mai ve ne fosse bisogno, che il linguaggio originario nacque dal lavoro, la parola scaturì dall’attività economica dell’Homo (intuizione marxiana); pertanto, andando oggidì in obsolescenza l’attività economica da cui sortì la parola táccura, anche il suo concetto si sta logorando, obnubilando, frantumando.

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“Su Nuraghe Calcio Biella” vince 7-3 contro “Pettinengo A.S. 1970”

descrizioneLunedì 3 aprile 2023 “Su Nuraghe Calcio Biella” vince 7-3 contro “Pettinengo A.S. 1970”, l’Associazione Sportiva che fa capo all’omonima Pro Loco diretta da Stefano Robbiolo e allenata da Ludovico Robattino. Incontro atteso e ben arbitrato da Orminio Rossi: dopo l’iniziale vantaggio della formazione proveniente dal “balcone del Biellese”, la rimonta dei giovani con le insegne della Sardegna sul cuore allenati da Roberto Geromel e diretti da Gaspare Carmona. Nuova vittoria di “Su Nuraghe”, neutralizzando i 3 gol avversari messi a segno dal vice capitano Lorenzo Barbera.

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Auguri in versi da “Su Nuraghe” con la poesia di Nicola Loi

descrizioneDiverse sono le composizioni in rima giunte in questi giorni sui social del Circolo Culturale Sardo di Biella. Tra queste, “Bona Pasca de abrile / Buona Pasqua di aprile” di Nicola Loi di Ortueri. Verrà inserita nell’antologia di testi in lingua sarda contemporanea, scelta per il prossimo appuntamento del Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, incontri mensili tra il Circolo “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina).

Da sempre la Pasqua di resurrezione, nel segnare l’arrivo della primavera, è motivo di riformulazione di auguri per il nuovo che si riaffaccia alla vita. Al pari del Cristo risorto che vince la morte dopo indicibili sofferenze e la discesa agli inferi, Nicola Loi ci ricorda che “Sa Pasca est naschida insambenada, / Ma fit pro nois sa redentzione”. Ossia, che “La Pasqua è nata insanguinata, / ma era per noi la redenzione”.

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“Nenneres”, semi germinati al buio, gesti sardi di Fede e cultura

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Il formarsi della prima luna piena successiva all’equinozio di primavera determina la Pasqua cristiana, come codificata dal Concilio di Nicea nell’anno 325. Rimodulata sulla Pasqua ebraica, è memoria della passione, morte e resurrezione del Redentore.

In quella che è la maggiore festività cristiana convergono arcaici gesti di ritualità popolare presenti su entrambe le sponde del Mediterraneo – africane ed europee – giunte fino a noi attraverso il Vicino Oriente dove è nato Gesù.

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Da Nicola Loi in poesia per “Su Nuraghe”: “Bona Dominiga de Pramas/ Buona Domenica delle Palme”

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In preparazione alla maggiore festività cristiana, arriva da Nicola Loi di Ortueri (Nuoro) la poesia “Bona Dominiga de Pramas/Buona Domenica delle Palme”.

Messaggio di auguri consigliando al contempo la pratica di quelle virtù che l’uomo deve coltivare per poter essere considerato buono e degno, con atti concreti di benevolenza:Cun bonu-coro e cun menzus manu, Sa caridade cun coro isortu”, vale a dire, “con buon cuore e con generosa mano, la carità con cuore aperto”.

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